Heineken Jammin’ Festival – 14 Giugno 2007

Heineken 10a edizione 

Era un po’ di tempo che pensavo di raccontare la giornata passata all’unica data (causa maltempo e successivo annullamento del festival) di uno delle maggiori e più importanti manifestazioni musicali italiane. Causa impegni lavorativi non ho avuto praticamente più tempo per buttare giù due righe.
Questo fino a quando lo staff di The Wall Of Sound mi ha chiamato a condividere con tutti voi quella splendida giornata. E io lo faccio più che volentieri! 😀

Eccovi il mio racconto!

ROAD TO HEINEJEN JAMMIN’ FESTIVAL

Vicenza, ore 9:30. Ritrovo con la mia dolce metà e con un altra coppia di amici per la partenza. La destinazione? L’Heineken Jammin’ Festival, dove si esibiranno come headliner i miei miti di sempre: gli Iron Maiden!!!

Parco San Giuliano (Venezia), ore 11:00. Troviamo posto per l’auto presso un concessionario Ducati nelle vicinanze di Parco San Giuliano, allestito come parcheggio a pagamento per l’occasione. 15 € per la “custodia” del mio mezzo fino al giorno dopo a 2 passi dall’Heineken li tiriamo fuori molto volentieri e ci dirigiamo a piedi verso l’i ngresso del parco. Le nuvole scure non promettono per niente bene ed infatti siamo ancora per strada che comincia a piovviginare: TI PREGO, NO!!!
Ci ripariamo qualche minuto sotto al ponte pedonale (quello che si vedrà sul servizio al TG5 il giorno dopo, per intenderci) e appena “sballa” ci dirigiamo a passo sostenuto verso l’ingresso.
Inutile raccontare la presenza di bancarelle di merchandising vario (Iron Maiden in primis)  già all’esterno, nelle vicinanze dei tornelli d’ingresso. Eccoci, ora tocca a noi! Dopo che i nostri biglietti sono passati all’esame del barcode (erano veri, tranquilli!) e allo strappo del talloncino siamo dentro: Questo parco è ENORME!!!

LIVE AT HEINEKEN JAMMIN’ FESTIVAL

Piantina Parco San Giuliano - Heineken 
Piantina del festival al Parco San Giuliano

Su un’area di ben 700 ettari (di cui 475 ettari di terreno e 225 ettari di canali, abrene e laguna) quest’anno si  è svolto l’Heineken Jammin’ Festival, arrivato alla sua 10ma edizione.
Inutile dire che una volta entrati a Parco San Giuliano non si è assistito ad un solo momento senza musica finché non ne siamo usciti ben dopo le 24:00. Questo sicuramente è dovuto a una efficientissima organizzazione e una moltitudine di proposte musicali spartite tra il palco principale e quello secondario.

SECOND STAGE

Sul Second Stage si sono esibiti Looking 4 a Name, Eclipse (che mi ricordavano molto i Mudvayne  con il cantato che passava dal melodico allo screaming, e di cui il singer ha finito per perdere, non si sa come, sangue dalla bocca…), Chupacabras e Cadaveric Crematorium (questi non li ho sentiti in quanto ero già sotto al Main Stage).
Hanno fatto inoltre la loro esibizione su questo palco due nomi conosciuti del panorama rock-metal nazionale: Extrema e Fire Trails.
I primi purtroppo non sono riuscito a sentirli bene in quanto occupavo già il mio posto al Main Stage, anche se ho sentito e letto che hanno portato a termine un bello spettacolo. Vent’anni di carriera forse si spiegano…
I Fire Trails devo dire che mi hanno veramente colpito! Quando si presentano sul palco già in molti inneggiano al nome di “Pino” (Pino Scotto, singer e a suo tempo cantante dei Vanadium). Quello che esce dalla loro performance è un’ondata di hard rock sanguigno, che travolge e fa comparire ghigni soddisfatti agli uditori. Per non parlare della “pogata” che si è scatenata sotto il palco durante la loro esibizione.

 Fire Trails - Heineken
Fire Trails all’Heineken Jammin’ Festival

Pino Scotto è un rocker di razza, e si vede: presenza scenica, coinvolgimento del pubblico e timbro vocale “grattato alla vecchia maniera”. Non per nulla è stato membro dei Vanadium, uno dei primi gruppi metal italiani ad imporsi nel panorama musicale negli anni ’80.
Veramente bravi anche gli altri componenti del gruppo: Steve Anghartal alla chitarra, Frank Coppolino al basso e Mario Giannini alla batteria. Permettetemi di fare una citazione di rilievo per il tastierista Larsen Premoli, la cui esibizione a mio avviso è stata maiuscola. In ogni sua mossa, assolo o coro traspariva la vera e genuina voglia di fare del sano hard rock! Non vi dirò come ci sono rimasto scoprendo che questo ragazzo ha ben 2 anni meno di me, ma sicuramente sembra suonare da quando era in fasce!!!

MAIN STAGE

Tocca agli italiani Idols Are Dead a romprere il ghiaccio sul palco primcipale quando sono passate da poco le 14:30. Questo gruppo si è aggiudicato il privilegio di “aprire le danze” sul Main Stage ogni giorno del Festival (si sono esibiti poi solo in 2 delle 4 giornate in programma per motivi noti) avendo vinto l’Heineken Band Contest 2006, il concorso che viene indetto ogni anno gli organizzatori dell’Heinken Jammin’ Festival per le band emergenti. Questo gruppo devo dire che non è niente male e regala un’esibizione ricca di energia e sano metal!

Lauren Harris
Lauren Harris (no comment…)

Di seguito è il turno di Lauren Harris, figlia dell’immenso Steve (bassista e fondatore degli Iron Maiden – lo scrivo solo per le bisnonne che dovessero per caso leggere queste righe). Il mio scetticismo al riguardo era molto. Un po’ per paura che il peso di tale cognome avesse potuto schiacciarla, un po’ per paura che avere un padre illustre le avesse fatto bruciare le tappe troppo velocemente in confronto a quello che veramente al momento vale come artista. Beh, dopo l’ascolto rimango un po’ titubante, e come me penso anche tutti gli altri all’ascolto. La sua performance è sicuramente volonterosa ma priva di quella carica e incisività della musica che un pubblico del genere pretende. La band che l’accompagna è sicuramente stata selezionata dal babbo, avendo tutti i componenti sembianze e un tocco molto più metal che non il rock che Lauren propone.
Tirando le somme quindi purtroppo mi sento di darle una bocciatura, a parte ovviamente il bel faccino e il bel corpicino (non fatemi pensare a quei pantaloni attilati in pelle nera, please!). La giovane Harris comunque si salva dalla rivolta popolare (qui il cognome ha fermato anche il più schifato spettatore) con un sonoro coro che coinvolge TUTTO Parco San Giuliano: <<oh le le, oh la la, faccela vedé, faccela t…..>>. Sicuramente gli andata bene, considerando la bottigliata ricevuta dai Cradle Of Filth che anni fa suonarono prima degli Iron Maiden al Gods Of Metal.

Batterista Lauren Harris
Tom McWilliams, batterista della Harris

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Pausa Soundcheck.

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Mastodon - Heineken
Mastodon all’Heineken Jammin’ Festival

Si impadroniscono del palco i Mastodon che usufruiscono di un sound buono (merito sicuramente della notevole pausa per il soundcheck), forse troppo. Purtroppo questo è l’unico gruppo “di un certo nome” che non sono riuscito a digerire. Sarà stata la presenza scenica quasi nulla, il suono “troppo forte e travolgente”, le numerose birre già bevute (lì dovrei essere stato alla 3a o 4a birra media… a 5 € l’una!!!) o il modo di cantare che utilizzano nelle loro canzoni che non mi piace neanche un po’, ma comunque i Mastodon a me non sono piaciuti. Ovviamente hanno avuto una buona quantità di fans osannanti che non facevano altro  che urlare il nome della band. Io però non facevo parte di questi…

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Altra lunga pausa.

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Domine - Heineken
Domine all’Heineken Jammin’ Festival

Ecco che compaiono sul palco i nostrani Domine, che devo dire non si vedevano menzionati sul volantino della giornata. E questo è stato un vero peccato in quanto la band si esibisce in maniera formidabile. Sicuramente durante la pausa il soundcheck è stato fatto male o proprio per nulla in quanto la qualità del suono secondo me poteva essere molto meglio. Devo dire che non sono propriamente un cultore del (Epic) Power Metal, anche se lo ascolto piacevolmente. Questi Domine però hanno sfoggiato una performance veramente di rilievo. Morby, il cantante, ha una timbrica e un’estensione verso l’alto veramente ALTISSIMA! C’è da dire però che quando questo omone lungocrinito smette di cantare il suo timbro vocale non si scosta poi molto…
Anche tutto il resto della band è veramente in forma e di questo devo personalmente ringraziarli, avendo addolcitol l’impatto acustico che avevano avuto sulle mie orecchie i Mastodon

Stone Sour - Heineken
Stone Sour all’Heineken Jammin’ Festival

Tocca ora agli Stone Sour, del mitico (almeno per me) vocalist Corey Taylor (Slipknot #8).
Devo ammettere, per correttezza verso chi legge, che ho il loro ultimo album in macchina e che le loro ultime canzoni sono decisamente di mio gusto.
Il loro sound, che alterna il melodico al “ruvido” e aggressivo, è apprezzato dalla folla, che risponde bene al prodotto che la band propone. Vorrei soffermarmi poi sul frontman Corey Taylor, che per l’occasione sfoggia un taglio di capelli cortissimi, che non ha nulla a che vedere con i lunghi capelli con cui lo si era visto nelle ultime uscite. Inutile confessare che questo personaggio io lo adoro ormai da tempo immemore! E’ un ottimo vocalist, dalla voce suadente e corposa. Non lo avevo mai visto dal vivo e devo dire che ha anche notevoli doti da frontman. In pochissimo tempo conquista molti consensi e all’apice della performance se ne esce con un bestemmione in italiano che ottiene di riflesso l’ovazione del pubblico: CLASSICO (e a mio avviso poco simpatico, anche se molto “Fottuto Rock”).
Termina l’esibizione degli Stone Sour e l’attesa comincia a essere quasi palpabile nell’aria: tocca agli Slayer e poi agli Iron Maiden!!!

SLAYER

<Sl
Slayer all’Heineken Jammin’ Festival

C’erano veramente molte magliette che inneggiavano al nome del gruppo, seconde come numero solo a quelle degli Iron Maiden. Devo dire che non sono mai stato un grande ascoltatore di questo gruppo californiano, ma devo dire che quanto da loro proposto mi è piaciuto non poco!
Ma andiamo con ordine. Dopo gli Stone Sour vi è un altro nterminabile cambio di palco, che onestamente è forse una delle cose in cui per l’anno prossimo (sempre se verrà rifatto il festival in questa location, come spero!) l’organizzazione a mio avviso dovrà migliorare.
Quando sul palco salgono gli Slayer il pubblico è in delirio! Onestamente quando comincia il loro concerto mi trovavo presso lo stand delle birre (che a fine giornata si conteranno in 7 bionde medie bevute) e il loro sound mi colpisce per qualità. Ci fiondiamo prontamente il più vicino possibile al palco per gustarci questa esibizione e per accapparrarci i migliori posti possibili in vista dei Maiden.
Come dicevo prima la produzione degli Slayer io praticamente non la conosco ma devo dire che i pezzi proposti mi colpiscono per la loro “lentezza” in confronto a quello che mi aspettavo. Il motivo della scelta di tale scaletta forse si nasconde dietro al fatto di suaonare prima degli Iron Maiden e quindi davanti a gran parte del loro pubblico (vi ricordate i Cradle Of Filth, vero???), forse sarà l’età oppure qualcuno dei quattro non sta benissimo (questo spiegherebbe la notizia che ho trovato sulla data cancellata in Francia qualche giorno prima) ma la velocità sicuramente non è il fattore dominante e le pause tra una canzone e l’altra di sicuro si notano. Il fonico anche qui non ha dato il meglio di sé e, se da una parte vi è una batteria veramente pompata, dall’altra troviamo ancora le chitarre che hanno un volume un po’ bassino. Tutto ciò sicuramente leva potenza ad una esibizione comunque veramente maiuscola.
Sicuramente la mia simpatia per loro è cresciuta!
Immensa sosta per la preparazione del palco… Ora tocca alla Vergine di Ferro!!!

IRON MAIDEN

Iron Maiden
Iron Maiden, formazione dal 1999 ad oggi

Stanno per calcare la scena i mitici, il motivo per cui, come me, la gente è qui: gli IRON MAIDEN!
Devo essere sincero, era il primo live che vedevo di persona (non valgono tutti quelli che ho visto in DVD/VHS/DivX, ecc…) e posso dire solo una cosa: E’ STATO FANTASTICO!!!
Posso dire fieramente che questo gruppo, la cui media di età da circa 51 anni (il “più giovane” è Bruce Dickinson, nato il 7 agosto del 1958), dal vivo rende che è una meraviglia!
Dopo un discreto lasso di tempo in cui la folla chiamava i propri beniamini con cori insistenti (“Maiden, Maiden, Maiden…”) eccoli uscire e il boato del pubblico è quasi assordante!

 Iron Maiden - Heineken
Sorpresa all’Heineken Jammin’ Festival

Cominciano con le prime 3 canzoni dell’ultimo album “A Matter Of Life And Death” e cioè “Different World” (primo singolo), “These Colours Don’t Run” e “Brighter Than A Thousand Suns”. Poi si alternano perle del passato (“Wrathchild”, “The Trooper”, “Children Of The Damned”, “The Number Of The Beast”, “Fear Of The Dark”, “Run To The Hills”, “Iron Maiden”, “2 Minutes To Midnight”, “The Evil That Men Do” e “Hallowed Be Thy Name”) e altre canzoni dell’ultimo disco (“The Reincarnation Of Benjamin Breeg” e “For The Greater Good Of God”).

Bruce Dickinson
Bruce Dickinson, nato il 7 agosto 1958

Il sound per fortuna è buono (hanno cambiato il fonico per l’occasione?) e il pubblico è tutto per loro. Precisi, energici e veri e propri carterpillar, danno l’idea di divertirsi non poco sul palco veneziano. Ditemi dove devo firmare per arrivare ai 50 anni in queste condizioni!!! Corrono, ridono, scherzano e suonano alla grande. Le chitarre non sembrano sbagliare un colpo mentre Nicko fa volteggiare le bacchette sulla batteria e Steve Harris arricchisce con il suo basso il muro sonoro con una prestazione impeccabile! Bruce (Dickinson, n.d.F.) continua a correre a destra e a manca senza che sembri gli venga il fiatone e sfoggiando una performance vocale degna dei tempi migliori… quasi 49 anni e non sentirli: CHE SPETTACOLO!

Che devo dire di più? Ho assistito a un concerto che mi ha lasciato senza fiato. E’ indiscrivibile la forte emozione da cui sono stato travolto. Ci sono stati dei momenti, soprattutto durante le canzoni storiche, in cui mi sembrava che la mia mente cominciasse a volteggiare nell’aria… Non so se sono riuscito con queste poche parole a farvi capire che cosa ho provato, anche se penso che nemmeno con 1000 pagine scritte potrei farvi provare quello che ho provato io…

Iron Maiden 2

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BACK AT HOME

Le luci si spengono e la folla comincia a sfoltirsi, mentre la fila allo stand gastronomico si allunga. E’ mezzanotte e mezza passata e l’ultimo panino ci sta proprio dopo una giornata caldissima in cui abbiamo prevalentemente bevuto. Ultima birra fresca all’Heineken Jammin’ Festival 2007 prima di dirigersi verso la macchina e poi verso casa. Le gambe cominciano a diventare pesanti e a fare un male cane. Ci rendiamo conto che tra una cosa e l’altra siamo rimasti in piedi per più di 3 ore e mezza solo contando gli Slayer e gli Iron Maiden e per di più con lo zaino sulle spalle. L’adrenalina sta via via svanendo e all’arrivo alla macchina il pensiero è solamente quello di tornare a casa e buttarsi a letto.
Ancora con un miscuglio di immagini e suoni che mi invadono piacevolmente la mente mi ritrovo a prendere sono quando sono ormai passate le 2:30 del mattino…

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GLI IRON MAIDEN SONO:

Bruce Dickinson – Voce (Dal 1981 al 1993; dal 1999 a oggi – Vero nome Paul Bruce Dickinson) [Nato il 7 agosto 1958]
Dave Murray – Chitarra (Dal 1976 a oggi) [Nato il 23 Dicembre 1956]
Adrian Smith – Chitarra (Dal 1980 al 1990; dal 1999 a oggi) [Nato il 27 Febbraio 1957]
Janick Gers – Chitarra (Dal 1990 a oggi) [Nato il 27 Gennaio 1957]
Steve Harris – Basso (Dal 1975 a oggi) [Nato il 12 Marzo 1957]
Nicko McBrain – Batteria (Dal 1983 a oggi – Vero nome Michael Henry McBrain) [Nato il 5 Giugno 1952]

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3 commenti su “Heineken Jammin’ Festival – 14 Giugno 2007”


  1. maravilhoso… como tudo o que a heineken faz. sou fa absoluto de vcs.

    abraco.

  2. bulldog Says:

    Da sempre amo il buon rock & metal ma i Maiden non sono mai stati la mia band preferita, sarà perchè mi sembrava troppo scontato… poi l’anno scorso ho avuto l’occasione di vederli in veste “live” al Forum di Assago e devo ammettere che è davvero la loro dimensione ideale. Sprizzano energia ed emozioni in ogni attimo ed è davvero impossibile non farsi risucchiare in uno show eccitante come quello che mettono in scena gli Iron. Da quel momento ho cominciato ad apprezzare la loro sconfinata discografia da un punto di vista completamente nuovo. Ah, in quell’occasione si verificò il famoso episodio del “gavettone a Dickinson” quando uno scellerato fan agitando una bottiglietta d’acqua inondò il povero Bruce mandandogli il microfono in corto circuito. La reazione di Dickinson fu troppo spassosa, avrebbe voluto la testa del malcapitato! Potete vedere la scena su YouTube: “Gavettone a Dickinson”.

  3. mikyjpeg Says:

    Ci siamo spostati, commenta sul nuovo sito


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