Musica di Natale, profMau’s side

Quest’anno ho apprezzato lo sforzo dei miei amici di intuire un senso nei miei gusti eclettici, intento raggiunto di stimolare la mia curiosità con dischi originai o particolarmente raffinati e complessi. Complimenti ragazzi! …che fatica però digerire questi ascolti tutti insieme! Potrei aggiungere qualcosa nei commenti fra un po’…

David Bowie – Outside (1995) da FabioG
Disco enorme, per ambizioni e contributi: un po’ romanzo un po’ film, complesso e sovrabbondante, poliedrico e geniale in molti spunti. Brian Eno fa traboccare l’estroverso Bowie in un’avventura cerebrale e angosciante. Arduo seguire il filo melodico continuamente straziato e smembrato in mille variazioni, riprese e divagazioni, elettronica rock voci effetti…Arduo seguire il filo logico con i testi (ben raccolti qui), frammentari e deliranti. Certo un capolavoro, per intenti e risultati, ma molto fine a se stesso. E’ vera arte? Forse sì, ma non amo quando se ne perde di vista la funzione comunicativa. E questo lavoro è ben poco comunicativo ed immediato.
4

Laurie Anderson – Big Science (1982) da Likearock
Discorso simile per quest’opera di colei che è meglio conosciuta come compagna di Lou Reed. Oltretutto ho dovuto superare anche la mia idiosincrasia per certi arrangiamenti anni ’80, qui appena accennati. Un disco molto vario, molto letterario, anche qui si sconfina parecchio oltre la semplice musica, e anche qui il rischio è una certa algidità…Ma spesso la melodia ti prende per mano e te la scalda un po’; mi paice la voce di laurie, mai stucchevole o troppo perfettina, carnosa.
4

The Divine Comedy – Regeneration (2001) da Markus14
Con questo dono Marco ha cercato ancora una volta di infrangere i miei pregiudizi nei confronti della musica sovrarrangiata, sinfonica, dal suono pulito e pieno. Purtroppo capitola anche stavolta: belle melodie, anche ritmi intensi e soluzioni interessanti e stimolanti, ma fatico a far scendere il boccone glassato e laccato. Non c’è verso.
2 e 1/2

Clockwork Orange OST (1989) da MikyJPeg
Una sinfonia folle e geniale, perfetto complemento delle immagini stralunate di Kubrick: l’apprezzamento è inscindibile dal fascino del film. L’originalità sta nel montaggio di grandi classici, non nella realizzazione delle musiche appositamente per le immagini: un limite? non riesco a pensarci, mi piace troppo.
4 e 1/2

Sonata Arctica – For the sake of revenge (2006) da Flolex
I perfettini scandinavi del metal mostrano dal vivo tutta la loro irruenza senza freni e confini, come pure un calore con il pubblico insospettabile forse. Tecnica sfoggiata senza risparmio, tutto sovrabbonda: anche la noia dopo un po’, sinceramente; mi stanca meno una ninna nanna lentissima che offra sonorità o ritmiche sorprendenti…
2

Mùm – Loksins Erum Við Engin (2002) da Azu
Che meraviglia ascoltarlo mentre scendono i fiocchi di neve: un’esperienza rara e stupenda. Musica eterea e giocosa, schegge di sogni e suoni tintinnanti sorpresa infantile. L’islandese poi suona come una musica magica e intrigante: Azzu ha pensato pure questo, infatti l’album è ben più facile sentirlo in inglese (Finally we are no one). Certo però che, da un altro punto di vista, è musica, come i cugini Sigur Ros, che si adatta solo a certe condizioni umorali e di ascolto; se la situazione non è idonea il rischio è una bella pennichella!
3 e 1/2

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