Avenged Sevenfold – Avenged Sevenfold (2007)

E’ inutile dire che il ritardo con cui pubblico questo articolo è quantomeno imbarazzante… Tra lavoro e preparativi per il mio matrimonio non ho quasi più tempo per fare tutto ciò che mi passa per la testa…

Era da quando avevo scoperto gli A7X, con il loro album precedente “City Of Evil“, che aspettavo l’uscita di questo nuovo lavoro. Sarà stata l’eccessiva attesa o le mie aspettative che forse erano diventate troppo elevate, ma questo album mi ha lasciato decisamente l’impressione che forse si poteva fare qualcosa in più. Non voglio dire che lo standard non sia alto, per carità…

Genere: Hard Rock / Heavy Metal
Pubblicazione: 31 Ottobre 2007
Durata totale: 52’52’’
Etichetta: Warner Bros.
Sito Ufficiale:
www.avengedsevenfold.com
Myspace: www.myspace.com/avengedsevenfold

Avenged Sevenfold - Avenged Sevenfold

TRACKLIST

01. Critical Acclaim
02. Almost Easy
03. Scream
04. Afterlife
05. Gunslinger
06. Unbound The Wild Ride
07. Brompton Cocktail
08. Lost
09. A Little Piece of Heaven
10. Dear God


LINEUP

- Matthew Shadows (Matthew Charles Sanders) – voce
- Synyster Gates (Brian Elwin Haner Jr.) – chitarra
- Zacky Vengeance (Zachary Johnathan Baker) – chitarra
- Johnny Christ (Johnathan Lewis Seward) – basso
- The Rev (James Owen Sullivan) – batteria

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DISCOGRAFIA

- Sounding the Seventh Trumpet (2001)
- Sounding the Seventh Trumpet Re-Release (2002)
- Waking the Fallen (2003)
- City Of Evil (2005)
- Avenged Sevenfold (2007)

Gli Avenged Sevenfold (abbreviati anche in A7X) sono un gruppo musicale originario della California, che esordì nel 1999 come gruppo hard rock/metalcore, che poi è diventato,dopo l’uscita di questo album nel 2005, una delle più promettenti band hard rock/heavy metal della scena musicale, favoriti anche dalla giovane età dei componenti (media di 22 anni nel 2005!!!).
Il nome del gruppo deriva da un riferimento biblico; infatti, nel libro della Genesi, Caino è condannato a vivere in esilio, ma chiunque tenti di ucciderlo sarà a sua volta “punito sette volte tanto”, espressione resa in lingua inglese proprio dalla frase “avenged in sevenfold”.


UN PO’ DI STORIA

Gli Avenged Sevenfold furono fondati nel 1999 da un idea del cantante Matthew Shadows che, dopo aver lasciato il suo ex gruppo, fondò la band insieme a un suo compagno di classe, Jimmy Sullivan (il futuro “The Reverend Tholomew Plaghe”), e insieme a Zacky Vengeance, con cui condivideva da alcuni anni lezioni private di chitarra.

Il gruppo, attraverso alcune prove e piccole esibizioni, trovò presto la sua identità musicale, scegliendo per un ritmo metalcore caratterizzato dalla voce nasale di Matthew Shadows e dalla veloce batteria di The Rev, accompagnate dalle ritmiche di Zacky Vengeance e dai giri di basso di Justin Sane.

Nel 2001 Justin Sane abbandonò il gruppo e fu sostituito dal bassista Dameon Ash. Nel gruppo fu inserito anche un ulteriore chitarrista, il giovane e talentuoso Synyster Gates. L’inserimento di Synyster, musicista influenzato dal sound di band come i Pantera e i Dream Theater, portò una maggiore qualità agli A7X, che inserirono nel sound del gruppo parti di assoli di chitarra e riff più complessi.

Raggiunta una formazione stabile, gli Avenged Sevenfold pubblicarono alcuni demo, che gli assicurarono una maggiore notorietà e l’ingaggio da parte della casa discografica Goodlife Recording.

Il 24 luglio 2001 il gruppo pubblicò il primo album, che fu intitolato Sounding the Seventh Trumpet. Tale disco ottenne un discreto numero di vendite e una buona attenzione dai media, tali da assicurare al gruppo una tournèe promozionale negli Stati Uniti. Sounding the Seventh Trumpet fu il trampolino di lancio per il giovane gruppo che in poche settimane si vide catapultato verso le vette del mercato musicale di genere metalcore, nonostante la giovane età dei componenti e la compattezza dello stile musicale ancora da raggiungere.

Nel 2002 avvenne un importante cambio di formazione, che vide l’entrata nel gruppo del bassista Johnny Christ in sostituzione di Dameon Ash. Con il nuovo line-up, gli Avenged Sevenfold iniziarono una lunga serie di concerti e apparizioni a festival musicali che durò quasi un anno e si concluse con l’importante partecipazione al Vans Warped Tour 2003.

Nel 2003 gli A7X, che da poco avevano lasciato la Goodlife Recording per firmare un contratto con la Hopeless Records, tornarono in studio di registrazione e il 26 agosto 2003 pubblicarono un nuovo album, denominato Waking the Fallen. Il disco entrò alla posizione #12 della classifica Billboard e vendette un totale di 175mila copie, ricevendo ampie e meritevoli lodi dalle riviste e dai critici di settore. La rinomata rivista Rolling Stone dedicò al gruppo un’ampia pagina di elogi e, anche grazie a questo articolo, gli Avenged Sevenfold ottennero il definitivo interessamento dei media e del pubblico. La band partì immediatamente per un nuovo tour in America, della durata di quasi un anno, che vide il raggiungimento del sold out ad ogni esibizione del gruppo.

Nel 2004 il cantante Matthew Shadows venne operato per problemi alle corde vocali che ne limitavano le prestazioni canore. L’intervento, giudicato semplice dai medici, venne considerato riuscito, anche se Matthew lamentò a lungo dolori alla gola che lo costrinsero ad abbandonare definitivamente le parti in growl delle sue canzoni.

Nel 2005 gli Avenged Sevenfold ottennero un sostanzioso contratto con la casa discografica Warner Bros. Records e il 7 giugno pubblicarono il loro terzo album, intitolato City Of Evil. Il disco presentò un sound inedito, ormai lontano dal metalcore e ben più vicino all’hard rock e all’heavy metal. La musica prodotta dalla band divenne così più melodica, grazie anche al forzato abbandono delle tonalità hardcore e delle cantate urlate, e furono messi maggiormente in risalto il talento e le loro influenze musicali dei componenti della band, quest’ultime targate principalmente Pantera, Metallica, Guns N’ Roses, Misfits, Iron Maiden e Bad Religion.

Terminata una lunga tournèe promozionale, nel 2006 il gruppo si unì al tour europeo dei Metallica e a quello dei Coheed and Cambria, per poi partecipare per la prima volta all’Ozzfest 2006, ottenendo un ottimo appoggio da parte pubblico entusiasta delle loro esibizioni. Durante questi show gli A7X inserirono nella scaletta delle canzoni la cover di “Walk” dei Pantera, che suonarono in memoria del defunto chitarrista Dimebag Darrel, al quale il gruppo aveva anche dedicato la canzone Betrayed contenuta in City Of Evil.

Sempre nel 2006 la band vinse il premio “Best New Artist” (”miglior artista emergente”) agli MTV Video Music Awards e partecipò al tour europeo dei Bleeding Through, non portandolo però a termine. La band decise infatti di cancellare le ultime date invernali per iniziare a pianificare e produrre le tracce per un nuovo disco, la cui uscita è avvenuta il 31 ottobre 2007. Il disco, intitolato Avenged Sevenfold, ha presentato un sound totalmente rinnovato, ancora più vicino ai canoni dell’hard & heavy.

Il 14 settembre 2008 la band pubblica un doppio CD/DVD intitolato Live In The LBC/Diamonds In The Rough. In esso è presente l’esibizione alla Long Beach Arena che la band ha tenuto durante lo scorso Taste Of Chaos Tour; in più è presente un CD contenente alcuni brani inediti, tra cui la già nominata Walk dei Pantera, Flash Of The Blade cover degli Iron Maiden, e due nuove versioni di Afterlife e Almost Easy, già contenute nell’album Avenged Sevenfold. La sonorità del CD è nettamente meno sperimentale dell’ultimo album e presenta caratteristiche più vicine all’Hard Rock. Si può quindi affermare che la band ha finalmente ultimato il suo lento processo evolutivo sonoro che l’ha vista impegnata fin dagli esordi. La formazione capitanata da Shadows ha forse così raggiunto le sonorità Hard & Heavy che strizzano l’occhio ad Iron Maiden, Guns N’ Roses, Metallica, Dream Theater, ovviamente con un proprio stile personalizzato.

(fonte: Wikipedia)

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L’ALBUM

Inutile dire che questo Avenged Sevenfold è, al momento in cui vi scrivo, l’ultimo lavoro in studio (è stato rilasciato a metà settembre un CD/DVD live) della band omonima ed è uscito negli ultimi mesi del 2007.
Come ho precedentemente scritto, attendevo con ansia l’uscita di questo album vista la stupenda impressione che mi aveva lasciato il loro precedente lavoro,
City Of Evil (uscito nel 2005), e con me tutti gli addetti ai lavori probabilmente si aspettavano un pezzo pregiato del panorama musicale internazionale.
Purtroppo mi sento di dire che si tratta sicuramente di un buon prodotto, ma per i miei gusti personali (e come tra l’altro ha anche ammesso il cantante della band) “ha poco di metallico e parecchio di commerciale”. Almeno se lo confrontiamo con l’album precedente…

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ANALISI

Critical Acclaim è la canzone scelta come incipit dell’album: intro con un giro di organo che lascia spazio ad un riff esplosivo. Si tratta sicuramente di una delle canzoni più belle e potenti dell’album, con il suo bel ritornello orecchiabile e il buon ritmo della composizione. Bella l’alternanza tra cantato e sussurrato. Di seguito troviamo Almost Easy, primo singolo tratto dall’album, che ci butta addosso tutta la sua potenza e aggressività inframmezzata da un ritornello melodico che sicuramente rimane in testa. Ed ecco un urlo che introduce Scream, canzone molto orecchiabile in con riff e parti di chitarra pestati fanno da filo conduttore. Afterlife spicca per il “doppiato” tra le chitarre iniziale. Questa è sicuramente una delle canzoni più “orecchiabili” dell’album e per questo forse più apprezzabile dal pubblico meno portato a queste sonorità. Bello l’aggressività che fa da incipit e da ritmica sotto il veloce e potente assolo di chitarra. Cambiamo traccia ed in Gunslinger troviamo un bell’arpeggio di chitarra acustica su cui si muove una melodia vocale veramente ben costruita. Ma ecco che esplode la parte elettrica che fa di questa una bella ballata che sicuramente la voglia di riascoltarla. Unbound (The Wild Ride) è un altro pezzo molto orecchiabile che più di qualcuno potrebbe apprezzare vista la linearità della sua struttura. Brompton Cocktail di certo non coinvolgerà al primo ascolto, ma di sicuro è una canzone che si apprezza sempre più ad ogni ascolto. Ecco un “botta e risposta” tra chitarre sopra ad un giro di accordi di organo che preannuncia l’arrivo di Lost, che esplode in una ritmica forsennata sostenuta da una parte di batteria a 100 all’ora! Coraggiosa l’idea di aggiungere effetti elettronici alla voce nel ritornello, che però potrebbe lasciare qualcuno spiazzato ad un primo ascolto. Ed ecco a seguire la canzone più strana dell’album e, a mio avviso, della produzione a me nota degli A7X: A Little Piece of Heaven. Praticamente una canzone orchestrale in cui si mischiano generi molto diversi tra loro e che lascia l’ascoltatore quanto meno spiazzato al primo ascolto. Personalmente, dopo “numerosi cicli di PLAY”, penso che questa canzone sia un colpo di genio, soprattutto per la sua varietà di cambi. Per non parlare poi del video (il link lo potete trovare di seguito), grazie al quale tutto “va al proprio posto”. Dear God è l’ultima canzone dell’album. Si tratta di una ballata “sentimentale” molto in cui l’elettrico praticamente scompare a favore delle chitarre acustiche. Sicuramente da ascoltare più di una volta.

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I VIDEOCLIP

Di seguito potete vedere tutti i video che sono riuscito a trovare su youtube:

Almost Easy

Afterlife

Afterlife (Live In LBC)

Gunslinger (Unofficial)

Brompton Cocktail (Unofficial)

Lost (Unofficial)

A Little Piece of Heaven

Making Self-Titled Album – Part 1 of 6

Making Self-Titled Album – Part 2 of 6

Making Self-Titled Album – Part 3 of 6

Making Self-Titled Album – Part 4 of 6

Making Self-Titled Album – Part 5 of 6

Making Self-Titled Album – Part 6 of 6

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CONCLUSIONE

Avenged Sevenfold” è un cd che che sicuramente può piacere a tutti coloro che, come me, sono stati estasiati da “City Of Evil”. C’è da dire però che, a differenza del suo predecessore, in questo album si possono trovare più parti melodiche, almeno per quanto riguarda il cantato. Le parti strumentali sono buone e ricercate e lo stesso si può dire delle linee vocali. “The Rev” travolge con le sue parti di batteria in cui i cambi di tempo, in alcuni punti, sono veramente spettacolari. “M. Shadow” sembra aver superato i problemi alle corde vocali e sfodera un timbro più tondo, non abbandonando del tutto però la ruvidità che lo contraddistingueva.

In conclusione, questo album si presenta più tecnico e curato dei precedenti, anche se devo dire che l’immediatezza e il prodotto in generale, dopo pochi ascolti, mi è piaciuto forse meno di City Of Evil. Questo album è sicuramente più maturo dei precedenti, ed infatti lo si ad apprezzare veramente dopo qualche ascolto. Consigliato caldamente a chi è piaciuto l’album precedente. A tutti gli altri consiglio di far girare questo cd più di una volta, se lo si vuole apprezzare appieno.

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NOTA

Gli Avenged Sevenfold hanno fatto da band di supporto per le date europee dell’estate 2008 degli Iron Maiden, tra cui quella al Gods Of Metal (27 Giugno 2008).

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flolex

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