Lenny Kravitz – It is time for a Love Revolution

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  1. “Love Revolution”
  2. “Bring It On”
  3. “Good Morning”
  4. “Love Love Love”
  5. “If You Want It”
  6. “I’ll Be Waiting”
  7. “Will You Marry Me”
  8. “I Love the Rain”
  9. “A Long and Sad Goodbye”
  10. “Dancing Till Dawn”
  11. “This Moment Is All There”
  12. “A New Door”
  13. “Back in Vietnam”
  14. “I Want To Go Home”


Ottavo ed ultimo lavoro del musicista americano, It is time for a love revolution mostra fin da subito le caratteristiche tipiche del proprio autore: chitarre hard-rock, riff a manetta, un po’ di ripetitività psichedelica, qualche estratto acustico ed un ambient molto flower-power. Ascoltandolo viene sempre da pensare se questi fosse nato quarantanni fa che cosa avrebbe fatto. Se siano dunque le influenze a creare Kravitz o Kravitz a voler rivivere il mito del rock. Perchè questo è a tutti gli effetti un album rock. Rock duro e puro, un po’ Sabbath, un po’ Hendrix, qualche reminescenza Zeppeliana e qualche ballata più tipicamente ’90 (come il singolo I’ll be there). Dunque più che godibile, considerando che Kravitz è uno che con la chitarra ci sa fare e che anche quanto ad arrangiamenti non scherza. E’ un piacere ascoltare canzoni mono-riff come Love Revolution o Bring on it, che magari a primo acchitto possono apparire monotematiche ma che mantengono la potenza di una canzone dei Clash. Oppure pezzi hard-funky-rock come Will you marry me. Dopo la metà il disco tende più verso canzoni più lente in cui l’elettrico si mescola con l’acustico (come la splendida If you want it) o dove compare il piano a fare da filo conduttore (A new door). A volte però tende a scivolare nel melenso sprecando ottimi momenti con successivi strascichi decisamente troppo da canzonetta come nel caso della contrastante A long and sad goodbye. In chiusura di albumda segnalare l’interessante Back in Vietnam (sempre in ritardo di 40 anni?), le insolite sonorità di Uncharted Terrain e l’affascinante Confused che pecca però di supponenza avvicinandosi troppo all’inarrivabile Since I’ve been Loving You dei Led Zeppelin da cui sembra ispirata.

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5 commenti su “Lenny Kravitz – It is time for a Love Revolution”

  1. markus14 Says:

    A me i personaggio non ha mai convinto, ma non mi sono mai spinto al di là delle hit radiofoniche o da MTV. Mi sa da costruito, da born to sale…ascolterò ma senza sperarci troppo…

  2. stampede Says:

    marco procurati il primo disco di Kravitz, non solo per una questione cronologica

  3. reboman Says:

    Mister cab driver, quanto tempo!

  4. prof Says:

    Piacevole ed evocativo, ma non mi pare molto di più sto disco…Il primo di Lenny sicuramente aveva un groove più sporco, acchiappava di più…

  5. mikyjpeg Says:

    Ci siamo trasferiti! Commenta sul nuovo sito


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