Alcest – Souvenirs d’un autre monde (2007)

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Shoegaze etereo e coinvolgente: muri di feedback, arpeggi incalzanti e voce soave che contrappunta in sottofondo su ritmiche a tratti tribali. Una perla di equillibrio emotivo l’LP di debutto del misterioso ventenne di Avignone che si fa chiamare Neige.
Fattosi notare nel duo Amesoeurs con l’EP Ruines Humaines, legato alle atmosfere black, dominato dallo screaming ma con tappeti sonori che già lasciavano intravvedere l’aura di questo gran disco di quest’estate.
Printemps Emeraude inizia con un tocco risonante di batteria, poi il muro delle chitarre distorte e un lento ascendere verso sonorità oniriche, versi che evocano colori e aldilà magici; la melodia si svolge ammaliante in un titletrack più decisa e strutturata, sorretta da un arpeggio struggente. Les Iris vola veloce e compatta verso la magnifica Ciel Errant, canzone che mi riempie gli occhi di cieli solcati da nuvole in corsa, con costanti cambi di ritmo. La poetica Sur L’autre Rive Je T’attendrai sfuma nella chiusura folkacustica Tir Nan Og: ci si è ormai persi in un mondo leggiadro e fiabesco, da cui però non sono bandite ferite e ruvidezze, semmai blandite con miele profumato di cielo.

Alcest – Souvenirs d’un autre monde (2007)
1. Printemps Émeraude (07:19)
2. Souvenirs d’un autre Monde (06:08)
3. Les Iris (07:41)
4. Ciel Errant (07:12)
5. Sur l’autre Rive je t’attendrai (06:50)
6. Tir Nan Og (06:10)

4 profMau

5markus14

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4 commenti su “Alcest – Souvenirs d’un autre monde (2007)”

  1. markus14 Says:

    Una delle rivelazioni di quest’anno, un disco onirico ed ipnotico, di una bellezza sincera e potente, capace di sconquassare anche chi lo shoegaze come me non lo ama, tanta sono la trascendenza e l’elemento sognante che ne scaturiscono. Profmau, per dischi come questo le 5 stelle sono d’obbligo 🙂 basta con le 4 che mi sanno da “vorrei ma non posso”!

  2. ricky Says:

    Veramente un ottimo album, per quanto mi riguarda il dominatore inconstrastato delle mie playlist estive. Attendo con fiducia e impazienza il prossimo lavoro.

  3. Bacco Says:

    Eeeh ma vi siete immalinconiti con questi sound 😀 Scherzo!
    Bei pezzi, ci son sempre questi richiami ai grattuggioni vibranti black metal sotto, ma interessanti.

    Rilancio col minimalismo asciutto e siderale dei Finlandesi Tenhi: la scoperta del loro ultimo album Maaaet (madre terra) che segue le corde di un folk ancestrale durissimo all’approccio, ma che riserva soddisfazione per i più ricettivi od ostinati ascoltatori.

    Qui qualche sample: http://www.myspace.com/tenhiband

  4. mikyjpeg Says:

    Ci siamo trasferiti! Commenta sul nuovo sito


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