Rock Emilia Rock

Quante volte si è sentito parlare dell’emilia-romagna come della patria del rock, del blues e più in generale della musica italiana? Quanti musicisti, anche misconosciuti, citati come numi tutelari di questa musica importata e rinata sulle rive di un fiume, il Po, che spesso viene paragonato al Mississipi proprio per questo legame musicale. Da Guccini a Ligabue, da Vasco Rossi ai Modena City Ramblers, dagli emuli di Elvis a quelli di B.B. King. Un gruppo eterogeneo ma legato alla diversità da quell’altra musica italiana, quella derivante dalla canzone napoletana e degenerata nelle canzonette sanremiane.

Da qualche tempo mi trovo per lavoro in emilia romagna e più precisamente a Parma ed ho potuto toccar con mano questa immagine. E quello che più salta agli occhi (anzi, all’udito in questo caso) è l’aria che si respira, l’ambiente musicale stesso. Come si vede? Immaginate: lavoro in un ufficio pieno di impiegati di banca. Li avete presente? Gente che lavora le sue otto ore con notevole impegno (…) che si diletta nella pausa caffè e che parla di motori e calcio (altre passioni emiliane). Ebbene, sulle scrivanie di due-tre impiegati capeggiano delle radio (e mica radioline da 10-15 cm, parlo proprio di impianti stereo con tanto di casse!). Ma fosse tutto qui dici “Ok, le ho già viste a Padova, magari era una invece di tre però non fa molta differenza”. Quello che cambia è quello che esce da quelle radio: a volte sono compilation, altre volte stazioni radio vere e proprie ma il succo non cambia, quel che si sente è rock di prima qualità. Un’idea: tre canzoni una dietro l’altra passate da questa radio (evidentemente locale) sono state nell’ordine Astronomy Domain (Pink Floyd), Since I’ve been loving you (Led Zeppelin) e New York City Serenade (Bruce Springsteen)!! Allucinante, già è tanto che si passi musica decente, poi sentire una scaletta che punta a pezzi straordinari ma generalmente fuori dalle tipiche classiche da ascolto è veramente il massimo. Ma questo è solo un esempio, qui esce veramente di tutto: CSN, James Brown, Aretha Franklin, Neil Young, Bob Dylan, Tom Waits, i Creedence… perfino i Quicksilver Messenger Service!! Per non parlare poi di quello che di tanto in tanto si mette a cantare (vi lascio immaginare gli urletti su Whole lotta love mentre si parla di bonifici e espressioni regolari).

Vedendo tutto ciò riesce più facile capire il perchè di tale reputazione e la relativa facilità di vedere gruppi rock provenienti da queste terre tra il fiume e l’appennino. D’altronde dalla buona semenza si fanno i buoni raccolti.

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