Siete riusciti ad entrare? Lo spettacolo sta per cominciare…The Doors

Mi ero quasi dimenticato della loro esistenza. Per lungo tempo sono rimasti sepolti in qualche polveroso anfratto della mia memoria. Poi, qualche giorno fa, apro il giornale di Vicenza, pagina spettacoli e leggo il seguente titolo:
Il primo album uscì nel marzo del 1967. Manzarek:Creammo la band per sposare la poesia col rock’n’roll. Doors, icona rock da 40 anni. Giornata speciale a Londra con un doppio cd, un dvd, mostre e reading.

Improvvisamente vengo assalito da una vorticosa valanga di ricordi. Mi rivedo in seconda superiore: i capelli lunghi, come il mio mito d’allora: Jim Morrison. Nello stereo girano ossessivamente i cd dei Doors. Sul comodino i testi dei Doors, i libri delle poesie di Morrison, Deserto e Notte americana, e una sua biografia, Nessuno uscirà vivo di qui, nonchè un libro molto curioso di un certo Jacques Rochard, intitolato Jim Morrison vivo nel quale il farneticante “scrittore” affarista di turno sostiene che Jim Morrison non è morto ma ha semplicemente inscenato la sua morte per tornare a vivere. A quel tempo quasi ci credevo. Incredibile. Ha proprio ragione Guccini quando canta: a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’età… Mi rivedo in cima ad un furgone, un ultimo dell’anno ad Asiago, a gridare alla gente frasi del tipo siete tutti morti e non lo sapete o ancora siete riusciti ad entrare, lo spettacolo sta per cominciare, sentite nel film di Oliver Stone che al tempo credo di aver visto decine di volte. O ancora mi rivedo in una cinquecento bianca di un mio amico che allora era folgorato quanto me, andare, in preda all’euforia più totale, ad un tributo dei doors in uno sperduto paesello della provincia di Vicenza, tutti e due con la recondita speranza di trovare la nostra Pamela Susan di turno con cui assaporare il concerto. Dopo questo improvviso e quasi irrifllesso tuffo nel passato ritorno al presente con un bisogno quasi fisico di riascolatare i doors. Cerco affannosamente il primo album che porta come titolo il loro nome. Frugo nervosamente tra le pile dei miei cd. Niente. Dove sarà finita la sezione Doors? Cerco ancora e finalmente eccoli. Prendo il primo album. In copertina si vede in primo piano la testa reclinata di Jim Morrison. Sullo sfondo, quasi ingoiati dal buio, Ray Manzrek, il tastierista, Robby Krieger, il chitarrista e john Desmore, il batterista. Infilo rapidamente il disco nel lettore e attendo. Sono tantissimi anni che non lo ascolto. Questo mese compie quarant’anni, chissà se ha resistito alle ingiurie del tempo. Me lo bevo dall’inizio alla fine, con una furia alcolica degna di Jim Morrison. Come ho fatto a lasciarlo per tanto tempo a prendere la polvere? E’ un album straordinario, che sprigiona un’energia selvaggia e dirompente. Più che un disco, un viaggio lisergico che toglie la terra da sotto i piedi lasciandoti fluttuare in un amniotico ventre primordiale. L’alchimia tra musiche e i testi crea una miscela sciamanica. Probabilmente Jim Morrison è molto sopravvalutato come poeta, ma i testi scritti per I Doors mantengono intatto il loro fascino evocativo e conturbante. Qui davvero il rock’n’roll incontra la poesia. L’album si apre con la travolgente e tellurica potenza di Break on Through (to the other side) per finire con quell’ipnotica sinfonia musicale che è The end. Più che una canzone, un sibilante e visionario miraggio, carico di oscuri e sfocati presagi. Non è un caso che Coppola l’abbia scelta come apertura del suo più grande capolavoro, Apocalypse now. Tra l’inzio e la fine del viaggio una parata di celeberrimi capolavori come Soul Kitchen, The crystal ship, Alabama song, Light my fire, End of night, Take it as it Comes. I doors volevano sfondare le porte delle percezione verso la parte opposta, oltre la soglia del sensibile e del visibile. Credo che la loro musica, nei momenti migliori sia davvero una sorta di nave di cristallo capace di trasportarci in affascinanti universi paralleli. Non so perchè mi viene da associare, forse in modo un po’ ardito, I doors ai labirintici film dell’ultimo Lynch. Forse perchè entrambi non fanno che aprire porte che conducono ad altre porte… Un lunare, metallico, fosforescente paese delle meraviglie del subconscio dal quale non c’è uscita. Solo l’entrata… Siete riusciti ad entrare? Lo spettacolo sta per cominciare… The blue bus is calling us / The blue bus is calling us / Driver where you taking us? (The end)

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6 commenti su “Siete riusciti ad entrare? Lo spettacolo sta per cominciare…The Doors”


  1. ..Nessuno uscirà vivo di qui..(Jim Morrison)..L.A.Woman..che album..

  2. mikyjpeg Says:

    Se siedi sulla spiaggia di Venice puoi quasi credere di essere ancora là, quando Morrison incontrò Manzrek e decisero di aprire la porta della percezione. Non c’è da stupirsi se la psichedelia ha avuto il suo apice sulla west coast. Il pacifico è immenso ed ipnotico, gente folgorata ti passa di fianco senza sapere di essere un fenomeno da baraccone, il deserto ad un centinaio di miglia di distanza ti richiama. Il più bel trip della storia della musica. Due album splendidi, psichedelici e poetici. Poi due album sciroccati con apici e baratri sintomo del delirio di droga in cui il successo può portare. Infine due album blues, semplici e meravigliosi nella loro semplicità. Poi the end, beautifull friend.
    La settimana scorsa ho sentito Soul Kitchen fuori, in strada, mentre pulivo la mia futura casa. Mi sono affacciato ed ho visto dei ragazzi nel parchetto sotto il mio balcone ascoltare incantati queste note di quarant’anni fa. Mr Mojo Rising sarebbe stato contento.

  3. profmau Says:

    When the music’s over
    Turn out the lights
    For the music is your special friend
    Dance on fire as it intends
    Music is your only friend
    Until the end

  4. mat Says:

    anchio come te. 16 anni (oggi 31), 2° superiore, capelli lunghi, la mia pamela. morrison poeta zoppicante? e sia, ma fu lui che mi aprì le porte a rimbaud e a nietzsche, quindi non lo disprezzerò mai. resterà lì, con la sua voce stentorea e sensuale, in quei solchi, e resterà lì, nel mio cuore fino alla fine.

  5. fabiog Says:

    Buon compleanno Mat. 😉 Io Rimbaud e Nietzsche li ho scoperti attraverso altre vie, ma concordo con te sul fatto che Jim Morrison ha la capacità di aprire mondi. Ad esempio, è stato Jim Morrison a trasmettermi la passione per Blake e, in tempi non ancora immiseriti dalle mode new age, quella per gli indiani d’America. Lunga vita ai Doors e a re lucertola…Fino alla fine…

  6. mikyjpeg Says:

    Ci siamo spostati, commenta sul nuovo sito


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