Addio Danny

Danny Federici, il musicista più istintivo e naturale che io abbia incontrato. Ti voglio bene Danny. Il tuo organo e la tua fisarmonica hanno fatto vivere la zona centrale ed il sud del New Jersey nella mia musica. Grazie.
Bruce Springsteen, introduction cerimony to Rock’n’roll Hall of Fame.

Giovedì si è spento, dopo tre anni di battaglia contro un melanoma, Danny Federici, organista da quarant’anni della E-Street Band.

Danny, soprannominato “The Phantom”, il fantasma, per il suo essere schivo e per il suo modo di suonare non invasivo ma decisivo nel castello musicale dell’E-Street sound, era il più vecchio collaboratore di Springsteen. Nativo di Flamington, NJ ha partecipato a tutte le band giovanili del Boss, a parte le adolescenziali Castilles ed Earth. Prima di David Sancious, prima di Roy Bittan, lui c’era a fondere con il suo organo la miscela esplosiva del rock che rinasceva. C’era nei Child, nella grande avventura on the road degli Steel Mill, nell’estrosa baraonda dei Doctor Zoom & the Sonic Boom. Prima di allora aveva suonato negli Storytellers di Billy Chinnock, dove aveva conosciuto Vinny Lopez e Gary Tallent, futuri compagni nella prima E-street.

Il sound dei primi anni della E-Street dipende moltissimo dall’organo e dalla fisarmonica di Danny, quando brani come Wild Billy’s Circus Story o Sandy disegnavano mirabili affreschi della vita popolare del New Jersey. Il massimo dell’impatto del suo organo si ha negli anni di The Darkness on the Edge of Town e di The River quando la dicotomia con Roy Bittan creava la magia (Point Black …). Poi il sound è cambiato, l’Hammond è stato meno utilizzato come solista ed è passato al ruolo che forse Danny riteneva più suo: stare sullo sfondo per amalgamare il tutto. Il distacco di Bruce dalla E-Street alla fine degli ottanta ha avuto su di lui forse l’impatto maggiore, limitandosi ad un paio di dischi solisti e qualche tour a scopo benefico.

Personalmente, essendo un accanito fan del primo Springsteen, ritengo questa perdita grandissima per il sound E-Street, senza nulla togliere all’organista Charlie Giordano che ha accompagnato Bruce nell’ultimo tour e nel precedente Seeger Session. Dopo aver letto della morte sono andato a riascoltare gli album per poter assaporare e rendere omaggio a Danny. Ad un ascolto superficiale sembrava che non riuscissi a trovarlo, poi però l’ho trovato, tra le pieghe del sound, dove è sempre stato e sarà per sempre, fantasma di cui sentiremo la mancanza.

Vogliamo ricordarlo così, sul palco, con la sua E-Street:

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4 commenti su “Addio Danny”

  1. markus14 Says:

    Perdita molto dolorosa perchè quella macchina da rock’n roll che è la E Street ha perso un pezzo…e l’hammond in alcuni pezzi di Bruce era e rimane un motore fondamentale…ciao Danny ci mancherai.

  2. bulldog Says:

    Mi piace pensare che una vita spesa per il rock’n roll, suonando la musica che ami in tournèe in ogni angolo del mondo, sia una vita straordinariamente colorata ed intensa, ed in fondo è la miglior cosa che possiamo realizzare: vivere appunto una vita intensa.

  3. Negro Says:

    Causalità volle che proprio la scorsa settimana recuperassi nei mercatini dell’usato di Gent due rarità springsteeniane in cui Federici è protagonista: il libro di fotografie “Springsteen access all areas”, immagini di vita da tour dopo “Darkness in the edge of town”, e soprattutto “Where the four winds blow”, un fanstastico bootleg del ’74, dove il suono caldo di Danny all’organo e alla fisarmonica regala sensazioni indelebili di un’America ormai lontana nel tempo. Beh, sia stato il caso, il fato o qualcos’altro, ringrazio di cuore.

  4. fabiog Says:

    Se ne va un pezzo fondamentale della E-street, che tristezza… Ciao Danny, per fortuna potremo ascoltare ancora il tuo organo e la tua fisarmonica negli immortali dischi di Bruce!


I commenti sono chiusi.


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