Lucky Thirteen – Neil Young

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1. “Sample and Hold” (previously unreleased version) – 8:04
2. “Transformer Man” (Trans) – 3:19
3. “Depression Blues” (previously unreleased) – 4:07
4. “Get Gone” (previously unreleased) – 5:06
5. “Don’t Take Your Love Away From Me” (previously unreleased) – 6:16
6. “Once an Angel” (Old Ways) – 3:54
7. “Where is the Highway Tonight?” (Old Ways) – 3:04
8. “Hippie Dream” (Landing on Water)– 4:26
9. “Pressure” (Landing on Water)– 2:46
10. “Around the World” (Life) – 5:28
11. “Mideast Vacation” (Life) – 4:22
12. “Ain’t It the Truth” (previously unreleased) – 7:38
13. “This Note’s for You” (previously unreleased live version) – 5:34

Quando vieni a contatto con un album di Neil Young di cui non hai mai sentito parlare il dilemma interiore risulta notevole. Le possibilità sono quantomeno opposte e nonostante ciò equiprobabili: sarà fantastico o farà schifo? Così quando mi sono trovato a tu per tu con questo album, in un negozietto di dischi usati, la mia coscienza ha traballato. Comprarlo o no? Non avendo fino a quel momento trovato nulla di stuzzicante (tanta bella roba, ma quando hai già centinaia di dischi cerchi qualcosa di più) mi sono detto “Ma si dai, anche se sarà una cagata”. Il dubbio, devo ammetterlo, era ben posto: la copertina mostra Young con le cuffie da DJ ed il sottotitolo dell’album e’ l’inquietante “Excursion into Alien territory”. Avendolo trovato all’ultimo momento, in procinto di pagare, non ho neanche potuto osservare con attenzione la tracklist. Quando si dice a pacco chiuso!
La prima traccia sembra confermare i miei timori: suoni elettronici e voce sintetizzata. La seconda traccia mi fa venire un dubbio: si tratta di Transform the man, gia’ ascoltata in Trans. Infatti, osservando meglio la custiodia mi accorgo che si tratta di una specie di greatest hits anche se di album con i quali non ho molta familiarità come Old Ways, Landing on Water e Life. Ergo ho ottentuto sia i pregi che i difetti della produzione Youngiana degli anni 80. Devo dire che ho trovato pezzi di assoluto valore come Get Gone e Don’t take your love away from me che non mi risultano essere pubblicati altrove (se qualcuno sa il contrario mi smentisca). Si tratta di due pezzi live, elettrici, potenti ed accattivanti. I pezzi provenienti da Old Ways sono come te li aspetti: country puro, molletto, molto south…un valzer americano. Le canzoni che seguono sono rock puro, e si può notare come l’apporto dei Crazy Horse è decisamente fondamentale (le tracce 8 e 9, in cui mancano, sono decisamente inferiori) pur non trattandosi di canzoni di altissimo valore. L’apice del disco si raggiunge però con i due pezzi finali: Ain’t the truth e la strepitosa This note for you decisamente elettrica. In definitiva un album altilenante, come tipico di una raccolta, che ha il pregio di raccontare un periodo della discografia del bufalo molto particolare.
Dare un voto è decisamente difficile perché si va dal 5 dell’ultima traccia all’uno dei pezzi country (si, quelli, non quelli elettronici iniziali). Ergo faccio una media e non me ne vogliate 😉

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3 commenti su “Lucky Thirteen – Neil Young”

  1. markus14 Says:

    Ti sembrerà impossibile Michele ma mi è successa la stessa cosa. L’estate scorsa sono stato al mercatino del disco a Vicenza, sotto la basilica, e mi sono ritrovato Lucky Thirteen sotto gli occhi. Sapevo per averne letto di cosa si trattava. Diciamo che l’ho comprato per spirito collezzionistico e , che rispetto ad un intero disco anni 80 di Neil (Trans, Old Ways, Landing On Water, Everybody’s Rockin’ che sono al limite dell’ascoltabile) questa carrellata passa anche piacevolmente, certo non è Young agli apici (e ci mancherebbe…) ma alcuni pezzi sono più che gradevoli…tra le tante alcuni (dovrei vedere quali) sono degli inediti. Al tempo, si pensò che questa raccolta fosse il primo volume dei famosi archivi eternamente promessi ai fan e che sono prossimi alla pubblicazione ufficiale.

  2. profmau Says:

    Questo disco è la concessione di Neil alla Geffen alla chiusura delle vertenze giudiziarie che hanno funestato il loro rapporto; la vicenda è interessante per comprendere proprio il problematico rapporto tra arte ed economia che tu Miky hai sollevato anche nel precedente post. L’indipendenza dimostrata da Neil è ammirevole ed esemplare. Letteralmente acquistato per soli fini di lucro il nostro grande cantautore ha ingaggiato una battaglia basata proprio sulle armi della musica: la Geffen in sostanza voleva bissare il successo di Harvest, così lo tormentò perchè componesse un album simile; lui rispose con Trans, esperimento elettronico dominato dal vocoder (ritratto nella foto di copertina di Lucky Thirteen). “No, vogliamo qualcosa più rock, più immediato e meno sperimentale” sbottarono alla Geffen; allora Neil si inventò un album di canzoncine rockabilly (Everybody’s rockin’). “No, vogliamo più folk”; allora venne alla luce l’archeologico Old ways…e così via in una spirale assurda…Nel complesso la musica ci ha rimesso parecchio in questo grottesco balletto, ma Neil è Neil e in mezzo a tanta spazzatura aveva infilato dei gran bei pezzi e performance dal vivo notevoli. Così anche in quest’ultima operazione di recupero concessa alla Geffen (e che non ha fruttato nessun introito al nostro) è sempre lui a vincere, facendo risaltare quanto di buono aveva fatto in questo decennio. Gran bel segno di speranza che alla fine la musica possa sempre avere la meglio sulle logiche di mercato.

  3. mikyjpeg Says:

    Ci siamo trasferiti! Commenta sul nuovo sito


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