Norah Jones – Not Too Late

b000kchzk601_ss500_sclzzzzzzz_v46821833_.jpg

(Blue Note, 2007)

1.Wish I Could
2.Sinkin’ Soon
3.The Sun Doesn’t Like You
4.Until The End
5.Not My Friend
6.Thinking About You
7.Broken
8.My Dear Country
9.Wake Me Up
10.Be My Somebody
11.Little Room
12.Rosie’s Lullaby
13.Not Too Late

E’ tornata dopo qualche anno la nuova diva del pop jazz mondiale. La donna capace, in anni in cui la musica scaricata da internet sembra farla da padrone, di vendere milioni di copie dei suoi album (il suo debutto ha venduto qualcosa di spropositato). Passata indenne la prova del secondo disco (molto piacevole il suo “Feels Like Home”) ed osannata ancora una volta dalla critica, Norah ritorna a carezzare le nostre orecchie con le sue suadenti note. Le novità ci sono rispetto al passato, anche se non stravolgono lo stile della bella Norah. Uno stile passibile di critche esagerate come di lodi: è mainstream ma riesce ad emanare il fascino di musica non per tutti, è pop ma allo stesso tempo strizza l’occhio al jazz. Una delle principali novità sta nell’utilizzo più deciso delle chitarre a dispetto dell’amato pianoforte. Ma ciò che mi ha fatto piacere quest’album (che, detto per inciso, non è un capolavoro e forse perde dopo i primi ascolti) è un’attitudine più divertita della figlia di Ravi Shankar; si prende meno sul serio, i pezzi sono interpretati più spontaneamente facendo risaltare anche alcune doti interpretative di Norah prima sconosciute (a quante persone Sinkin’ Soon avrà ricordato le atmosfere del già menzionato Tom Waits?). Il disco è prodotto in modo raffinato ed esemplare, come sempre accaduto nei dischi della Jones e della sua storica etichetta Blue Note. La band che accompagna la giovane jazzista è indubbiamente preparata anche se si ha l’impressione che potrebbe avere più voce in capitolo (chi ha visto qualche live della Jones ed ha ascoltato il suo batterista sa cosa voglio dire). Tutto sommato un buon disco che riafferma la Jones come una bella realtà della nostra scena musicale e non come una meteora quale poteva rischiare di diventare.

markus14 2 e 1/2

Annunci
Explore posts in the same categories: Dischi, Estera, Jazz, markus14, Recensioni

3 commenti su “Norah Jones – Not Too Late”

  1. profmau Says:

    A caldo mi viene da dire solo che la copertina mi ricorda gli album dei White Stripes, bianco rosso nero, bella cmq; per il resto devo ascoltarlo seriamente, ho solo orecchiato qualcosa dallo stereo di Markus. E questo per il momento mi ha stupito: non la credevo capace di cambiare… pare l’abbia fatto. Vedremo meglio come…e mi farò risentire!


  2. […] Wall of sound un buon disco che riafferma la Jones come una bella realtà della nostra scena musicale e non come una meteora quale poteva rischiare di diventare. Voto:  […]

  3. profmau Says:

    Approvo la scelta della chitarra, decisamente! Una perla seocondo me Sinkin’ soon; altri pezzi sono un po’ la solita zuppa troppo confezionata; nel complesso cmq un bel salto di qualità dai precedenti lavori. Sa più di spontaneità.


I commenti sono chiusi.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: