In A Silent Way-Miles Davis

MILES DAVIS-IN A SILENT WAY

(CBS,1969)

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  1. Shhh/Peaceful
  2. In A Silent Way/It’s About That Time

Spesso mi sento dire: “mmm, bello il jazz, ma troppo sofisticato”, “ascolterò jazz ma quando avrò più di cinquant’anni, seduto in poltrona e fumando la pipa”. Frasi come queste stanno a significare che un genere come il jazz è visto come musica colta, da intenditori, anche da vecchi se vogliamo…niente di più sbagliato. Miles Davis è uno dei massimi esponenti del genere e forse anche la figura più conosciuta. I suoi inizi sono datati anni 50 quando col suo quartetto infiammò i club americani con la sua tromba dal suono così nuovo, sconcertante e scorticante. Album come “A Kind Of Blue” sono tuttora riconosciuti come inossidabili capisaldi della musica. Alla fine degli anni 60 la svolta… “Miles goes electric” (titolavano molte riviste e molte recensioni) Miles attacca la spina, compiendo una delle più grandi rivoluzioni del jazz e della musica tutta. Non più il classico quartetto acustico (che oltre ai fiati, tromba e/o sax, comprendeva il piano, il contrabbasso e la batteria) ma una schiera di musicisti ai quali fa suonare strumenti assolutamente nuovi per le composizioni jazzistiche. Primo passo di questo suo nuovo corso è segnato da In A Silent Way dove si attornia di nomi quali Herbie Hancock, John McLaughlin (chitarra elettrica nel jazz…wow…), Wayne Shorter, Joe Zawinul, Chick Corea, Dave Holland, Tony Williams…sotto la sapiente produzione di Teo Macero nasce forse il più grande lavoro jazz di sempre, dove un tappeto sonoro quasi psichedelico lascia spazio alle divagazioni della tromba di Davis e del sax di Shorter.In questo disco molti vedono la nascita della cosiddetta corrente “fusion”. Il piano e le tastiere di sottofondo, i discreti arpeggi ed assoli della chitarra, una linea ritmica costante ed efficace sono gli ingredienti di un assoluto capolavoro che suscitò moltissimo interesse anche nella comunità rock dell’epoca (e non solo).

markus14:

4

4profMau

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6 commenti su “In A Silent Way-Miles Davis”

  1. profmau Says:

    Mi hai fatto rimettere sul piatto questo disco dall’atmosfera magica…che gusto sentirlo dolcificare in sottofondo una tazza di te fumante e dare un ritmo vibrante ad un buon libro (John Fante “La confraternita dell’uva”). E pensare che non sono un amante né un conoscitore profondo del Jazz…

  2. amarcord ritrovato Says:

    Più che un jazz sofisticato io nella mia vita ho sempre potuto apprezzare degli arrangiamenti sofisticati! il che è ben diverso!:D

  3. kiriku Says:

    Questo cd anche se spesso viene considerato come un fase di preparazione a quel capolavoro indiscusso, pubblicato nello stesso anno, e conosciuto come Bitches Brew, è anch’esso un album da considerarsi grandioso. bravo bella recensione!

  4. prof Says:

    Bitches Brew per me è un po’ troppo sovrabbondante, barocco, non lo giudico ai livelli di A kind of blue e questo In a silent way…,


  5. […] e batteria. A seguire i primi vagabondaggi di Sal si getta a perdifiato la tromba impazzita di Miles Davis, genio innovatore del jazz, che anche nel bop mette il suo zampino stravolgente: io metto su […]

  6. mikyjpeg Says:

    Ci siamo trasferiti! Commenta sul nuovo sito


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