Gli Afterhours a Sanremo

Non voglio sprecare parole sull’ultimo festival sanremese e su Sanremo in generale. La pochezza e la banalità della stragrande maggioranza delle canzoni parlano da sole. Non è un caso che Sincerità, canzoncina piacevolmente inconsistente cantata da una sorta di clone povero di Sandra Mondaini, sia uno dei tormentoni che impazza ovunque. Dire che a Sanremo la Vera Musica era quasi totalmente assente è fin troppo generoso. Fortunatamente il festival non è lo specchio del paese reale e questo mi conforta.

Lo hanno dimostrato chiaramente gli Afterhours, degli alieni sbarcati sul palco dell’Ariston, che naturalmente sono stati eliminati subito non senza però lasciare il segno. La loro canzone, Il paese è reale,  è tra le pochissime cose decenti sentite al festival e giustamente ha ottenuto il premio della critica da parte dei giornalisti. Non mi spiego davvero le polemiche che sono sorte intorno alla partecipazione degli Afterhours al festival. Molti fans hanno storto il naso dicendo che il gruppo di Agnelli ha venduto l’anima al mercato e al dio televisivo. Qualcuno ha addirittura detto, con toni quasi surreali, che ricordano le posizioni della Terza Internazionale, che gli Afterhours sono stati fagocitati dal sistema, che sono diventati dei musici borghesi. Ma quale integrazione al sistema! Gli Afterhours con la loro partecipazione a Sanremo hanno invece dimostato che i germi più vitali della musica italiana soffiano altrove. La loro canzone, molto intrigante e incisiva, ha semmai scardinato il sistema, se proprio vogliamo usare questi termini marxisti, perchè ne ha rivelato ancor di più la terribile vuotezza.

P.S. Un’ulteriore dimostrazione che la vera musica soffia altrove è la compilation, intitolata come la canzone degli Afterhours, Il paese è reale. Si tratta di un disco curato dagli Afterhours che comprende artisti interessantissimi come Cesare Basile, Marco Parente, Marco lacampo, Mariposa e molti altri. Forse la tanto criticata partecipazione degli Afterhours a Sanremo servirà, oltre a far conoscere maggiormente uno dei gruppi più interessanti del panorama rock italiano, a dare visibilità ad artisti degni di essere scoperti. E scusate se è poco…

Annunci
Explore posts in the same categories: fabiog, Italiana, Pensieri e parole, Uncategorized

One Comment su “Gli Afterhours a Sanremo”

  1. sandy Says:

    la canzone degli afterhours non mi è piaciuta molto a dire il vero, ma in generale sono proprio questi ultimi afterhours che non mi piacciono più come quelli di una volta, c’è da mettersi una pietra sopra. Se vogliamo parlare di Sanremo preferivo quella di Povia o di Dolcenera.
    Trovo che invece sia abbastanza buona l’iniziativa della compilation Il paese è reale, anche se ce ne sarebbero di discorsi da fare sulla qualità della nostra scena alternativa italiana..
    Mi sono piaciuti i brani di Zu e Basile sopra tutti, poi Dente, Benvegnù, Marta sui Tubi, Beatrice Antolini..grossa delusione dal Teatro degli Orrori che si riciclano..the reverendos, settlefish e un altro paio: pollice giù


I commenti sono chiusi.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: