Genia (ex Skaartcrew) Live @ Riviera Folk Festival

Comincia l’estate e si comincia con le feste rock. Per iniziare sono andato al Riviera Folk Festival, un po’ perchè è vicino a casa mia, un po’ per sentire questa band che presentava il loro primo disco (a breve su questo blog arriverà la recensione). Si tratta dei Genia, già Skaartcrew, una band che avevo già avuto modo di ascoltare negli anni passati in varie occasioni. Tuttavia era passato un po’ di tempo da quando li avevo sentiti l’ultima volta, tempo che li ha visti prendere parte a manifestazioni di un certo livello anche al di fuori del territorio veneto, e quindi la mia curiosità unita al lancio di questo album era notevole.

Il concerto inizia intorno alle dieci e mezza ed incredibilemente non piove (può sembrare strana questa affermazione, ma se qualcuno è passato per il Folk negli ultimi anni sa che non è così!). A salire sul palco è un gruppo di persone che definire band è quasi fuorviante: sono in 11 persone, praticamente un’orchestra, composti da batteria, basso, chitarra e tastiera (e fin qui tutto normale), sezione di fiati composta da sax, tromba, trombone e flauto traverso, cantante e due coriste. La partenza è spumeggiante: sonorità e ritmi caraibici si mescolano ad una vena compositiva di stampo più italico, la sezione di fiati padroneggia la parte melodica mentre i ritmi sono proprieta di basso e batteria a cui si aggiunge la chitarra, più in chiave ritmica che solista. Il tutto forma un amalgama complesso ma lineare, un sinuoso insieme di suoni che viaggiano insieme mescolandosi e dandosi continuamente nuove forme. Definire il genere sarebbe limitativo: si tratta di un misto di ska, reggae con un pizzico di funky e voci corali. Si tratta ad ogni modo di un sound molto più personale e meno legato allo ska rispetto a quello che avevo precedentemente ascoltato da parte loro. Evidentemente è anche il motivo per cui hanno abbandonato un nome (Skaartcrew) che gli aveva dato comunque una buona visibilità nel panorama vicentino. Cambiare nome, specie per una band che non è “nata ieri” è sempre un passo non indifferente: spesso significa ricominciare da zero per quanto riguarda pubblico e conoscenze (andando oltre alla cerchia di estimatori); tuttavia sembrerebbe essere il risultato di una maturità acquisita che si può notare dalla padronanza del palco, dai complessi arrangiamenti mai banali e dalla personalità espressa dai singoli che, cantante a parte (carismatico leader indiscusso della band nonchè autore e produttore di tutti i testi dell’album), non eccede mai in personalismi divergenti.

Trattandosi della presentazione di un disco la parte da protagonista la fanno le canzoni dell’album, dalla iniziale Gerusalemme Celeste alla title track Sovranità Indiscusse. C’è spazio tuttavia per qualche fuori programma (come l’unica canzone in inglese ‘Baby dance with me‘ cantata dal bassista con dedica) e qualche interessante cover come la spassosa ‘Oi ‘ndemo vedere i pink floyd‘ dei Pittura Fresca (numi tutelari del raggae veneto e quindi italico) cantata dal batterista o la rivisitazione di Vacanze Romane. Unico lento (se così si può definire) della serata è Margherite nel deserto, canzone dal ritmo sicuramente più classico ma con un raffinato tocco creato dalla splendida sezione di fiati. Ci pensano Vivo e Tango ubriaco a riportare il ritmo ballabile fino alla splendida No!, canzone di carattere sociale che tratta di un tema scottante nella realtà vicentina. Si tratta della canzone più rock dell’intero repertorio, un mix di potenza e ritmo con un assolo di chitarra incendiario (uno dei pochi punti in cui la chitarra da ritmica passa in primo piano) e un ritornello che fa riflettere: “Vogliono vendere tutta la città […] il denaro è l’arma più letale che c’è“. La chiusura è lasciata ad una canzone-medley con inserti di indubbio gusto (tra gli altri il subito individuabile tema di Perry Mason) e cambi di tempo e genere decisamente gustosi a partire dal motivetto che ricuce i vari pezzi basato sulla tromba.

In conclusione un concerto godibilissimo di una band matura e valida sotto tutti i punti di vista che meriterebbe palcoscenici più importanti. Se proprio si vuole vedere il pelo nell’uovo si possono riscontrare alcuni peccati veniali: le coriste (peraltro al loro primo live) sono sottoutilizzate e risultano utili solo dal punto di vista scenico, la composizione scenografica della band non è del tutto omogenea con cantante-bassista in primo piano (sia visivamente che nel feeling concertuale), un blocco forse troppo granitico per i fiati che non favorisce i momenti più personali (come un avanzamento in caso di assolo), la tastiera quasi invisibile, ed infine una dinamica non eccelsa nel suo complesso. Ma considerando la giovane età dei componenti direi che si tratta proprio di sottigliezze.

www.geniaband.it
www.myspace.com/geniaband

Annunci
Explore posts in the same categories: Uncategorized

4 commenti su “Genia (ex Skaartcrew) Live @ Riviera Folk Festival”

  1. prof Says:

    Sentito un frammento di veloce passaggio… buona l’impressione. Molto grintosi e originali anche i salentini Crifiu, sul palco ieri sera. Altro disco da recuperare… quelo dei Genia potresti passarmelo tu Miki, no?

  2. fabiog Says:

    C’ero anch’io Miki, ci siamo incredibilmente mancati. Comunque bellissima sorpresa questi Genia, sono riusciti a trascinarmi sotto il palco. Davvero spumeggianti e promettenti…

  3. Falk Says:

    Fighi fighi, i me piase!

  4. Diana Says:

    Quanto avrei voluto esserci!!!


I commenti sono chiusi.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: