Bruce Springsteen & The ESB Live at San Siro 25/06/08

(foto presa da http://www.loose-ends.it. Copyright Rudy Sassano)

1. Summertime Blues
2. Out in the Streets
3. Radio Nowhere
4. Prove it all Night
5. Promised Land
6. Spirit in The Night
7. None But The Brave
8. Candy’s Room
9. Darkness on the Edge of Town
10. Hungry Heart
11. Darlington Country
12. Because the Night
13. She’s the One
14. Livin’ in the Future
15. Mary’s Place
16. I’m on Fire
17. Racing in the Streets
18. The Risng
19. Last to Die
20. Long Walk Home
21. Badlands

22. Girls in Their Summer Clothes
23. Detroit Medley
24. Born To Run
25. Rosalita
26. Bobby Jean
27. Dancing in the Dark
28. American Land
29. Twist And Shout

Ogni volta che dico ai miei che vado ad un concerto di Springsteen quelli mi rispondono sempre: “Ancora?!?”. Come spiegare il fatto che ogni concerto del Boss è diverso, che ogni sera non si sa cosa ti capita, che San Siro è San Siro? Già, di nuovo San Siro. Ventitrè anni dopo il mitico ’85 (che, vista la tenerà eta, non ho potuto vedere…), cinque anni dopo l’epico 2003 sotto il diluvio, Bruce Springsteen torna nel suo stadio italiano preferito e, probabilmente, uno dei suoi preferiti in assoluto. Come saltare questo concerto? La mancanza di un biglietto degno di questo nome (il terzo anello? No grazie) mi aveva quasi fermato ma poi con un po’ di fortuna (grazie Francesco!!) sono riuscito ad ottenere un paio di biglietti per il prato, dove col fido fabiog, abbiamo preso posto (tentando inutilmente di entrare nel pit) in attesa del Boss.

Sono quasi le nove quando finalmente si presenta sul palco, camicia nera e chitarra in braccio, saluta il suo pubblico scherzando sull’afa “Fa abbastanza caldo? Ora ci scalderemo ancora un po’ “ e attacca il primo “One, two,three, four…” . Quello che però lo segue è decisamente inaspettato: si tratta di Summertime Blues, una cover di Eddie Cochran, pezzo ripescato un paio di sere prima ad Amsterdam dopo venticinque anni dall’ultima esecuzione. Se l’inizio è così si intravvede già il miracolo. Le successive due sono più in stile e servono a caricare l’ambiente (come se ne avesse bisogno). Il suono è buono, più pulito del solito (merito forse di una serie di casse a fondo campo dedicate esclusivamente agli anelli) anche se inizialmente la voce di Springsteen sembra un po’ bassa e roca (pegno al caldo allucinante del posto). Con Prove it all night si lasciano tutti i discorsi e si comincia a far sul serio: Steve è in forma e duetta divinamente. Dopo Spirit in the night il concerto comincia a prendere una piega quasi familiare: il Boss chiede le richieste, il pit alza i cartelli delle canzoni e Springsteen si mette a sceglierne alcuni commentando qua e la. La prescelta risulta essere None but the brave, gran pezzo dall’album Essential. Di li si passa a Candy’s Room di una potenza allucinante. Il pubblico comincia ad esaltarsi ed il Boss sembra molto più gigione del solito: ride, scherza, si butta più volte fino al margine del pubblico, si fa toccare, da le mani e cosparge i fedeli con l’acqua. Una versione a metà strada tra il papa ed Elvis a Las Vegas. Altro giro altra richiesta: è la volta di Hungry Heart,  cominciata con l’acustica e poi eseguita full band. Un paio di pezzi dopo ed è Because the night a mandare in delirio la folla. Un’esecuzione da brividi, con un assolo finale di Nils Lofgren (finalmente!!!) interminabile e pazzesco con lui che girava su se stesso come una trottola quasi a mimare i suoni sempre più vorticosi che emetteva con la chitarra. Alla fine avevo la bava alla bocca. Il concerto continua fino ad una travolgente Mary’s Place che sembrerebbe quasi indicare l’avviarsi lentamente verso la conclusione del concerto. E’ a questo punto però che si apre il sipario e si passa dal grande concerto al mito. Il boss prende una sedia da dietro il palco, la posiziona davanti al pubblico ed intona I’m on Fire. I reduci dell’85 non sanno più se svenire o rimanere saldi per vedere l’evolversi. Ma il seguito è un’altro colpo al cuore: si tratta di Racing in the Street, canzone agognata, sperata da tutti ma sempre sussurrata con timor referenziale. E’ un momento mistico: le note scorrono per tutto lo stadio ed i cori si ergono da ogni dove, una volta tanto guardare il palco non è la cosa più bella. Dopo di questa canzone le altre quattro che portano alla fine della set-list scorrono quasi in un limbo, fatto però di rock n’roll.

La pausa per gli encore si rivela brevissima ed in un attimo la band è nuovamente sul palco ad intonare Girls in the summer clotes che dopo quel che abbiamo sentito sembra quasi una gran bella canzone. Le telecamere inquadrano abbondantemente particolare anatomici del pubblico femminile delle prime file e Springsteen si china a baciare una fan (2 saranno i baci a fine concerto, evidentemente quando Patty non c’è….). Poi si volge verso Steve ed indica qualcosa sul lato destro di San Siro: solo un’attimo per voltarsi a guardare lo striscione indicante il Detroit Medley che già si sta cantando il coro “Devil with the blue dress…”. Poi l’immancabile Born to Run. A questo punto ci si aspetta American Land. E invece no, c’è Rosalita! Come quattro anni fa lo stadio trema sotto migliaia di persone che saltano. E poi? Bobby Jean! E poi? Dancing in the dark! A questo punto qualcuno comincia a pensare che andrà avanti tutta la notte ed invece arriva American Land, letteralmente infinita, ricantata, risuonata e riballata fino allo sfinimento. Ormai manca il fiato, le gambe, tutto. E la band è li da tre ore che suona come se fosse alla prima canzone. A sessantanni di media! La fine di American Land ci lascia tutti spossati e felici, come chiedere di più? Il boss e la sua band salutano, gesticolano, si inchinano. Poi, l’incredibile. Bruce rimette sotto braccio la chitarra e “per Milano” intona la canzone che cantò 28 anni fa e che qui ripropone per la prima volta nel tour: Twist & Shout. Delirio.

Qualcuno dice che questo è stato l’ultimo. L’ultimo concerto con la E-Street in Italia. Sono vecchi, sono impegnati, già uno l’abbiamo perso. Io non so se questo sarà l’ultimo o meno. Quello che so è che io c’ero, a meravigliarmi di come quest’uomo non più giovane riesca ancora a cancellare il tuo concerto migliore e sostituirlo con uno ancora più grandioso. Ma più di così è impossibile (quantomeno senza resuscitare Hendrix 😉 )

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7 commenti su “Bruce Springsteen & The ESB Live at San Siro 25/06/08”

  1. fabiog Says:

    Grandioso, irraggiungibile, epico… Per me IL CONCERTO per eccellenza della mia vita (e ne ho visti una buona quantità). Alla fine ero distrutto e anche il buon Miki a stento si reggeva in piedi, ma ne valeva assolutamente la pena. J’m on fire, Rancing on the street, Because the night, Candy’s room: quattro momenti eterni, incaccellabili…

  2. markus14 Says:

    m-a-l-e-d-e-t-t-o NEIL YOUNG…ed ho detto tutto 😦

  3. lisa Says:

    Io non ce la faccio..ci sono 28 gradi in casa mia, ma io ho brividi, la pelle d’oca, e le lacrime agli occhi. Mi sono goduta ogni singolo istante di questo meraviglioso concerto, solo a pensarci mi manca il respiro. Miky quando siamo usciti mi ha detto “sei contenta?E’ stato il tuo concerto”. Sì, è stato il mio Concerto, non lo dimenticherò mai. Ma è stato così bello che spero sia stato il concerto di molte delle 61000 persone che c’erano (esclusi probabilmente gli amorfi intorno a noi che si staranno ancora chiedendo perchè ho singhiozzato su un asssolo di piano e quelli che se ne sono andati alle 10.45 per evitare il traffico del fine concerto).

  4. Roberto Says:

    Ciao:anch’io c’ero a Milano e concordo che e’ stato un’esperienza incredibile!
    Mi permetto pero’ di farti notare due inesattezze:None but the Brave non fa parte di “The River” ma fu pubblicata nella raccolta “The Essential”
    Per quanto riguarda “Hungry Heart” non e’ la prima volta che la esegue nel tour:la premiere si e’ tenuta in Germania due date prima del concerto milanese.
    Il mio vuol essere solo un intervento amichevole nulla di piu,ho trovato un paio di cose fuori posto e te le ho segnalate.Per il resto ,se posso,date un occhiata al mio blog:http://musicalomania.blogspot.com/ ancora in fase embrionale ma dove ho messo il mio commento al concerto a caldo.
    Ciao!

  5. mikyjpeg Says:

    Figurati, hai fatto benissimo a ricordarcelo! Imperdonabile l’errore su None but the brave, corro a correggere!


  6. Io ho 54 anni, seguo Bruce da tanto, tanto tempo (c’ero anche nel 1985 e nel 2003). E stavolta ho vissuto il concerto con la mia ventiquattrenne figlia: in tre giorni ci siamo fatti un piccolo viaggio rock (Neil Young a Verona e Springsteen a Milano). Dal vivo, non li aveva mai visti. Il Canadese non l’ha entusiasmata (a me sì: è IL mio rocker prediletto, anche se i concerti della E Street Band sono un qualcosa di assolutamente incomparabile). Ma il Boss ha prima fulminato e poi illuminato mia figlia. E (molto banalmente) sono felicissimo di aver condiviso con lei queste botte di rock.
    (Ancora pochi giorni prima, a Lubiana…io sono di Trieste…John Fogerty: altro concerto niente fumo e tutto polpa. Se vi capiota, non perdetelo)
    No retreat, no surrender. Keep on rockin’ in the free world. Rockin’ all over the world
    (soprattutto in questa orrendissima Italia berlusconizzata)

  7. mikyjpeg Says:

    Ci siamo trasferiti! Commenta sul nuovo sito


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