Jeff Buckley 10 anni dopo

Il 29 maggio ricorrono 10 anni dalla morte di Jeff Buckley. Una morte assurda di un artista in piena ascesa che con un unico immenso album è entrato nella storia della musica. L’album si chiama Grace, è del 1994 e ve ne parlerò tra poco. Prima però vorrei spendere due parole su questo ragazzo nato, cresciuto e morto nella musica. Jeff è figlio di Tim Buckley, uno dei più grandi compositori della musica americana degli anni ’70. Nell’anno della nascita di Jeff, Tim comincia la sua luminosa carriera incidendo il primo disco e separandosi dal figlio. Si vedranno solo una volta, poche settimane prima della morte per overdose di Tim. E’ proprio la figura del padre però ad avvicinarlo la musica: viene notato mentre canta le sue canzoni in un concerto commemorativo. Le sue prime esibizioni soliste avvengono in un localino dell’East Village (NY) chiamato Sin-E’. E’ qui che la Columbia lo copre e gli fa incidere il primo disco che è per l’appunto un live (Live at Sin-E’). Un caso più unico che raro iniziare la carriera con un live. A quello fa seguito un tour negli USA ed in europa che ottiene un discreto successo e che gli apre le porte a quello che sarà il suo capolavoro (nonchè unico album): Grace per l’appunto.

Grace è senza dubbio un album straordinario. Undici canzoni sospese al di fuori del tempo. Ascoltate qualcosa che usciva in quegli anni e capirete che quest’album non centrava assolutamente niente. L’abilità di Jeff Buckley era quella di utilizzare la sua voce cristallina, duttile e con un’impressione estensione per far diventare struggente ogni nota ed imprimerla nella memoria. Simbolo di questa mortalità carnale di cui riveste le canzoni è la cover di Halleluja di Leonard Cohen. Non è un caso, Jeff Buckley era un interprete eccezionale ma come songwriter era sicuramente inferiore (lo dimostrano le altre cover dell’album da Lilac Wine a Corpus Christi Carol. Probabilmente la maturità lo avrebbe migliorato, ma non lo sapremo mai. Ma dopotutto non lo vogliamo sapere. Quello che si prova all’ascolto dell’Halleluja di Buckley è sconvolgente. E’ una preghiera, una ninna nanna, un canone ed una recita, una colonna sonora per fare all’amore: tutto insieme.

La title track Grace è un intrico di suoni elettrici, dove l’inconfondibile suono della telecaster sembra di tanto in tanto rubare il posto alla voce senza però mai riuscirci, Last goodbye è l’inizio di un urlo di liberazione che ritroviamo nell’unica canzone propriamente rock dell’album: Ethernal life. Le note delle sue corde vocali vanno su e giù scalando ottave e ricadendo improvvisamente. Il tutto lascia intendere una personalità insicura e tormentata che non si vuole però far scudo delle sue paure.

Nessuno ci potrà mai dire se era un fuoco di paglia o l’inizio di una rivoluzione. Il secondo album di Jeff Buckley non vide mai luce. Ci stava lavorando da solo, a Memphis, per essere tranquillo. Aveva quasi messo a posto tutti i pezzi ed aveva chiamato la band per incidere. Ma era in anticipo sull’aereo, quel 29 maggio del 1997, così decise di farsi una nuotatina nel fiume sulla strada per l’aeroporto. Si buttò vestito in acqua, con tanto di stivali. L’amico che l’aspettava in macchina racconta che nuotava verso il centro del fiume cantando Whole lotta love, Led Zeppelin, una delle sue passioni musicali. Poi una barca e Jeff scompare, inghiottito da un mulinello. Il coroner constaterà l’assenza sia di droghe che di alcol nel suo sangue. Lasciando il dubbio sul perchè di un gesto così insulso. E proiettando il giovane Jeff nell’olimpo dei giovani dei del rock morti all’apice della gloria. Jimmi, Jim, Janis…Jeff.

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1. Mojo Pin
2. Grace
3. Last Goodbye
4. Liliac Wine
5. So Real
6. Hallelujah
7. Lover You Should’ve Come Over
8. Corpus Christi Carol
9. Eternal Life
10. Dream Brother

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6 commenti su “Jeff Buckley 10 anni dopo”

  1. likearock Says:

    E’ vero! Grace è un album splendido e Allelujah (già bellissima quella di Cohen) rifatta da Buckley fa venire i brividi!

  2. raymonde Says:

    Ci ha lasciato un talento al di fuori di ogni tempo… Manca molto oggi…

  3. azzu Says:

    28 maggio – ore 13.30 – speciale Jeff Buckley @Village su radio1rai

    Ogni disco, per me, ha un luogo
    Grace è in una strada di montagna
    27agosto2006
    la velocità dell’automobile scopre la curiosità dell’occhio
    e sa di dolcezza, di curve e pendii
    di cielo che s’annuvola e diventa sera
    s p l e n d i d o

  4. Negro Says:

    Già.. 🙂

  5. sam Says:

    jeff….you’re the tear that hangs inside my soul 4ever…..
    fantastico

  6. mikyjpeg Says:

    Ci siamo trasferiti! Commenta sul nuovo sito


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