Isobel Campbell & Mark Lanegan live@Estragon-BO

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Lo scorso 31 gennaio mi sono ritagliato uno strappo alla quotidianità per andare ad un concerto all’Estragon a Bologna. In cartellone un duo decisamente originale: Isobel Campbell (ex Belle & Sebastian) e Mark Lanegan (ex Screaming Trees, ha cantato nel celeberrimo Songs for the Deaf dei Queens of the Stone Age). Ma cominciamo dall’inizio…

Il tipo che mi ha venduto le prenotazioni per i biglietti ha commentato con misteriosa ironia: “eh eh l’orco e la bambina…”. Boh…Io avevo solo voglia di sentire un concerto di qualità per una cifra non eccessiva (18 euro) e magari farmi un giro in buona compagnia (Santa Francesca) per Bologna. E buona parte delle attese sono state soddisfatte.
Il problema principale si è rivelato il viaggio; di tempo non ne avevo moltissimo, contando che il giorno dopo mi sarei dovuto alzare alle 7 per andare a lavorare, ma certo Bologna è ben comoda da Vicenza: un’ora e mezza massimo di sera…peccato che ci si sia messo in mezzo un muro di nebbiacontinuo…Saltato un giro a Bologna per il tempo perso agli 80 all’ora in autostrada e per il rischio di perdersi nel nulla periferico, mi fermo a cenare in un posto a caso sulla Ferrarese, vicino all’Arena Parco Nord dove sorge l’Estragon. Prima piacevole sorpresa: ristorantino da poco aperto very easy, mangiato da dio speso poco megacoccolati. Consigliatissimo, si chiama “Bella Zio”. Memorabili l’impepata di cozze e i tortelloni fatti in casa….nonché una compagnia di tamarri di provincia emiliana (tipo l’Elvis di Ligabue) imbambolati a bocca aperta a guardare i cartoni animati di Titti…Seconda stavolta spiacevole sorpresa: pur sapendo più o meno l’ubicazione dell’Estragon, questo si rivela essere un capannone senza insegne immerso nella nebbia in mezzo al Parco Nord, semi introvabile. Ci perdiamo altro tempo, ma per fortuna rintracciatolo entriamo quasi diretti con vaucer di prenotazione. Siamo sotto il palco al centro, dietro di noi il locale si riempie, alle 22.30, abbastanza in orario, entrano in scena l’orco e la bambina.

Lei colpisce subito: un visino dai lineamenti angelici, biondissima con frangetta e boccoli, prosperosa “da vero amore” come direbbe Fabio, interamente inguainata in nero, pants cortissimi tesi al limite dello strappo su due coscioni notevoli, stivaloni sopraginocchio in pelle nera e tacco a spillo. Lui sciattone sempre in nero, sguardo corrucciato, che terrà per quasi tutto il concerto…
Inizio da brivido: in piedi, affiancati, protesi in avanti verso il pubblico cantano con voci unisone intrecciate un’armonia sussurrata: Revolver, una delle perle dell’album che hanno realizzato insieme l’anno scorso, Ballad of broken seas. L’impatto delle loro voci è un brivido che pesa in fondo allo stomaco: quella aerea e soffusa di lei aleggia sui bassi profondi e ruvidi di lui, un amalgama decisamente suggestivo. Man mano i toni si alzano, si irrobustiscono fino alla cadenzata Deus ibi est, amaro inno antibellicista. Gli accompagnamenti sono per lo più minimali e acustici, determinante soprattutto la ritmica originale e varia dell’ottimo batterista; ogni tanto Isobel imbraccia il violoncello elargendo lirismo a bordate, una lirica però sempre un po’ ruvida, mai stucchevole. Appare sempre più evidente con l’avanzare del concerto che il centro dello spettacolo è lei, più disinvolta e socievole col pubblico, la musica in gran parte è sua, lo stile decisamente personale e originale. Dopo una mezz’ora Mark la lascia sola sul palco a interpretare alcune canzoni del suo repertorio solista, che ho trovato decisamente interessanti. Però l’ombroso torna dopo poco rivendicando il suo apporto decisivo alla robustezza dello spettacolo; la sua cover di I’ll take care of you, facente parte di un album di rifacimenti di classici americani, regala una prestazione vocale che affonda nel diaframma con violenza e dolcezza nello stesso tempo. Sul finire struggente il fondersi delle due voci nella bellissima The Circus Is Leaving Town, che chiude l’album del duo. Nei numerosi bis perle notevoli una canzone d’amore in italiano cantata da Isobel, Penso a te, e Wedding dress da Bubblegum (2004) di Mark.
Si chiude un’ora e mezza di musica di gran livello qualitativo, dominata dalle due splendide voci; a tratti l’apporto della band è sembrato quasi ininfluente, e forse alla lunga questo è pesato un po’, in particolare la mancanza di una chitarra elettrica solista, a volte sostituita pareva da una base registrata.
Ce ne andiamo con nel cuore un pizzico di zucchero imbevuto nel whisky…

PS Uscendo dall’Estragon un piacevole incontro fuggevole con Bolormaa, bolognese conosciuta ai concerti dei PGR… che scandalizzata ci fa “da Vicenza fin qua di mercoledì sera?”. Due risposte: la giusta compagnia trasforma ogni spostamento in avventura, la musica giusta fa volare!

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5 commenti su “Isobel Campbell & Mark Lanegan live@Estragon-BO”

  1. Bolormaa Says:

    Adesso, scandalizzata, non esageriamo… ciao visentino magnagati, saluta santa francesca! 😛

  2. profmau Says:

    Cara Bolormaa è un piacere sentirti, lascia un tuo parere sul concerto!

  3. Bolormaa Says:

    Ti devo dire la verità? Non li conoscevo quasi per niente. Avevo ascoltato qualcosa ma senza troppo impegno. Ne sono uscita fulminata, in senso positivo. Li amo, entrambi.


  4. […] si apre pian piano verso le lande emiliane, e nel mezzo del nulla della periferia bolognese (con Lanegan c’era la nebbia ed era inverno vabbè, ma il nulla è sempre nulla, anche con la luce) sorge […]


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