Bruce Springsteen & the E-Street Band – Assago 28/11/07

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Ebbene si, c’eravamo anche noi all’evento dell’anno. Per la precisione eravamo io, fabiog, e linearock, con il supporto spirituale di markus14 che per motivi di salute non ha potuto essere dei nostri. Ma bando alle ciance e passiamo al sodo. Scaletta:

Radio Nowhere
The Ties That Bind
Lonesome Day
Gypsy Biker
Magic
Reason To Believe
Adam Raised A Cain
She’s The One
Livin’ In The Future
The Promised Land
I’ll Work For Your Love
Incident On 57th Street
E Street Shuffle
Devil’s Arcade
The Rising
Last To Die
Long Walk Home
Badlands

Girls In The Summer Clothes
Tenth Avenue Freeze Out
Thunder Road
Born To Run
Dancing In The Dark
American Land

Dopo un viaggio di tre ore (di cui quasi una solo per fare gli ultimi 5km di tangenziale ed entrare nel parcheggio) ci siamo, siamo al concerto dell’anno: Bruce Springsteen & the E-Street Band. Quando noi arriviamo gli Springsteeniani più scatenati hanno lasciato l’asfalto e le transenne su cui hanno passato le ultime 24 ore e sono già entrati. Ci dividiamo (fabiog e linearock parterre mentre io e la mia accompagnatrice nel secondo anello) e ci mettiamo in fila. Una fila che sembra non finire più ma che tutto è tranne che italiana visto l’ordine nonostante la mancanza di transenne. Ad ogni modo alla fine saliamo le lunghe scalinate e ci troviamo dentro: mega palco molto simile a quello visto per il Risng Tour. Si prospetta un grande show nonostante le mancanze previste di Danny Federici (problemi di salute) e Patty Scialfa ( a casa con i figli del Boss). Prendiamo posizione sul lato destro a una buona distanza dal palco ed attendiamo la chiusura delle luci, avvenuta alle 21.25. Il boato ci sommerge. A differenza di altri concerti qui non si vede Springsteen salire sul palco, ma si intravvedono solamente le sagome dei musicisti. Poi nel buio si illumina un organo automatico che suona una musichetta molto old-west, una voce grida “IT THERE ANYBODY ALIVE OUT THERE?” e l’esplosione dei 12000 presenti scuote la struttura del forum. Si attacca con il singolo Radio Nowhere e si intuiscono i cardini della serata: schitarrate, volume a manetta, Stevie che fa da spalla coi cori come ai vecchi tempi e Clarence che torna padrone della scena dopo i problemi di salute che ne hanno diminuito la presenza nel precedente tour. Le prime tre canzoni scorrono bene ma non hanno ancora il ritmo giusto e mancano di una vera partecipazione. Quella arriverà con la terza canzone, Gipsy Biker, una delle migliori canzoni dell’ultimo album: si viaggia sullo stridore dell’armonica e sugli assoli sostenuti dalla coppia Bruce-Stevie che ricordano alla lontana il mitico assolo di it’s hard to be a saint in the city dell’hammersmith ’75. Si passa alla splendida Magic cantata a due voci con chitarra acustica violino insieme a Soozie Tyrrel ed accompagnata dall’arpeggio di Nils Lofgren (quanto ci sarebbe stato bene un suo assolo….. Nils purtroppo è sempre sottoutilizzato…). Si riparte con un pezzo straordinario: Reason to believe. Springsteen riprende questo pezzo di Nebraska regalandoci un arrangiamento suntuoso, un rock’n’ roll fantastico e coinvolgente. Ma con il Boss è quando si grida al miracolo che si raggiunge il paradiso: a seguire c’è Adam Raised a Cain, non eseguita da anni e di una potenza grandiosa e a seguire She’s the One. Poi Bruce parla. Leggendo uno strofinaccio incollato al palco ci racconta, in italiano, come l’America stia piano piano perdendo tutte quelle libertà di cui andavano fieri e denuncia l’operato dell’attuale amministrazione. E’ inutile, la storia americana degli ultimi quarant’anni è il grande racconto della carriera del boss. E’ un discorso che sembra legare le seguenti due canzoni: la nuova Living in the future e la sempre verde Promised Land cantata a squarciagola da tutti. I’ll work for your love è come ci se l’aspetta: piacevole ma niente di che. Altra sorpresa: una canzone richiesta da un tal Paolo, e si torna indietro al 1973 con Incident on the 57th Street, questa volta elettrica, a differenza di quanto avvenne per il Rising Tour. Viene però da chiedersi perchè richiedano sempre le stesse canzoni, sicuramente perle ma richiedere qualcos’altro ogni tanto? Per fortuna che ci pensa il Boss e ci fa il regalo più grande. “Una canzone che non ho mai fatto in italia…forse…o almeno credo così” : E-STREET SHUFFLE. Credevo di morire. Fantastica, eccelsa, strepitosa, la prima canzone di Springsteen sugli annali della musica, traccia 1 del primo album. Poi una Devils Arcade ipnotica, seguita da una sempre apprezzata The Rising e dalla buona Last to Die. Poi Bandlands e 12 mila persone saltano in aria, Clarence pompa come un disperato facendo piangere di gioia gli astanti. Si finisce con il boss che prende per mano il grande uomo ed insieme stanno li davanti al loro pubblico. Come ho detto altrove, questo momento non ha prezzo. Poi tutti salutano ed escono ma subito ritornano per l’encore. Si va con la scialba Girls in the summer clothes che però sembra diventare un canto popolare vista la partecipazione. Poi il Boss decide di tentare l’impresa e rifare tutto born to Run e piazza di seguito Tenth Avenue Freeze Out, Thunder Road e Born to Run. Poi evidentemente capisce che se avesse continuato con Jungleland o Backstreets avrebbe rischiato di rimanere con una sola manciata di persone in vita e vira verso Dancing in the dark che viene cantata e saltata ad oltranza. Purtoppo tutte le belle cose devono finire ed è giunta l’ora dell’ultima canzone: la fantastica American Land, già apprezzata con il Seeger Session Tour ( di cui è esponente il sostituto di Federici, Charles Giordano). E’ un tripudio di gioia e l’intento dichiarato è che tutti cantino, tanto che il testo scorre sui megaschermi. E quando si arriva al pezzo che dice “I negri, gli irlandesi, gli italiani, i tedeschi e gli ebrei/hanno attraversato l’oceano, mille miglia da casa/con le pance vuote ma col fuoco nel cuore/le braccia che hanno costruito il paese che ha sempre cercato di opprimerle” è il tripudio.

Salutano, riescono, rimane nell’aria una flebile speranza di una nuova uscita come fu a bologna nel 2002, poi però si accendono le luci ed il mega palco viene smontato. Ci lasciamo esausti sulle sedie e dopo un po’ veniamo raggiunti dai nostri due compagni che esausti si abbandonano sui sedili. E li rimaniamo finchè non ci dicono che è l’ora di andarsene.

Un concerto del Boss è sempre un evento. Non è come gli altri. Ti prende e ti risvolta come un calzino. Ti fa gridare e saltare come un disperato, ti fa piangere ad ogni assolo di Clarence, ridere ad ogni scenata del Boss e sorridere ad ogni coro tentato a due con il vecchio Steve e la sua bandana. Ogni poderoso colpo di Max Weimberg ti fa tremare fino alle ossa. Detto questo è stato il solito gran concerto con gli ultimi quaranta minuti sparati come un treno lanciato, senza soste ne momenti per riprendere il fiato. Sfido qualsiasi band al mondo a fare così. E questi hanno 60 anni in media! E questo però comincia a vedersi. Clarence fa fatica e lo vedi dopo gli assoli respirare profondamente, Max è ingrassato, Danny già oggi non c’era. E questo ti mette tristezza perchè ogni volta potrebbe essere l’ultima per vedere la E-Street Band. Perchè il Boss è springsteen, ma senza la E-Street è un’altra cosa. E’ la E-street che crea la magia, macina tutto e tutti, rende memorabili anche canzoni minori come possono essere molte quelle dell’utlimo album. E’ la più grande rock band della storia e sarà dura vederne un’altra alla sua altezza.

E quindi non ci tocca che attrezzarci e preparanci per il 5 dicembre. Già allora usciranno i biglietti per il 25 giugno, S.Siro. Altra unica data italiana. La caccia è aperta.

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8 commenti su “Bruce Springsteen & the E-Street Band – Assago 28/11/07”


  1. […] Comunque a Milano c’ero stato anche mercoledì sera, ma non si trattava di lavoro. Ero al concerto di Springsteen. Come sempre superbo ma per quello vi rimando all’apposita recensione. […]

  2. lisa Says:

    Mercoledì e giovedì lavoro tutto il giorno, speriamo che i biglietti venerdì ci siano ancora 🙂
    Viene quasi da ribellarsi a questa folle politica di prevendita che non so se attribuire alla Barley Arts o alla Ticket one, ma a che prezzo? Perdersi San Siro dopo aver visto San Siro 2003? Non me lo perderei per niente al mondo.
    Sono invecchiati, ingrassati, tutto quello che volete ma se penso a San Siro mi vengono i brividi, e noi ci saremo anche questa volta.

  3. Negro Says:

    C’eravate.. caspita che invidia.. E il 25 giugno dovrei essere dalle parti di Gent, speriamo facciano qualcosa anche li’ e che le prevendite non siano.. adesso!

    Adam Raised A Cain
    She’s The One
    Incident On 57th Street
    E Street Shuffle
    Badlands
    Tenth Avenue Freeze Out
    Thunder Road
    Born To Run
    Dancing In The Dark

    Questa e’ pura mitologia..

  4. lisa Says:

    Per la cronaca siamo ancora senza biglietti…Miky ed io abbiamo fatto molte riflessioni sul concerto del 28 novembre, arrivando alla forse conclusione che doveva essere un po’ influenzato, una delle date successive è saltata per influenza. Fatto sta che passato l’entusiamo iniziale e lo stato di sonno perenne durato alcuni giorni, io ho realizzato che è stato un bel concerto, una bella scaletta, ma che mi sono mancati i suo dialoghi, ha parlato troppo poco, non ci ha dato dei “pazzi”, non ha detto “ci vediamo a giugno”…e ha fatto poche scenette con Steve e in generale con la band. Niente da dire sulla musica (quasi niente da dire, a parte che spero di non risentire alcuni canzoni di magic, che mi sento di definire il suo peggiore album), ma la scaletta era veloce, troppo veloce..
    Insomma: bellissimo!Ma sono insoddisfatta, ho riascoltato San Siro 2003 e anche se so che non si riperà spero a giugno di potermi aspettare qualcosa del genere. Pioggia a parte 🙂
    NB: non so se si nota ma sono un po’ in paranoia

  5. bulldog Says:

    Tanti sonori complimenti per la vostra inguaribile fede al Boss! Detto da uno che non è di certo un fan di Springsteen, ma neanche disdegna… Ma la vostra passione è contagiosa, davvero notevole, non vi è sfuggita una sfumatura di questo live in Assago! Ebbene sì, mi avete convinto, mi guarderò il DVD Live in Dublin, un po’ per capire meglio l’universo creativo del Boss ed un po’ per riassaporare le magiche atmosfere irlandesi… Mrs. McGrath, più irlandese di così non si può!!!

  6. likearock Says:

    c’ero anchio!

  7. marcopolo Says:

    Era il 1985. Stadio San Siro, 105.000 spettatori deliranti nell’ascoltare il BOSS. Quest’anno ho deciso. Ritorno a San Siro dopo 23 anni a rendergli tutti gli onori del caso.
    G R A N D E
    B R U C E

    r.i.p. DANNY

  8. mikyjpeg Says:

    Ci siamo trasferiti! Commenta sul nuovo sito


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