Jovanotti – Fango

Fango è il singolo che anticipa il nuovo disco di Jovanotti, in uscita il 18 gennaio 2008.
L’immaginario, il ritmo e il tono sono sempre quelli inconfondibili del Jova (e Saturnino, che non va mai dimenticato) una ballata semplice e intensa. Sorprendono la produzione e l’arrangiamento: il pezzo è semplicissimo anche nella sua rielaborazione, praticamente trasparente; eccone la descrizione reperibile sul sito soleluna: La forza di FANGO, questo suo essere “diretta” senza nessuna mediazione, come un abbraccio tra due che si capiscono senza giri di parole, questa sua forza arriva a moltissima gente, anche a molti che non hanno dimestichezza con la musica di Lorenzo e si trovano anche spiazzati dall’onda di FANGO. E’ la forza della musica. Fango è stata registrata in uno studio di Los Angeles a luglio 2008,in un solo “take”. La voce di Lorenzo che canta in diretta con tutto il resto della band,la produzione di Michele Canova che raggiunge l’essenziale,e infine la chitarra magica di Ben Harper rendono FANGO una canzone unica. In FANGO hanno suonato,oltre a Ben Harper: Saturnino al basso,Riccardo onori alle chitarre, Alex Cortini ai synt modulari (Alex è il tastierista dei Nine Inch Nails), Franco Santarnecchi al clavinet, Mylious Jonhson alla batteria, John Beasley all’organo hammond (per citare un solo credito di John basta dire Miles Davis).
Gli ingredienti semplici e genuini fanno la bontà dell’impasto, ma anche la qualità… Io direi che c’è sempre meno Jovanotti e sempre più Lorenzo Cherubini, che lascia trasparire nella sua musica, dietro ad un velo di serenità, tutte le complessità e le angosce di un uomo che si interroga. Di seguito il testo (non più nettamente analizzabile in strofe e ritornelli come altre ballate classiche del nostro) e i video (due versioni, a detta dello staff che li ha prodotti omaggi a Terence Malik e Werner Herzog…

Io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo

sotto un cielo di stelle e di satelliti
tra i colpevoli le vittime e i superstiti
un cane abbaia alla luna
un uomo guarda la sua mano
sembra quella di suo padre
quando da bambino
lo prendeva come niente e lo sollevava su
era bello il panorama visto dall’alto
si gettava sulle cose prima del pensiero
la sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero
ora la città è un film straniero senza sottotitoli
le scale da salire sono scivoli, scivoli, scivoli
il ghiaccio sulle cose
la tele dice che le strade son pericolose
ma l’unico pericolo che sento veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
il profumo dei fiori l’odore della città
il suono dei motorini il sapore della pizza
le lacrime di una mamma le idee di uno studente
gli incroci possibili in una piazza
di stare con le antenne alzate verso il cielo
io lo so che non sono solo

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

la città un film straniero senza sottotitoli
una pentola che cuoce pezzi di dialoghi
come stai quanto costa che ore sono
che succede che si dice chi ci crede
e allora ci si vede
ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c’è niente
un mondo vecchio che sta insieme solo grazie a quelli che
hanno ancora il coraggio di innamorarsi
e una musica che pompa sangue nelle vene
e che fa venire voglia di svegliarsi e di alzarsi
smettere di lamentarsi
che l’unico pericolo che senti veramente
è quello di non riuscire più a sentire niente
di non riuscire più a sentire niente
il battito di un cuore dentro al petto
la passione che fa crescere un progetto
l’appetito la sete l’evoluzione in atto
l’energia che si scatena in un contatto

io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che non sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango
io lo so che non sono solo
anche quando sono solo
io lo so che nn sono solo
e rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango

e mi fondo con il cielo e con il fango

p.s. Lisa, Rachele spero di avervi accontentato… Per essere sempre aggiornate sulla musica pop, che qui compare solo ogni tanto, visitate AllmusicBlog!

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8 commenti su “Jovanotti – Fango”

  1. markus14 Says:

    Fango è davvero molto bella. Una canzone misurata poetica con quella coda strumentale dove esce la slide di Ben…il testo è davvero notevole e sottende una spiritualità molto forte che già emergeva in altre canzoni di Lorenzo (Mi Fido di Te ma anche la “vecchia” La Mia Casa). Attendo l’album: credo che Lorenzo sia uno degli artisti più “cresciuti bene” negli anni nel nostro panorama musicale italiano.

  2. lisa Says:

    Eccomi, finalmente sono riuscita a sentire a canzone! Ok, scrivo di getto tutto quello che ho pensato ascoltandola, spero di non essere troppo lunga o troppo critica.
    Prima di tutto, mi piace. E’ una bella canzone ed è vero che ricorda Mi fido di te, è trovo curioso che il singolo che preannuncia l’album sia stato proprio questo. Gli ultimi album di Lorè (scusate ma io continuo a permettermi di chiamarlo così) sono stati lanciati da Tanto tanto tanto e da Salvami, lasciando le canzoni più melodiche come secondo o terzo singolo. Credo sia significativo.
    Dico che ricorda Mi fido di te perchè trovo che abbia una musicalità simile, e la struttura del testo stesso è simile, una valanga di parole di cui non si riesce a cogliere a pieno il significato, uno shock per me abituata a bere e divorare ogni parola delle sue canzoni, a scriverle ovunque, a impararle a memoria come salmi e a pensarle tra me e me nei momenti più intensi. Però ho imparato ad apprezzare questo suo nuovo modo di scrivere e sono sicura che potremmo aspettarci belle cose da questo nuovo album. Mi dispiace solo che sia stato confermato un cambiamento nella band, non sono informata sul perchè ma credo che continueranno a mancarmi alcuni musicisti che collaboravano con Lorè da molto tempo. Sinceramente ho trovato Buon Sangue ma soprattutto il tour live, intenso ma un po’ troppo “elettrico”. Forse il mio problema è che dopo un lungo amore incondizionato per L’albero sono arrivata alla conclusione che il suo migliore album sia Lorenzo 94, per quanto ami tantissimo quasi tutti gli album che sono usciti dopo.

  3. Elisa Says:

    FANGO è semplicemente bellissima!

  4. willy Says:

    è 1 bellissima canzone, una cascata di parole che ci ricordano che non siamo mai soli, che abbiamo un dio che non ci snobba solo perchè non siamo “abbastanza” o “non siamo capaci” o perchè facciamo mille cazzate, il nostro dio non si spaventa del fango della nostra vita di tutti i giorni e viene a portarci un po’ di cielo. è una cosa davvero grandiosa: possiamo ridere e piangere con il nostro dio, lui c’è, è qui, non se ne va, non se ne andrà…accorgiamoci di non essere soli !!! lui c’è e noi ?!!

  5. arturi Says:

    spettacolare….

  6. lisa Says:

    Continuo a pensare che sia troppo triste…forse non riesco a godermela a pieno, ma in questo momento io non ho proprio voglia di ascoltare musica triste. Sto per sposarmi, ho solo voglia di ascoltare Bella tutto il giorno.

  7. prof Says:

    Ho infine visto l’esibizione di Jovanotti a Sanremo con Ben Harper.. Be’ non ha fatto una gran figura, cantato decisamente malino…se poi si tiene conto che Ben è stato straordinario, Lifeline toccante davvero. Harper all’Ariston cmq sembrava un’aquila in una stia per galline… situazione imbarazzante…

  8. mikyjpeg Says:

    Ci siamo spostati, commenta sul nuovo sito


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