Offlaga Disco Pax @Interzona (VR) 24.02.08

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Me n’ero dimenticata, degli Offlaga. Degli Offlaga, dell’Interzona e di riempire di croccantini al pollo e verdure la ciotola vuota e solitaria di Cicciona. Poi arriva un messaggio della Teta “ché all’Interzona potresti venirci anche tu”.

La voce meccanica, con quel suo accento improbabile, mi sorprende ogni mattina con la faccia schiacciata contro il finestrino, “Venezia santa LùScia”, lo ripete due volte e capisco, meccanica pure io, che è arrivato il momento di infilare giacca-sciarpa-guanti, alzare il culo e andare a lezione. Canticchiando. Perché Max Collini, dall’ottofebbraio, si è impossessato di me. Io Max Collini non sapevo nemmeno se avesse ancora i capelli, fino a ieri sera, non sapevo nemmeno se fosse lontanamente somigliante all’Orietta che di cognome fa Berti e vive a Cavriago, nella piana emiliana. Poi mi arriva un messaggio della Teta, e finisce che mi ritrovo con gli occhi curiosi davanti alla più grande cella di refrigerazione dei vagoni, la più grande d’Italia. O almeno lo era nell’agosto 1930, quando ancora lì di fronte c’erano i Magazzini Generali. Il timbro sulla mano. Son passate le 10e½ eppure di gente non è che ce ne sia così tanta, ad aprire ci sono i MyAwesomeMixtape, cuoricino di lanacotta puntato sul petto, ché le medaglie e i lustrini oggigiorno non gasano più. Ci sanno fare, tromba/4-5corde/violinoelettrico e un sintetizzatore che spara basi intriganti, e quella errrrre inglese molto rotonda, molto ‘VeneziaSantaLuScia’. Molto Brian Molko. Arrivati al concerto numero cento riescono ad emergere dal brodo inflazionato e un po’ allungato della contemporanea civiltà musicale elettronica, con il loro gusto speziato suonano, e si divertono, e se The Saint Valentine’s Day Massacre e Diderot le ricordo ancora, significa che han fatto centro. Al prossimo giro si meritano un attento ascolto solitario. E una recensione di gVsto. Non si fa tempo ad incontrare Francesco, nascondere nel portabagagli sciarpa e cappotto e tornare con Mau in una corsa spezzafiato, ché mentre shiny happy people love each other la stanza si è più che riempita e nel palco compare una valigetta con il toblerone e il pupazzo della talpa ceca, e inizia, con Ventrale, la nostra avventura. Max Collini alla fine di capelli ne ha, ha pure le tette, quasi una prima, e mentre i tre suonano e sintetizzano su Vladimir Yaschenko mi verrebbe voglia di lanciare sul palco uno dei miei primi reggiseni datati terza media, quando le tette, le mie, non erano ancora abbastanza grandi da farmi Tonna né abbastanza piccole da non farsi notare. Così, per empatia. Enrico Fontanelli si diverte, e soffro di ignoranza elettroacustica mentre lo guardo impegnato a smanettare, ché per la base di Cioccolato I.A.C.P. sembra abbia il joystik dell’Amiga 500, preme gira velocizza e mette in loop. Poi penso, “fottiti tecnica” e finché in Lungimiranza ‘il fonico continua a fonicare’ io continuo a ritmicare, con i piedi ben fissi a terra, le ginocchia che scartabellano, i polpacci in mutabile flessione, mani in tasca e testa in dondolamento sincronico con il musicare di Daniele Carretti, a metà tra l’irrequietismo e l’indecisione, nel suo passare da basso a chitarra e tasti a pressione, un po’ qua, un po’ là, chi mai lo fermerà, nella sua genialità? Ogni tanto mi guardo anche attorno, dietro tre emiliani con l’accento marcatamente reggiano, un frenetico con la maglietta rossa, lo spacciatore rasta- barbalungaincolta, si commenta la bravura del paroliere, attenzione massima per le parole nuove e sfoghi sentimentalistici per le vecchie, ritrovandosi in trepidante attesa…orecchie alte… Altissime…tutti insieme, tre due uno…KAPPLER! Molto giallo e verde per il furto di una Golf a quattro marce, molto nero per una Sentimentale che da Francesca prende le distanze, e pure dai Disciplinatha e dal loro “Abbiamo pazientato quarant’anni. Ora basta”. Era il 1988 e a Bologna credo fosse il delirio. Molto silenzio su Venti minuti, ché ti verrebbe da salirci, sul palco, per un abbraccio, e fanculo gli occhi lucidi. Alla fine è successo che su un’Onomastica ritmicamente impazzita sembrava esser finito il giro di giosta, ma poi ormai lo sappiamo, la base continua ad andare allora è bastato un “fuori-fuori-vaimax-ancora-dai-tiprego-sì-vengo”, e i tre musicanti son ritronati sul palco. Molto, molto palcoscenico. Alla fine è successo che mi facevano male i polpacci, a forza di dondolare e tirare il collo, Max Collini si mostra così tutto concentrato, in uno sforzo continuo di remember, “come coperta di Linus un leggio” pieno di fogli ché ci vogliono delle mollette rosse per tenere tutto assieme, ben fermo, e come il cappello del prestigiatore su Tatranky cosa ti tira fuori il Collini? I quarantacinque giri di (in rigorosissimo ordine): Samantha Fox, i Modern Talking, Nik Kershaw e AlBano&Romina. E Tatranky, pioggia di Tatranky, wafer e canzoni per tutti, due foto al pubblico e buonanotte ai suonatori. Già, buonanotte, perché noi generazione di post ventenni, noi che la sera andiamo a letto sfatti senza un rimbocco di coperte, noi che la destra ci fa schifo ma anche la sinistra non è che sia un gran che, noi che ridateci Berlinguer, noi che finiamo per dimenticarci di un concerto di mezza serata tra i capannoni dismessi di un’industria in perenne evoluzione, noi negli OfflagaDiscoPax non ci vediamo solo un gruppo di new wave sperimentale. Dopo attese e disillusioni abbiamo ritrovato chi ha la pazienza di raccontarci la Storia attraverso le sue storie, lasciando magari nell’aria la speranza dell’arrivo di una nuova Barbara, abbiamo ritrovato chi ancora è capace di sorprenderci a guardare questi film per non vedenti con la faccia stropicciata contro il vetro di un regionale in perenne ritardo, mentre da fuori arriva la solita voce, in tutta la sua meccanica femminile. “Venezia santa LùScia, new stop, Venezia Santa LùScia”.

OfflagaDiscoPax

OfflagaDiscoPax#130

MyAwesomeMixtape

Interzona

(per il bianco e nero chapeau a n1/the larch)

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4 commenti su “Offlaga Disco Pax @Interzona (VR) 24.02.08”

  1. onanrecords Says:

    Magari Cioccolato IACP ti fa un po’ meno effetto che a me ma, leggendoti, la mia teoria che per apprezzare gli Offlaga bisogna aver visto almeno di striscio gli anni 70 non tiene.
    Bella.

  2. cristian Says:

    ciao,ottima recensione.per caso hai scattato delle foto’o sai chi le ha scattate?se si mandamele a cristianbutini@libero.it

  3. cristian Says:

    ciao,ottima recensione.
    Per caso hai scattato foto?se si o se sai dove recuperarle me le potresti mandare?(scrivo rece anche io)
    cristianbutini@libero.it

  4. flolex Says:

    Per chi volesse:

    Offlaga Disco Pax live al CSC di S. Vito di Leguzzano venerdì 21 marzo alle ore 22.00.

    INFO:

    CSC Centro Stabile di Cultura
    S.Vito di Leguzzano (VI), via Leogra, Strada Provinciale 46 al km 21
    http://www.centrostabile.it csc_centrostabile@yahoo.it
    tel 349 2943281


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