Sul treno del sole con i Mau Mau

Prima parte: un po’ di storia…

Correva l’anno 1996. Un’amica, conoscendo i miei gusti un po’ eccentrici, mi disse con un misterioso entusiasmo, allungandomi una musicassetta che gelosamente conservo ancora oggi: «prendi, ascolta questi, li ho registrati per te, credo ti piaceranno». Il titolo dell’album era intrigante: Viva mama nera. Vagamente tribale il nome del gruppo: Mau Mau.

Scoprii solo più tardi che questo nome alludeva al gruppo di liberazione del Kenya dalla colonizzazione inglese e che mau mau sono ancora oggi, nel dialetto piemontese, quelli che vengono da lontano, magari scuri di pelle, certamente poveri. Elementi principali: Luca Morino (voce e chitarra), Fabio Barovero (voce e fisarmonica) e Bienvenu Nsongan (voce e percussioni). Chissà come mai – misteri della mente – ricordo ancora quando inserii per la prima volta la musicassetta nell’autoradio della mia scassatissima Panda Rossa. Fu amore al primo ascolto. Non avevo mai sentito nulla del genere. Dalle casse usciva una musica pastosa e densa, una ribollente e tribale colata lavica fatta di terra, zanzare, sudore, di umide e sensuali notti d’estate, di luoghi esotici e sospesi… L’album raggiunse una certa notorietà anche grazie a La ola singolo indiavolato e trascinante che ancora oggi ascolto come energizzante nei momenti di particolare sconforto. Al di là de La ola, questo disco è comunque pieno di perle. Le mie preferite sono Ellis Island, Corto Maltese, Campeador de Vigna, Mamanera.Ascoltai il disco in maniera compulsiva. Poco dopo chiesi alla mia amica se aveva dell’altro, venni così in possesso dei due lavori precedenti: Sauta Rabel (del 1992) e Bass paradis (del 1994). Questi due album erano ancora più magmatici, selvatici e tribali di Viva mama nera. Ogni canzone pareva uscita dal grembo della terra. I testi spesso in piemontese rendevano tutto ancora più speziato e affascinante. Eldorado (del 1998) fu il primo album che comprai in contemporanea con la sua uscita. Anche questo mi stregò. Safari beach (del 2000) fu invece una clamorosa delusione: quella vischiosità che mi aveva fatto amare i Mau Mau era scomparsa. Tutto sembrava diluito e stanco. L’ispirazione latitava. Nel 2002 infatti inizia una lunga pausa che fortunatamente termina nel 2006 con la pubblicazione di Dea, album che sfiora i livelli degli album precedenti a Safari Beach. I Mau mau sono tornati…

Seconda parte: un concerto da un’angolazione un po’ particolare

«Sei libero stasera?», mi chiede un’amica. «Non proprio» rispondo io. «Perchè me lo chiedi?». «Eh ci sarebbero i Mau mau vicino a Bassano… Luca mi ha chiesto se mi occupo del merchandising, ti va di aiutarmi?». Prendo un po’ di tempo, e alla fine, con un’abile scusa riesco a liberarmi dai miei impegni. Non posso mica perdermi un concerto così… Ora non sto qui a spiegarvi come mai questa mia cara amica, che non è la stessa che mi fece scoprire i Mau mau un tempo, conosce così bene Luca Morino. Fatto sta che non troppe ore più tardi mi trovo a Fontiga, luogo sperduto nel trevigiano, che definire vicino a Bassano risulta quanto mai audace. E’ una notte di luglio, ma dal freddo che fa, se uno mi dicesse che siamo a novembre, potrei anche credergli. Siamo poco lontani da Pieve di Soligo e il mio pensiero, per un attimo, va ad Andrea Zanzotto, uno dei grandi vecchi della letteratura veneta che ora, dopo la morte di Meneghello, si sentirà certo un po’ più solo. Comunque non divaghiamo. Prendo posto dietro al banchetto del merchandising. In un grande baule, che sembra sceso direttamente dal treno del sole, troviamo ammassati cd, magliette e diverse copie di Mistic Turistic, il libro scritto da Luca Morino. Riponiamo tutto su un banchetto e cerchiamo di imparare i prezzi dei singoli articoli. La mia amica appare decisamente molto più a suo agio di me in questo ruolo. Non passa molto tempo e una ragazza mi si avvicina e mi chiede: «non è che avete qualcosa dei Loschi Dezi? Purtroppo non riesco a trovare nulla». «I los chi scusa?» chiedo imbarazzato io. Poi, non l’avessi mai fatto, aggiungo: «Comunque qui vendiamo solo dischi dei Mau mau, al limite della Banda ionica se vuoi…». La ragazza mi guarda incredula, poi mi spiega che i Loschi dezi sono il primo gruppo di Morino dalle cui ceneri sono sorti i Mau Mau. «Ah sì, i Loschi dezi » mugugno io in modo poco convincente, con l’aria di aver trovato nella mente qualcosa che in verità non c’è mai stato. Prima figuraccia della serata. Le cose poi, fortunatamente, sono andate un po’ meglio. Quando i Mau mau iniziano il concerto con Da qui ai caraibi, sto cercando di convincere un tale a comprare la raccolta Marasma Generale, e alla fine, pur essendo un pessimo affarista, lo si vede lontano un miglio, riesco nel mio intento. Intanto mi arriva un messaggio di Mauro: si è perso al di là del Piave con la Fra e l’Azzu e spera prima o poi di arrivare… La serata sta assumendo tinte surreali…Dal vivo i Mau mau sono ancora grandi. Luca Morino, Fabio Barovero, Bienvenu Nsongan e gli altri componenti, che incontrerò tutti a fine concerto, sono più energici che mai. Sul palco sembra ci siano dei ventenni… Una dopo l’altra sfilano indiavolate Traversando, Radio canta Elena, Balon ComboBass Paradis, Fino all’ultima spiaggia, Venus Nabalera, Il treno del sole, Dea, Pueblos De langa, La ola, Mostafaj, Bentornata nel campo, El mat, Can Anrabià, Mezzaluna. Sotto il palco la gente balla scatenata, un intrico di corpi e sudore. Mi pare di tornare al primo loro concerto da me visto nel lontano 1996 a Vicenza e provo una punta di nostalgia… Allora però ero sotto al palco a cantare e saltare come una dannato, ora invece sono ancorato al baule del sole. Su che binari corrono i guai…? Quando le note finiscono e si riaccendono le luci, ricompare il freddo tagliente che la musica dei Mau mau era riuscita a tenere a bada e ad addomesticare… Io e la mia amica ci rituffiamo nella notte per tornare a casa. Davanti a me, in macchina, sta seduto Luca Morino. Pare impossibile. Ci sono tante cose che vorrei chiedergli, ma le parole restano sospese. In mano tengo il libro Mistic turistic regalatomi poco prima da Morino. Sulla prima pagina campeggia una dedica: A Fabio, in una notte Fontighese!!! Luca Morino. Nella mente, chissà perché, canticchio senza sosta: su che binario ti incontrerò, su che binario mi troverai, su che binari corre la fortuna, su che binari corrono i guai…

Annunci
Explore posts in the same categories: Concerti, fabiog, Folk

5 commenti su “Sul treno del sole con i Mau Mau”

  1. Natascha Says:

    Sono felice di scoprire che alla fine ti abbia fatto piacere, anche se sei stato relegato a fare il venditore…e non hai potuto goderti per intero lo spettacolo…ma ci saranno altre occasioni, magari a BAHIA la terra della mascccc-ia (magia). bacio

  2. profmau Says:

    Fabio ha lasciato la suspance sul mio destino di quella sera…alfine sono arrivato all’ameno Fontigo, sulla sinistra Piave (rincuorante solo il fatto che nell’era dell’onnipotenza degli spostamenti alcune barriere naturali come i fiumi abbiano ancora una forza superiore a quella dell’uomo…). Sono riuscito a gustarmi una buona ora di Mau Mau: che energia ragazzi, non pensavo avessero ancora così tanto da dare! Un concerto davvero intenso e di qualità! Seguiteli in tour!

  3. serena Says:

    che bello leggere quello che hai scritto!! Io sono innamoratissima dei Mau Mau dal 1993… durante il tour di Eldorado li ho visti dal vivo una quindicina di volte in giro per il nord Italia, ho fatto il pieno di endorfina anche per gli anni successivi. Quest’anno li ho visti a Rosà, ma prutroppo la location non era delle migliori…A settembre però passeranno da Bologna e ci sarò.
    P.S Se apprezzi anche il Luca Morino scrittore, collegati al sito di Torinosette, l’inserto de La Stampa del venerdì: Luca tiene una rubrica “fuga in autoradio” molto bella!

  4. fabiog Says:

    Fa piacere sapere che ci sono altre persone così innamorate dei Mau mau 😉 Sapevo che Morino teneva una rubrica su un settimanale della stampa, non sapevo però che si potesse leggere anche on-line. Grazie della dritta. L’anno scorso, non so però se fosse la stessa rubrica o se questa è nuova, ha dedicato un breve pezzo anche al Lago di Fimon, piccolissimo specchio d’acqua vicentino, che si ammanta con un po’ di presunzione del titolo di lago, ma che ha una sua indubbia bellezza. Un’amica, la stessa del concerto, gli ha fatto vedere questo posto dopo il suo spettacolo tratto da Mistic turistic e ne è rimasto affascinato…

  5. mikyjpeg Says:

    Ci siamo trasferiti! Commenta sul nuovo sito


I commenti sono chiusi.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: