Lascia che sia fiorito, Signore, il suo sentiero…

Così nel 1967 iniziava il suo primo lp. Con un ricordo umano e allo stesso tempo molto spirituale dell’amico Luigi Tenco. Con questa canzone cominciava il primo album di uno dei più grandi artisti italiani di sempre. Un musicista che ha fatto sempre della poesia e della ricerca, fosse essa musicale o lessicale, uno scopo della sua missione artistica. E così l’11 gennaio (“un destino sgarbato”) di ben 8 anni fa ci lasciava Fabrizio De Andrè. Non servono molte parole per ricordarlo, tante ne sono state spese, tante se ne spenderanno, ma noi ti chiediamo, Dio di misericordia, di ascoltare la sua voce che, ormai, canta nel vento…

Ciao Faber…

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13 commenti su “Lascia che sia fiorito, Signore, il suo sentiero…”

  1. gioguitar Says:

    che dire….la poesia di Fabrizio dovrebbe essere insegnata nelle scuole. lo ho sempre apprezzato per il fatto che non si schierò da nessuna parte. Oppure sì: era dalla parte dei più deboli, dal cantico dei drogati a marinella, alla dichiarazione di comprensione nei confronti di chi lo aveva sequestrato in quel hotel supramonte che proprio albergo non era.
    E poi la collina di Spoon River, la smisurata preghiera di Anime Salve, il cristianesimo rivisto ma lungi dall’essere ateo de La Buona Novella…che dire…

    Grazie Faber

  2. fabiog Says:

    Mi ricordo, sì mi ricordo del primo e ultimo concerto di De Andrè che vidi. Era il 10 febbraio del 1998, e Fabrizio fece tappa, con il suo Anime salve tour, a Vicenza. Nessuno venne con me, così ci andai da solo. Mentre attendevo trepidante il concerto, studiavo per l’esame di filosofia morale che avrei avuto qualche giorno dopo. Quando De Andrè salì sul palco per me si fermò il tempo. Finalmente vedevo da vicino quell’uomo che per me era l’incarnazione vivente della poesia. Fu meraviglioso. Per me questo momento è entrato in una sorta di dimensione mitica e atemporale. A metà concerto dovette interrompere una canzone, non ricordo più quale, a causa di un furioso attacco di tosse. “Ho un rospo in gola, scusatemi. Ora riprendiamo però”. Parole che presagivano un futuro poco luminoso e infatti di lì a poco il grande Fabrizio interruppe il tour. E’ morto il giorno dopo il mio compleanno, e per me fu una notizia davvero traumatica e dolorosa. Rimane intatto però l’eterno splendore delle canzoni che ci ha lasciato. Non ti ringrazieremo mai abbastanza Fabrizio per quello che ci hai dato…

  3. Enrico Says:

    Rimpiango il fatto di non aver potuto apprezzare dal vivo un artista di questa caratura.
    E’ stato un uomo che non conosceva la banalità. La definizione “cantautore” gli sta stretta.
    Per me, pur non avendo il blasone di Battisti o Celentano, il più grande autore della musica italiana.

  4. Suonatore Jones Says:

    ..è sempre difficile trovare la giusta peculiarità artistica per definire colui che è il mio artista preferito..Fabrizio è stato poeta, trovatore, cantastorie (o “chansonnier”)..
    Ce ne sarebbero troppe di cose da dire, ma ritengo finirei per appiccicargli addosso etichette ed omologazioni..cose che lui non ha mai accettato..
    Grazie Faber..E’ stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati..

  5. amarcord ritrovato Says:

    Pessimo promoter di sè stesso ma talvolta piacevole! una persona troppo schiva e non troppo riuscita nella vita… c’è di meglio!… dai ragazzi aspetto di meglio da voi!

  6. markus14 Says:

    [NDR] commento moderato: markus14 non e’ daccordo con amarcord ritrovato.


  7. In quell’anno ero non A Genova, ma CON Genova tutta al funerale di una delle tante, vere incarnazioni poetiche, che la nazione nostra ha avuto l’onore di annoverare.
    E come la poesia Faber era trasversale, con la capacità di far uscir fuori l’uomo aldilà delle differenze.

    Ho avuto anche il piacere (mai quello di un concerto suo) di assistere al suo ricordo
    in musica in un paesino che frequentava, qui in Liguria, organizzato dai suoi musicisti
    storici. Una piazzetta, tante persone strette, vino bianco verace, monte e mare da
    far da confine; una vecchia e ancora funzionante casa del popolo.
    Cazzo, quella è la sua eredità. Riteniamoci ricchi.

    effebi


  8. ah, e auguri al Nonno 🙂

  9. fabiog Says:

    Grazie per gli auguri Fabio. A proposito di Faber ho un bellissimo ricordo delle nostre conversazioni su di lui fatte quest’estate, e poco tempo fa a casa della Fra quando strimpellavo malamente le sue canzoni con la chitarra…spero di rivederti presto, ciao

  10. mikyjpeg Says:

    Non sono daccordo fosse un pessimo promoter di se stesso. Non ha mai voluto venire a patti con cio’ in cui non credeva (tra cui lo stato e la chiesa) e questo gli ha fatto guadagnare il rispetto anche da parte dei suoi (devo dire pochi) detrattori.
    Detto questo non ho capito di cosa dovremmo parlare per essere “meglio”. Noi non vogliamo essere “meglio”, vogliamo solo essere noi stessi.

  11. francesco Says:

    che dire, immenso, fa pensare alle profondità di sentimenti a cui l’uomo può tendere.
    il rimpianto è che molti non lo conoscono e non lo conosceranno mai….

  12. mikyjpeg Says:

    Ci siamo spostati, commenta sul nuovo sito


  13. parenting wisely

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