Liars live@Verona – 17/11/2007

liars07.jpg

Mentre il prof e Bacco uscivano dall’Interzona, lasciandosi alle spalle i capannoni maestosi e lugubri dell’area ex-Magazzini Generali, il consueto fischio alle orecchie ritmava le immagini convulse di un’ora di follia terribilmente divertente e affascinante: Liars in concert. Comunque faceva un freddo boia, era il 17 novembre; ma questo pensiero venne dopo.

Prima di tutto il fascino del luogo: immenso recinto di cemento, ipotetica riserva di archeologia industriale (L’architetto sembra a Gardaland…); il locale in una nuova sistemazione, il Magazzino 22, decisamente decorosa e ben organizzata, anche se meno suggestiva della paradossale Stazione Frigorifera dov’era situato fino a non molti anni fa. Fin dal soundsystem precendete i live, l’impianto e l’acustica sorprendono; tattica anche la disposizione del palco, molto grande per le dimensioni medie della sala, che è un rettangolo quasi-quadrato: così il pubblico è quasi tutto molto vicino al palco, spalmato lungo l’ampiezza dello stage. Ne guadagna il coinvolgimento nello spettacolo.
Si tengono a distanza però gli apripista HTRK, terzetto australiano che al suo apparire mi ricorda subito i Low: ai lati un chitarrista dai tratti somatici estremorientali, impegnato soprattutto al feedback e alle basi elettroniche, e un bassista che pare un ragazzino travestito da Thurston Moore (Sonicyouth), saltella bene sulle corde; in mezzo una darklady dalla voce scura, che picchia regolarmente con una maracas su un tamburo: formula inizialmente affascinante, alla lunga decisamente ripetitiva.
Sgusciano fuori poi i Liars, terzetto (ora quartetto) ‘mericano, sembrano fuggiti da un college per instabili mentali: squinternati e allucinati, attaccano il loro tappeto percussivossessivo mentre il frontman Angus Andrew, uno spilungone sproporzionato, si agita in un abito con giacca e cravatta e scarpe da ginnastica bianche; ogni tanto squilla una parola italiana senza senso. La musica scorre fluida, trasportata da una sezione ritmica incredibile per varietà e originalità, chitarre ed elettronica sopra a ricamare ed Angus a produrre vocalizzi arditi. Di brano in brano, nonostante qualche problema tecnico iniziale, il loro noiserock si divincola tra mille varietà armoniche, con fantasia e ironia: misura unificante l’ossessività. L’ottimo equilibrio raggiunto con l’ultimo release omonimo crea anche dal vivo uno spettacolo di poco più di un’ora, decisamente divertente e coinvolgente: mantiene un impatto eccezionale il singolo Plaster Casts of Everything. Apprezzo di cuore il tentativo, piùo meno cosciente, di scendere dal piedistallo di un noise destrutturato ai limiti dell’inascoltabile, tipico dei primi due dischi, verso una sperimentazione più meticcia, ma molto affascinante: i puristi si scandalizzeranno, ma anche se possono ricordare Beck o Reed o che altro, a me paiono solo i Liars, decisamente originali e coerenti. piacevoli e stuzzicanti. Rispetto alla divisione evidente nel disco, prima metà proiettata in avanti, quasi orecchiabile-ballabile, seonda metà più ripiegata sui precendenti release, catatonica e ossessiva, ma lirica… dal vivo le mescolanza dei pezzi anche con intriganti hit vecchie crea un magma musicale allucinante ma anche coinvolgente:

i nostri eroi non si ritrovarono sbattuti fuori dalle onde, a contemplare imbambolati la furia degli elementi, bensì immersi nel flusso ondeggiavano lasciandosi cullare e sferzare, con notevole godimento.

Liars – Liars (2007)
4 profMau

Annunci
Explore posts in the same categories: Concerti, Dischi, Estera, profMau, Recensioni, Rock

5 commenti su “Liars live@Verona – 17/11/2007”

  1. sandy Says:

    io li ho persi, rosico di invidia

  2. ricky Says:

    anch’io rosico… e tanto per rosicare ancora di più, per caso hai la scaletta della serata?

  3. prof Says:

    Molte degli ultimi due dischi: Freak Out, Sailing to Byzantium, Plaster Casts of Everything,Pure Unevil, Houseclouds dall’ultimo; hanno aperto con due da Drum’s not dead che non sono riuscito ad identificare, non ero molto attento, quindi ne han fatte almeno due su Mr Heart Attack. Da They were wrong, so we drowned han fatto we fenced other houses with the bones of our own, Hold Hands and It Will Happen Anyway
    e Broken witch (magnifica chiusura dei bis). Mi pare nessuna dal primo.

  4. ricky Says:

    grazie! quindi niente Mr you’re on fine mr. … peccato!
    devo dire che a me i Liars dei primi due album piacciono veramente molto, mentre la loro progressiva metamorfosi psicotica/percussiva non mi convince in tutti i suoi episodi (per quanto ci siano alcuni pezzi davvero straordinari negli ultimi album)

  5. Bacco Says:

    Grande cornice. Grandi suoni. Ottimo ambiente. Ho potuto apprezzare tutta la crescita musicale dal concerto che vidi per il primo disco. Energia energia energia. Una cosa che rischa di esserci sempre meno nel mondo musicale. Rara insomma.
    Prof. mau ha già detto abbastanza e come dice ricky, mi son dispiaciuto di non sentire il mio pezzo preferito Mr. Your On Fire Mr.

    Eppoi invecchieranno mai questi tre? Sembran sempre degli sbarbatelli o_O


I commenti sono chiusi.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: