Per Franco Battiato

La strada che portava dalla nonna sembrava lunghissima. In verità la distanza da percorrere non era molta, ma la mia mente di bambino si immaginava fantastici sconfinamenti in altri stati. Mio padre ascoltava allora della musica strana, che trovavo bizzarra e indefinibile. Le cassette perennemente inserite nell’autoradio erano tre, erano di un certo Franco Battiato, e avevano titoli per me misteriosi ed evocativi: Giubbe rosse, La voce del padrone, Fisiognomica. Faticavo a cogliere il senso delle parole che mio padre canticchiava finchè guidava, ma nello stesso tempo ne ero istintivamente attratto. Ricordo nitidamente dei versi della canzone Lettera al Governatore della Libia contenuta nell’album live Giubbe rosse:Lo sai che quell’idiota di Graziani farà una brutta fine…Ho scritto già una lettera al governatore della Libia… “. Chi era questo Graziani lo avrei scoperto solo molto tempo dopo. Allora, per quanto idiota, era quasi uno della famiglia. Veniva e tornava con noi dalla nonna.

“Perchè vuole scrivergli una lettera?” chiesi a mio padre. Vi fu un breve silenzio imbarazzato. Evidentemente non lo sapeva neppure lui. In suo soccorso venne però la canzone successiva: Lo sai che più si invecchia / più affiorano ricordi lontanissimi / come se fosse ieri / mi vedo a volte in braccio a mia madre…Che cosa resterà di me del transito terrestre? / di tutte le impressioni che ho avuto in questa vita (Mesopotamia – Giubbe rosse); ogni volta che la sentivo venivo risucchiato dentro ipnotiche e vorticose galassie. Era l’infuocata estate dei miei sedici anni, quando Battiato mi conquistò definitivamente. Prima o poi nella vita di ognuno succede di essere scardinati totalmente da una qualche crisi mistica. La mia fu precoce e abbastanza devastante. Durò circa due anni che vissi con incredibile intensità e trasporto. Molte canzoni di Battiato furono la mia trascendentale colonna sonora. Quanti versi mi affollano la mente se ci ripenso: Ma se ti senti male / rivolgiti al Signore / credimi siamo niente / dei miseri ruscelli senza Fonte. (Fisiognomica – Fisiognomica). Perchè la pace che ho sentito in certi monasteri / o la vibrante intesa di tutti i sensi in festa / sono solo l’mbra della luce. (L’ombra della luce – Come un cammello in una grondaia). Degna è la vita di colui che è sveglio / ma ancor di più di chi diventa saggio / e alla Sua gioia poi si ricongiunge / sia Lode, Lode all’Inviolato (Lode all’inviolato – Cafè de la Paix). Potrei citarne ancora tantissimi, perchè tutte le canzoni di Battiato sono attraversate da una tormentata e inquieta ricerca spirituale, ma mi fermo qui. Molte cose sono cambiate da allora, ma Battiato per me è rimasto sempre un punto fermo. Ricordo il concerto che andai a vedere con mio padre a Verona diversi anni fa. Era da poco uscito Gommalacca, album ipnotico e a dir poco memorabile. Ero agitatissimo. Mi immaginavo un Battiato posato, mistico, assorto in mondi lontanissimi. Invece mi trovai di fronte un uomo pieno di energia, dinamico, saltellante, ironico, sferzante… Irresistibile la sua entrata in Summer on a solitary beach: steso su uno sdraio, con occhiali da sole scurissimi. Nel viso ben evidente un sorriso tra lo scanzonato, l’ironico, il beffardo: Mare mare mare vogli annegare / portami lontano a naufragare / via via da queste sponde / portami lontano sulle tue onde. Verso la fine del concerto non resistetti. Saltai giù dalla gradinate, lasciai mio padre e andai davanti al palco dove la folla si era accalcata per le ultima canzoni. Quando Battiato accennò le prime note di Cuccurucucu fu il delirio. Il nostro cominciò a dare il cinque a molte persone del pubblico e tra queste ci fui anch’io. Fu un momento irresistibile e divertentissimo. Intanto tutti cantavamo a squarciagola: Lady Madonna / j can try / with a litte help from my friends / oh oh goodbye Ruby tuesday… Le canzoni di Battiato hanno colonizzato il mio spirito e il mio corpo. Mentre quest’estate passeggiavo lungo la Prospettiva Nevski istintivamente mi sono trovato a canticchiare: L’inverno con la mia generazione / le donne curve sui telai vicine alle finestre / un giorno sulla prospettiva Nevski per caso vi incontrai Igor Stavinsky… Quando mi sento prosciugato interiormente mi vengono in mente i surreali versi di quel gioiello di canzone che è Scalo a Grado: Il mio stile è vecchio / come la casa di Tiziano a Pieve di Cadore. Quando per qualche ragione mi trovo a Venezia istintivamente mi scatta nella mente Venezia-Istanbul: Venezia mi ricorda istintivamente Istanbul / stessi palazzi addosso al mare / rossi tramonti che si perdono nel nulla… Se la mia vita assume ritmi frenetici, asfissianti e invivibili, per rallentare ascolto Haiku, Nomadi, I treni di Tozeur (passano, ancora lenti i treni di Tozeur…) ma soprattutto Un’altra vita: Sulle strade al mattino il troppo traffico mi sfianca / mi innervosiscono i semafori e gli stop e la sera ritorno con malesseri speciali / non servono tranquillanti nè terapie / ci vuole un’altra vita. Geniale Battiato: capace di contaminare musica classica, pop, elettronica, capace di giocare e di creare irresistibili e arditissime fusioni tra la cosidetta cultura alta e la cultura popolare, capace di tracendentali slanci mistici e nello stesso tempo consapevole di tutte le fragilità e incoerenze dell’animo umano. Nessuno tra i cantanti italiani si è messo in gioco come lui. Esploratore istancabile di mondi vicinissimi e lontanissimi Battiato. Continuamente sospeso tra l’attrazione degli opposti, alla ricerca di un centro di gravità permanente che per fortuna all’uomo non è dato raggiungere, pena la stagnazione. Quando ha visto dietro l’angolo il rischio della ripetizione ha deciso di iniziare la collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro, che, nel bene e nel male, ha apportato nuova linfa alla sua attività artistica. Se potessi mi porterei tutti i suoi album nella famosa isola deserta, da Fetus fino al recente Dieci stratagemmi. Se dovessi scegliere porterei Caffè de la paix perchè secondo me è un album in stato di grazia. Che ricchezza tematica e musicale ha quell’album, che sublimata forza. Mi ha sempre affascinato la domanda finale della canzone che dà il titolo all’album: Ancora oggi le renne della tundra / trasportano tribù di nomadi / che percorrono migliaia di kilometri in un anno / e a vederli mi sembrano felici / ti sembrano felici? Il mio sogno è poterne discutere con lui. Risponderei comunque sì, mi sembrano felici… Chissà se è vero…

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22 commenti su “Per Franco Battiato”

  1. Roberto Interdonato(s) Says:

    Caspita mi hai quasi commosso con questo racconto…anch’io sono un “fan” di Battiato.
    Battiato è uno di quegli artisti che se ci cadi dentro rischiano di monopolizzare la tua vita di ascoltatore, potrebbero bastare “solo” tutti i suoi album per tutta una vita, non servirebbe altro. Tanto queste canzoni le puoi sentire mille volte di fila, ci troverai sempre nuove sfaccettature, nuove sfumature, musicali e testuali, che prima non avevi colto, o ti erano sembrate diverse.
    Io non mi porterei dietro Ferro Battuto e i due Fleurs…ma per il resto si, se c’è spazio sull’isola gli altri li porto.
    Venerdi esce il nuovo disco….speriamo bene!

  2. fabiog Says:

    Già, e se l’album è all’altezza del nuovo singolo, sarà un’altra perla rara e preziosissima…Non ti nascondo che sono in uno stato di trepidante attesa. Mentre salvo i due Fleurs, anche secondo me Ferro battutto è un album un po’ stanco e non all’altezza degli altri. Una riflessione a parte meriterebbe quello stralunato album che è L’ombrello e la macchina da cucire. Un disco strano, di fughe in diagonale, parafrasando il nostro. Un disco che subito non compresi bene ma che oggi, per quanto sia effettivamente un lavoro eccessivamente cerebrale, trovo irresistibile.

  3. Roberto Interdonato(s) Says:

    Ma guarda…già il primo fleurs può anche avere un suo perchè, ma il Fleurs 3 non lo sopporto proprio…de gustibus!
    Non amo particolarmente L’ombrello e la macchina da cucire, sebene non lotrovi affatto un brutto disco, magari poco riuscito.
    Il nuovo singolo “Il vuoto” mi è piaciuto con moderazione, ma se l’ispirazione è vicina a quella i Dieci Stratagemmi sarà comunque un buon album, si spera!


  4. “Ancora oggi le renne della tundra / trasportano tribù di nomadi / che percorrono migliaia di kilometri in un anno / e a vederli mi sembrano felici / ti sembrano felici?”

    L’ultima volta che l’ho sentito dal vivo questo pezzo l’ha finito con “non mi sembrano felici”. E da buon viaggiatore e conoscitore del profondo delle cose, ha ragione.
    Cito il testo solo per dire che uno si ritrova in mezzo alla Mongolia, anche perchè alle volte gli capita di sentire una canzone. Si renderanno conto dell’influenza che hanno sulle persone? Alle volte me lo chiedo.
    Condivido col Nonno l’annuale ascolto e l’incondizionata ammirazione. Capolavoro tra gli altri Gommalacca, e il cofanetto degli esordi che, comprato a Genova dieci anni or sono, resta sempre un piece of collection.
    L’ultimo singolo non mi piace per niente. : (

  5. fabiog Says:

    Secondo me non si rendono conto fino in fondo dell’influenza che hanno su di noi Fabio 🙂 Forse, se Francone leggesse queste cose, ci scambierebbe per dei pazzi. Io intanto sogno da una vita di andare a Tozeur per vedere i famosi treni 😉 Della serie testi che ti cambiano la vita…

  6. profmau Says:

    Io stasera metto sul piatto Sulle Corde di Aries, disco che amo forse di più di Battiato: un suono unico, che non ho mai ritrovato in nessun altro disco. Amo soprattutto il Battiato sperimentatore, che tanto ha influito su tutta la musica alternativa italiana e non solo!Ne approfitto per ringraziare likearock per avermelo fatto ascoltare e apprezzare per primo all’età di circa 16 anni…

  7. hana-b Says:

    per chi ha tempo e voglia..
    http://www.myspace.com/hanabi2006

    a breve dovremmo mettere su anche una cover di “povera patria” che abbiamo registrato qualche tempo fa..

  8. ste Says:

    Che personaggio battiato, ieri era ospite a sanremo ma ovviamente non seguendo il festival me lo sono perso… spero tanto di assistere ad un suo concerto prima o poi

  9. fabiog Says:

    Io a Sanremo purtroppo non sono riuscito a vederlo. Conto anch’io di rivederlo al più presto dal vivo, anche se l’ultimo album, Il vuoto, di cui scriverò a breve, purtroppo non mi ha folgorato…

  10. Suonatore Jones Says:

    ..che dire..siamo davanti ad uno dei più grandi fautori e innovatori del rock italiano..passatemi il termine rock anche se ben so che è riduttivo..perchè Battiato è tutto e niente..new wave/elettronica/classica/sperimentale/dark/progressive/etnica..e quanti altri generi e contaminazioni..
    I testi poi..al confine dell’onirico alcuni..altri come alla ricerca di un Graal interiore..dissenso e disgusto di massificazioni e omologazioni..zero compromessi..boheme..
    Superlativo.Un genio.

  11. ayla Says:

    bellissimo.
    mi sono commossa, perchè mi ci ritrovo in modo impressionante….e cmq sì, Battiato, la vita, la cambia, eccome…

  12. fabiog Says:

    Grazie per il tuo commento ayla. Mi fa piacere sapere che qualcun altro ha vissuto in modo così viscerale le stesse cose che ho vissuto io…

  13. ayla Says:

    si, mi ha impressionato soprattutto la parte del concerto…a me è successa la stessa cosa, sono scappata da mia mamma, sono andata sotto il palco e (durante Cucurucucu )mi ha battutto il 5…e pensa che era la sera del mio compleanno…congiunzioni astrali 😉

  14. fabiog Says:

    Che curiose e strane coincidenze…da non crederci…Battiato quella sera era davvero in forma. Per te deve esere stato un compleanno indimenticabile 😉

  15. ayla Says:

    🙂 infatti lo è stato, anche se il mio sogno era che mi dedicasse “e ti vengo a cercare”…ma non si può avere tutto nella vita 🙂
    eppoi hai azzeccato perfettamente anche la parte della crisi mistica devastante a 16 anni e le cassette in macchina (nel mio caso messe nn dal babbo ma dalla mamma)…

  16. profmau Says:

    fabio hai trovato la tua donna ideale..eh eh..:-) A quando la recensione dell’ultimo Il vuoto?

  17. fabiog Says:

    Che dire ayla, sono davvero profondamente colpito da tutte queste coincidenze degne di un romanzo di Paul Auster o di un film di Kieslowski…sono senza parole, pure la crisi mistica, incredibile 🙂 Quanto a Il vuoto Mauretto (a scuola mi trattengo, ma qui…) prometto una recensione al più presto. A dire il vero prima di recensirlo vorrei vedere i due film del nostro, ovvero Perduto amor e Musikanten…magari una sera ci troviamo per vedere come si muove il nostro dietro la macchina da presa… 😉

  18. ayla Says:

    Non ci credo che non hai ancora visto i film!
    Perduto amor è stupendo…sembra di ascoltare Mal d’africa o Sequenze e frequenze….Musikanten…..è strano, molto strano…:) cmq ho assistito ad una conferenza del mitico a gennaio, dove dicesa che alcune riprese le ha fatte lui stesso con le sue manine d’oro 😀

  19. fabiog Says:

    In effetti è un po’ vergognoso che non li abbia visti, ma rimedierò al più presto, poi ti faccio sapere le mie impressioni…a proposito, viste le moltisime coincidenze, è possibile che fossimo vicini sotto il palco… 😉 Mi sembra che anche tu fossi a Verona e che il tour fosse quello di Gommalacca..

  20. markus14 Says:

    Scriversi in privato no eh? 😉 ah Fabietto…Fabietto…

  21. ayla Says:

    ma come si usa il privato????:DDD

    cmq no, nn credo che fossimo stati vicini di palco xkè io parlo del concerto ke Franco ha fatto a Torre del lago 3 anni orsono…:)))
    ai tempi di Gommalacca purtroppo ero troppo giovine x staccarmi dalla mamma e andare a raggiungere il mio amatissimo sotto il palco…=)
    p.s. nn so se lo sai ma domani è il suo compleanno 😉

  22. mikyjpeg Says:

    Ci siamo spostati, commenta sul nuovo sito


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