Jethro Tull a Schio: loro sono leggenda!

Avevamo già i biglietti da fine febbraio! Io, Codadilupo81 alias Pavy, Markus14 alias Marco, e Matteo, un amico “Tullofilo”, venerdì 04 luglio 2008, all’Arena del Palacampagnola c’eravamo eccome. Il cielo sopra Schio si consumava in un tramonto quasi irreale, con un cielo limpido e rosso, e la cornice stupenda delle Piccole Dolomiti: con queste suggestive premesse, e tanta buona birra in corpo, eravamo lì eccome, in tensione e trepida attesa, finchè alle alle 21.35 è iniziato il concerto dei Jethro Tull. Per un’ora e tre quarti (con una pausa di 20 minuti in mezzo) noi, le persone e LORO, “vecchietti” del rock, abbiamo cantato, urlato e partecipato ad una festa di ritmo e musica di altissimo livello.

La coreografia del palco, per celebrare degnamente il 40° anno di attività della band e l’uscita del primo album “This Was”, era imperniata sul grande maxischermo alle spalle dei musicisti, dove venivano proiettate immagini, foto e spezzoni di concerti provenienti dall’archivio storico dei Jethro. L’altra coreografia, come sempre, on stage, l’ha impersonata il folletto Ian Anderson, frontman e voce non più forse cappellone e vestito di gualdrappe alla Charles Dickens, ma come sempre trasformato in animale da palcoscenico. Il suono ipnotico e armonioso del suo flauto, e le note della sua “Martin little guitar” sono rimasti inalterati dallo scorrere del tempo, e anche se la sua voce non è più potente, le parole, i gesti e la sua famosa gambetta alzata hanno scatenato tutti i fans. L’avvio alle danze è stato affidato a My Sunday Feeling, dove già si capiva che anche il jazz suona eccome insieme ai Jethro, con un bassista impeccabile e preciso come David Goodier a fare da muro ritmico con il batterista Doane Perry.

A seguire la mitica Living In The Past, dove hanno iniziato a farsi notare il tastierista John O’Hara e il “nonno” rock Martin “Lancelot” Barre alla chitarra. Serenade To A Cuckoo e la bellissima Nursie ci hanno introdotto quindi a Song For Jeffrey; Anderson, intanto, tra una canzone e l’altra intanto parla al pubblico con quel suo accento British da circolo del golf, balla, suona il suo flauto ammaliatore, corre sul palco e ovviamente scatena sempre più la sua affiatata intesa con Barre: Rocks On The Road pezzo rock assoluto, A New Day Yesterday e Too Old To Rock’N Roll.. sono state altre gemme regalate al pubblico, con un Barre in forma strepitosa e che ha sciorinato assoli da capogiro. La Bourèe di Bach è stata la ciliegina sulla torta della prime parte, conclusa con Nothing Is Easy.

La pausa è servita solo a riprendere fiato e a prepararsi a quello che ancora doveva arrivare a chiedersi se fanno…For A Thousand Mothers e la bellissima We Used To Know. Poi è stata la volta del prog/rock/folk con With You There To Help Me, Dharma For One/Count The Chickens e dell’incredibile Heavy Horses, impreziosita dagli assoli incredibili di uno scatenato Barre e di un Perry sornione dietro la gran cassa.

Il gran finale, seguito rigorosamente sotto il palco, è stato affidato alle pietre miliari del rock dei Jethro Tull: Thick As A Brick e ovviamente Aqualung, colonne sonore di tre generazioni. Dopo Aqualung il palco si è spento e i Tull hanno salutato, ma solo per mezzo minuto: con la folla ancora in delirio, O’Hara si è rimesso al suo posto dietro le tastiere per l’intro jazz di Locomotive Breath. Il resto, la canzone, la musica, lo hanno praticamente fatto, finito e superconcluso divinamente ancora una volta il flauto di Anderson e la chitarra portentosa di Barre.

E’ stato un concerto assoluto, senza sbavature, a volumi accettabilissimi, che hanno permesso di gustare musica di alta classe e fedeltà; i Tull sanno ancora dire la loro. Hanno forse qualche capello grigio in più, ma ancora raccolgono i favori dei più attempati e dei giovanissimi. Non si può che ribadire il motto del libretto pubblicitario della manifestazione promossa da Schiolife: loro sono leggenda!

Scaletta concerto

My Sunday Feeling
Living In The Past
Serenade To A Cuckoo
Nursie
A Song For Jeffrey
Rocks On The Road
A New Day Yesterday/Kelpie
Too Old To Rock’N'Roll; Too Young To Die
Bourée
Nothing Is Easy
—-pausa—-
For A Thousand Mothers
We Used To Know
With You There To Help Me
Dharma For One/Count The Chickens
Heavy Horses
Thick As A Brick
Aqualung
Locomotive Breath

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One Comment on “Jethro Tull a Schio: loro sono leggenda!”

  1. markus14 Says:

    Adesso non per fare lo sborone, ma quella foto che vedete all’inizio del pezzo, l’ha fatta il sottoscritto…cosa vuol dire stare sotto il palco durante Locomotive Breath…non ha prezzo :-) !


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