Ghost – In Stormy nights

Ghost - In Stormy nights

Se volete sentire un rocksound veramente contemporaneo e universale mettete su l’ultimo disco dei Ghost, In Stormy nights, da poco uscito. I Ghost sono un gruppo giapponese che da più di vent’anni ruota attorno al leader Masaki Batoh con un organico molto ampio e vario. Il loro sound concilia una struttura progrock di base con fughe elettroniche, psichedeliche, improvvisazioni jazzistiche; i temi richiamano la tradizione orientale tanto quanto quella occidentale; le frontiere più avanguardistiche della musica contemporanea si fondono con richiami al passato. Una musica veramente sintetica, in grado di farsi capire ascoltare e amare penso da ascoltatori di ogni parte del pianeta e di ogni età.

Quest’ultimo lavoro ha un equilibrio e una forza straordinarie: si parte con Motherly Bluster, una ballata ritmata da chitarre folk, molto piacevole, che richiama echi sommessi dei Pink Floyd, e poi sfuma nella seconda traccia (Hemicyclic Anthelion) in un delirio elettronico free form di 28 minuti; forse la durata un po’ eccessiva rischia di stancare l’ascoltatore, ma tenete duro che verso la fine l’impennata è notevole! Subito attacca una marcia solenne e travolgente (Water Door Yellow Gate), le percussioni sostengono cori evocativi, la voce profonda di Batoh declama melodie liriche ed intense, che nel brano successivo (Gareki No Toshi) sprofondano di nuovo in gorghi percussivi ed elettronici: è il brano che maggiormente richiama temi orientali, la voce si fa a tratti urlante nel marasma di suoni metallici alla Faust. Dopo la battaglia sonora risuona nell’aria resa tesa un tema melodico di cornamuse, una superba cover dei Cromagnon (Caledonia), che insieme al brano conclusivo (Grisaille) tocca l’apice lirico dell’album. Si chiude con una profonda ballata acustica melodica, mesta e vibrante la voce sembra cantare nel profondo del tuo diaframma, lasciandoti un senso di sommesso piacere. Un disco che sa essere mistico ed epico ma nello stesso tempo teso ed essenziale; vi si ritrova molto dell’estetica giapponese: soprattutto il valore del vuoto, dello sfondo che fa risaltare in negativo la nitidezza dell’opera d’arte.

Ghost – In stormy nights (Dragcity 2007)

1 – Motherly Bluster
2 – Hemicyclic Anthelion
3 – Water Door Yellow Gate
4 – Gareki No Toshi
5 – Caledonia
6 – Grisaille

4 profMau

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8 commenti su “Ghost – In Stormy nights”


  1. […] preconcetta, fatta di tappeti sonori soffusi e inconsistenti. In questi giorni sto ascoltando i Ghost…e penso: come sarebbe Blade Runner con la loro musica sotto? Dietrologie inutili…ma stimolanti. […]


  2. ci sono musiche, canzoni, che ti entrano dentro creando talvolta uragani, talvolta voragini. capita anche la quiete.
    si, un pò come il cielo di oggi, che sembra non trovare una pace vera e propria.
    trovo geniale l’idea che sta alla base di questo blog.
    grazie della visita.
    a presto.
    un bacio

  3. Fabio Bacco Says:

    Sì direi che ci siamo, rientrano nei miei gusti Hemicyclic Anthelion Gareki, No Toshi e Caledonia, ma in tutti i brani la voce mi arriva a dare quasi fastidio. Sarà che son troppo dentro alla musica nuda e cruda in questo periodo.Prologo ed epilogo (brani 1 e 5) non c’entrano proprio con il resto e non sono stati accattivanti come il resto. La più grande rivelazione giapponese per me ultimamente sono state le OOIOO e i meatopia, dei quali purtroppo non si reperisce una mazza. Invece sul tema delle tinte fosche di questo album vi rimando a tutta una serie di gruppi più o meno nuovi che sto fagocitanto: Guapo, Black Engine (relativi agli Zu), Kayo Dot, Miasma & the Carousel of Headless Horses, October Equus che reperite anche su Myspace, oppure alle vecchie glorie tipo Universe Zero e Ruins! Insomma fateve un giro sulla Cuneiform Records se vi va di approfondire, ciao!

  4. sandyna Says:

    consiglierei di recuperare anche Hypnotic Underworld sempre dei Ghost
    sono sempre più convinta che i giap siano tutti fuori come campane..

  5. markus14 Says:

    Sandy!!! Ultimamente i nostri gusti musicali, un tempo così distanti, si stanno avvicinando…ti consiglierei i Low, il concerto di sabato mi ha stravolto…

  6. sandyna Says:

    taci va, mi sto quasi spaventando 😛 comunque ho letto la vostra del recensione del concerto, che invidia. Sì i Low sono una mia grave lacuna, spero di rimediare presto


  7. […] preconcetta, fatta di tappeti sonori soffusi e inconsistenti. In questi giorni sto ascoltando i Ghost…e penso: come sarebbe Blade Runner con la loro musica sotto? Dietrologie inutili…ma stimolanti. […]

  8. mikyjpeg Says:

    Ci siamo trasferiti! Commenta sul nuovo sito


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