Magic – Bruce Springsteen

1. Radio Nowhere
2. You’ll Be Comin’ Down
3. Livin’ in the Future
4. Your Own Worst Enemy
5. Gypsy Biker
6. Girls in Their Summer Clothes
7. I’ll Work for Your Love
8. Magic
9. Last to Die
10. Long Walk Home
11. Devil’s Arcade
12. Terry’s Song

Del singolo ne avevo già parlato, ma ora, all’uscita dell’album ne urge una più approfondita recensione. L’album, come si è detto, è prodotto da Brendan O’Brien e registrato a Memphis in maniera simile a quanto avvenuto per Tunnel Of Love: lavoro principalmente eseguito da Springsteen e O’Brien, con i musicisti che intervengono per incidere le tracce in maniera per lo più separata. Ecco il risultato in 12 tracce:
Radio Nowhere: Ne abbiamo già parlato, oggettivamente è buona canzone ma nulla di più. ***
You’ll be comin’ down: ma questa non l’aveva fatta nel ’92? (Leggesi Lucky Town). Non sarebbe neppure malaccio, ma tant’è. * 1/2
Living in the future: per essere una canzone che parla di vivere nel futuro è una canzone tipicamente Springsteeniana del periodo The River. Talmente tipica che pare la brutta copia di Tenth Avenue Freeze-Out trasportata verso gli anni ’80. Bel sound, semprlice, d’impatto ed il coretto facile facile finale che tanto ci piace. Peccato, sarebbe stato un bel pezzo se non avesse troppe reminescenze.**
Your own worst enemy: questa mi lascia perplesso. Diciamo pure che mi piace anche. Però sta a Bruce un po’ come Touch Me Baby sta ai Doors. Tutti quegli archi e sonorità classicheggianti sono un po’ tendenziosi e forse un po’ stonano però è qualcosa di particolare che stuzzica l’ascolto. **1/2
Gipsy Biker: caotica e potente, con l’armonica che si intreccia con l’elettrico. Al primo ascolto può non colpire ma a lungo andare ti si attacca addosso come la polvere della strada. ***
Girls in Their Summer Clothes: a partire dall’intro si capisce che anche qui ci siamo già stati. Giunti a metà album sembra infatti di percorrere un dedalo che ti porta a ritrovare dei posti già visti magari da un’altra prospettiva, ma non per questo nuovi. Qui si torna a Waiting on a Sunny Day, meno cantata, meno acustica ma pur sempre orecchiabile e divertente. Ma sempre li siamo. *1/2
I’ll work For your love: l’intro di piano promette bene poi si passa ad un rock senza macchia e senza lode. **1/2
Magic: Finalmente qualcosa di veramente valido. Dolce, delicata, musicale. Mandolino e violini si intrecciano su un sottofondo di tastiere e chitarra. ****
Last to Die: Let’s Rock! Solido e concreto, il basso fa il suo lavoro e gli altri assecondano. Ricorda un po’ Further up on the road come sonorità però si tratta di una cosa ben diversa. Anche se il passaggio tra le strofe mi ricorda lontanamente Achille’s Last Stand dei Led Zeppelin. Tutto sommato una buona canzone. ***
Long Walk Home: altra buona canzone, di un rock in cui si intravvedono le origini folk (essendo stata suonata con la Seeger Session band). Forse il miglior assolo di Clarence dell’album, anche se quello finale viene miseramente tagliato dal fade out. ***
Devil’s Arcade: Molto bella, sicuramente una delle migliori dell’album. Un rock cupo con striature folk. ****
Terry’s Song: Meravigliosa. Traccia nascosta, rilasciata successivamente e dedicata alla memoria dell’amico e collaboratore Terry Macgovern morto recentemente. ****1/2

In definitiva un album mediamente buono. Una prima parte già sentita, forse scontata, una seconda parte decisamente superiore senza però nessuna canzone capolavoro, fatta eccezione forse per l’ultima traccia che però si distingue nettamente dall’album. E’ la tipica perla springsteeniana (ricordiamo The promise, Because the night, Streets of Philadelphia) che non solitamente non entra in nessun album. Qui c’è entrata ma è totalmente scollegata dal resto come daltronde ci si può anche aspettare da una Ghost Track.
Per quanto riguarda le canzoni propriamente dell’album i miei dubbi sembrano confermati: le cose migliori sono lasciate a quell’elettro-acustico che sembra essere, in questo momento, la cosa che riesce meglio al Boss. Il rock che doveva essere il centro di quest’album c’è ma non convince (I’ll work For your love, Your Own worst enemy) o sa di già sentito (You’ll be comin’ down, Living in). Pezzi che, in un passato non troppo lontano sarebbero stati scartati. E qui forse centra proprio la produzione: O’Brien non è Landau.
Con tutti i difetti di quest’ultimo riguardanti la pulizia del suono piuttosto che la scelta degli incisi musicali quello che rimane indubbio è che il rock’n’roll lo conosceva sicuramente meglio di O’Brien il quale, bisogna dargliene atto, dà il meglio sull’elettro-acustico. Daltronde non ha forse giovato al sound la frammentazione delle registrazione tra gli interpreti, complice i molteplici impegni di musicisti di fama mondiale e di showman affermati (Max Weimberg è ormai una star televisiva). Registrare assieme avrebbe forse potuto ricreare atmosfere più ‘credibili’ per un rocker.
Ci sono però anche note positive come il ritrovato feeling per i cori in cui Little Steven la fa da padrone o la presenza ritrovata di Clarence dopo che è stato quasi ignorato in The Rising. Non si tratta di parti paragonabili al passato (vista ormai l’età di Big Man ed i problemi fisici avuti) ma è sempre un bel sentire perchè quando Clarence c’è tutti sono più tranquilli.
Per il resto il sound è grossomodo quello del singolo: chitarre a manetta ma mai in primo piano e con assoli esigui, poche incursioni di piano e organo, molte tastiere. Tanti archi, a volte troppi.
Rimane ahime il dubbio sull’utilità di un signor chitarrista come Nils Lofgren che trova pochissimo spazio.

Per concludere riporto qualche tratto di quel che Jon Landau ha raccontato a Rolling Stone (con i miei commenti):

* “We’ve been together since 1974 and I don’t think I’ve ever seen him more excited than he [Springsteen] is right now about this record” (direi una dichiarazione parecchio commerciale, direi che l’eccitazione pre-Darkness fosse almeno 50 volte questa)
* “This album is E Street Band heavy.” (Uhm. Bah, se fosse stata E Street Band heavy sarebbe stato registrato tutto assieme e non a spezzatino.
* “Clarence [Clemons] has some great moments on it.” (Più che grandi momenti… diciamo che c’è!)
* “You could say that it’s a little more sonically guitar-driven than any past Bruce album.” (Ok, però non è detto che suoni meglio. Quando era il piano che guidava….)
* “There are a few sort of pop, romantic touches that haven’t shown up recently, but were very prominent on the very early records.” (Sinceramente con Greetings o The Wild centra poco o niente…)
* “He [Springsteen] gets some images across that are very powerful and will certainly give you a feeling of where he’s coming from, but on balance [politics] is not the primary intention of this record.” (Vero.)

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13 commenti su “Magic – Bruce Springsteen”

  1. markus14 Says:

    Allora: ascoltato attentamente dopo averlo acquistato originale appena uscito.
    Diciamocelo, il mio entusiasmo è andato scemando man mano che approfondivo le canzoni e ciò non è una cosa buona.
    E’ un disco discreto, da 6.5 complessivo come voto. Ha il difetto di essere un po’ troppo ordinaria amministrazione per Bruce Springsteen.
    Diciamo che le due perle, Magic e Terry’s Song, sono due pezzi acustici per cui l’intervento della E-Street Band non era strettamente necessario.
    Il resto del disco, si c’è Livin In The Future che mi sa tanto da Cover Me e i tempi di Born In The Usa, c’è I’ll Work for your Love che è bella, bellissima se solo quel piano iniziale si continuasse a sentire per tutto il pezzo, c’è Radio Nowhere che è piacevole e radiofonica (ma da Bruce vogliamo qualcosa di piacevole e radiofonico?). C’è anche Your Own Wrost Enemy che a mio avviso è una delle canzoni più brutte di sempre di Bruce Springsteen, pacchiana e melensa con quel trionfo violinistico da diabete. Ci sono anche Gipsy Biker e Long Walk Home, due pezzi “classici” da E-Strett come però ce n’erano già altri…
    L’importante però è che Magic sia la scusa di una reunion con la E-street e il motivo del sucessivo tour…a cui risponderò presente!!! 🙂 e tanto mi basta…

  2. prof Says:

    Sentita Radio Nowhere alla radio avevo esultato per la ritrovata capacità di coinvolgere e far canticchiare di questo robusto pezzo rock; magari tutto l’album fosse sulla stessa linea. Ancor maggiore delusione mi suscita il fatto che gli altri brani degni di nota siano acustici: un piccolo tradimento della E-Street…

  3. fabiog Says:

    Buon album medio Magic, ma nulla di eccezionale purtroppo. Da Bruce ci si aspettano sempre dischi memorabili… Nonostante questo sto ancora pregando quotidianamente per riuscire a trovare un biglietto per il concerto di Milano. Il mio amico Marco, ahimè, mi ha pugnalato alle spalle… Vero Marcus??? 😉 Lancio un sos anche in questo nostro blog: se qualcuno mi trova un biglietto per il concerto, richiederò per lui una subitanea beatificazione…

  4. mikyjpeg Says:

    Non voglio aprire un’altro post a riguardo, però:
    HATFORD 3/10/2007 PRIMA DATA DEL TOUR MONDIALE;
    Radio Nowhere
    The Ties That Bind
    Lonesome Day
    Gypsy Biker
    Magic
    Reason To Believe
    Night
    She’s The One
    Livin’ In The Future
    The Promised Land
    Town Called Heartbreak
    Darkness On The Edge Of Town
    Darlington County
    Devil’s Arcade
    The Rising
    Last To Die
    Long Walk Home
    Badlands

    Girls In Their Summer Clothes
    Thundercrack
    Born To Run
    Waitin’ On A Sunny Day
    American Land

    dico solo una cosa: THUNDERCRACK!!!!
    Fabio…piangi….

  5. Lisa Says:

    No, Fabio, non piangere. Vedrai che un biglietto salta fuori.

  6. fabiog Says:

    Grazie Lisa, almeno qualcuno che mi conforti un po’…speriamo davvero… 😦

  7. Steve Says:

    dai ragazzi… non sarà born to run però guardate che radio nowhere, livin’ in the future, i’ll work for your love, magic, long walk home e terry’s song sono veramente belle!! e comunque ogni scusa è buona per rivedere BRUCE SPRINGSTEEN & THE E STRRET BAND insieme!!!

  8. Nicktaf Says:

    X i nostalgici che non riescono a godersi il presente
    perché troppo impegnati a rimpiangere un’età dell’oro che vedono perduta,
    quelli che allo specchio osservano crescere la propria pancia a dismisura
    mentre i capelli abbandonano la testa per andare a popolare le spalle e il dorso,
    quelli che pensano a quanto era bello quando non esistevano i cd e gli Mp3
    e a quanto era più forte la nazionale di Bearzot rispetto a quella di Lippi

    STATEVENE A CASA!!!!! lasciate Bruce a chi è ancora vivo. Non abbiamo bisogno delle vostre vocine piagnucolanti, voi che andate al concerto solo per gorgheggiare l’ennesima Promised Land. La Terra Promessa è ancora qui. Ma voi non la vedete.
    Bruce è vivo. Magic è vivo. Voi siete museo.

  9. mikyjpeg Says:

    Magic è appena sufficiente. Il tour di Magic è buono. Il tour del Seeger Session è stato grandioso. Non è questione di rimpianti (specie per chi come me ha 26 anni). Semplicemente Magic non è all’altezza e speriamo che il prossimo sia migliore. Ciononostante penso che a fine luglio sarò al Giant’s Stadium di Rutherford.

  10. lisa Says:

    E spero proprio non suoni Girls in their summer clothes, non sono mai stata tanto stanca di sentire una sua canzone. A te piace?

  11. Nicktaf Says:

    ok ragazzi. su Girls in their… sono d’accordo. ma a mio avviso è sempre meglio di Waiting on a…, che è stato adirittura uno dei pezzi trainanti del The Rising Tour. e che porta pure sfiga…vedi il diluvio di San Siro 2003

  12. lisa Says:

    Se c’eri non puoi dire che porta sfiga…io ho odiato quella pioggia ma urlare a squarciagola con Bruce che incitava il pubblico continuando a ripetere “come on” “once more just a little bit more” non ha prezzo. E’ un ricordo meraviglioso. The Rising studio non è un grande album ma è bello live, ha una potenzialità nella maggior parte delle canzoni che Magic ha solo in un paio, purtroppo. Io ho il difetto di giudicare gli album live, e credo che Magic sia deludente perchè a parte un paio di pezzi non è un granchè neanche live. Nonostante questo non vedo l’ora di risentire Radio Nowhere e Long Walk Home. Ma se dovessi esprimere un desiderio per il Giant’s Stadium, beh, non posso dire quale perchè ci terrei davvero molto a sentirla e non la nomino per scaramanzia, ma è una canzone di The Rising (e chiederei quella perchè le grandi canzoni dai grandi album so per certo che le farà).(E perchè la speranza nella perla rara la lascio a Miky che le apprezza più di me).

  13. mikyjpeg Says:

    Ci siamo spostati, commenta sul nuovo sito


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