Damien Rice live a Ferrara – 18 luglio 2007

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Non mi aspettavo un concerto in piazza con la resa di un teatro, quanto a raccoglimento: a chi ha organizzato Ferrara Sotto Le Stelle un applauso doppio (dopo quello di Marco per gli Arcade Fire).
Non mi aspettavo un posto così buono (forse il migliore in assoluto del mio settore, seconde poltrone), quant’è bastato per far sembrare meno i soldi del biglietto (due amici seduti davanti a me avevano pagato 12 euro in più… essendo in fondo al primo settore).
Non mi aspettavo l’inizio, quasi di soppiatto.
Non mi aspettavo di trovarmelo su un palco affollato: quando c’erano tutti erano in sette…
Mi aspettavo la sua voce sottile le sue mani e quelle di Lisa Hannigan: quest’ultima non c’era, al violoncello Vyvienne Long; mi aspettavo un intreccio di voci: ha cantato solo lui, con una varietà di toni sorprendente, dal sussurro al boato. Ha cantato su canzoni che a tratti non parevano neppure quelle incise nei suoi due dischi (O e 9): un solo inedito se non sbaglio, quello che cominciava con I remember the first time I saw… Vyvienne in una pausa ha accennato una stentorea canzone napoletana sperando che il pubblico cantasse, ma non essendo a Napoli pochi la conoscevano… vagliela a spiegare agli stranieri la varietà assoluta che regna nel nostro piccolo paese… Il pubblico: compostissimo, fin troppo… mi aspettavo una corsa sotto il palco a The Blower’s Daughter verso la fine (appena canticchiata Cannonball).
Per il resto un’ottima miscela della maggior parte delle canzoni dei due album: miscela perché quell’ora e mezza è sembrata un perfetto amalgama di musica ad altissimo livello, quasi una jam session con canzoni legate e stravolte negli arrangiamenti (Me, my yoke and I irriconoscibile tra distorsioni e percussioni selvagge). Mi aspettavo un tono omogeneamente soffuso e minimalista…ma i germi di rock ed elettricità che comparivano in traslucido in 9 sono sbocciati in questa esibizione live a tratti decisamente difficile da ricondurre alle incisioni (l’evoluzione migliore per me quella di Volcano)… Musica completa, le ballate acustiche esplodono spesso in fuochi d’artificio, la voce sola inframmezza frenetiche cavalcate sull’onda dell’armonia: la varietà degli strumenti (il solo Rice ha suonato un piano a coda e uno verticale, varie chitarre elettriche d acustiche, fino ad avventurarsi sulle percussioni occasionalmente) crea sarabande di sentimenti di un’intensità toccante.
Per finire non mi aspettavo collegasse due canzoni con una citazione della canzone di Nancy Sinatra resa famosa da Kill Bil, e che io adoro: Bang Bang (My baby shot me down).
Tutti questi “Mi aspettavo” sono preludio alla delusione? Nient’affatto: resta la convinzione che un grande artista deve sempre andare oltre le aspettative e che questo Damien Rice ha davvero ancora molto da cantare per farci sognare; attendo già un nuovo disco…

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3 commenti su “Damien Rice live a Ferrara – 18 luglio 2007”

  1. mikyjpeg Says:

    Mi sarebbe piaciuto venire…peccato non fosse possibile… 😦

  2. profmau Says:

    ringrazio Jer (http://blog.invisiblevoice.net/) per la foto e rimando al bel servizio che potete trovare qui: http://www.flickr.com/photos/jereye/895746897/

  3. Jer Says:

    🙂

    hai ragione, Volcano e’ stata meravigliosa.


I commenti sono chiusi.


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