Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra

Ogni giorno c’è un pezzo di strada da macinare
Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra
E una lacrima che sa di pioggia e che sa di sale
Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra

Ti aspetterò così come si dice che si deve fare
In ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra
E non sarò mai troppo stanco di stare a aspettare
Un altro giorno di pioggia che Dio manda in terra

E non c’è niente di stabilito tutto può cambiare
Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra
E non esiste un cavallo sicuro su cui puntare
Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra

Ogni giorno metto in tavola qualcosa da mangiare
Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra
E certe volte non trovo parole per ringraziare
Per ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra

E ognuno cerca di fermare il tempo e il tempo non si sa fermare
Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra
Ognuno cerca di passare il tempo e il tempo si vede passare
In ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra

A volte mi sento come un prigioniero da liberare
Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra
Ma non ci sono sbarre e non c’è modo di scappare
In ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra

Ogni giorno c’è un pezzo di strada da ritrovare
Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra
E una lacrima da benedire e da conservare
Per tutti i giorni di pioggia che Dio manda in terra

Alle ore 19.30 di questa sera è morto un mio parente. Uno zio acquisito di mia madre di nome Carlo. Era un gran bel personaggio, dalla tempra e dalla cultura grandi e robuste. Aveva scritto alcuni testi di popolari canzoni di Bepi De Marzi e dei suoi Crodaioli, era in amicizia con Mario Rigoni Stern e con David Maria Turoldo. Era di origine faentina ed aveva sposato mia zia Olga solo da una ventina d’anni (lui ne aveva ad oggi più di 80). Era un amore grande e maturo e nonostante la malattia che ce l’ha strappato in questi suoi ultimi giorni, era ancora lucidissimo nonostante delle paresi che lo limitavano notevolmente. Nella mia libreria, nello scaffale più altro, campeggia una raccolta di classici Feltrinelli (che, per la dannata pigrizia del sottoscritto, rimangono in molti casi ancora non letti) da lui regalata.
Un lutto è quello che paradossalmente illumina la vita, che fa apprezzare tutto quello che va per il verso giusto. Quando questa mattina ho ascoltato la canzone di cui leggete il testo riportato all’inizio di questo post, non sapevo come la giornata sarebbe andata a concludersi. Collegavo tutte le parole del brano (tratto dal nuovo, bellissimo album di Francesco De Gregori) a pensieri che mi pervadono, turbano, animano da qualche giorno. La canzone è un folk allegro con un testo tanto semplice quanto significativo che da un po’ mi aiuta ad affrontare con animo leggero tutte le situazioni di una vita (la mia), fortunatamente intensa e non osservata da spettatore.
Questo richiamo alla pioggia, che in questi giorni pare farla da padrona e non volerci abbandonare per regalarci l’estate, è solo il pretesto per un paragone con le vicende personali del sottoscritto. “Non esiste un cavallo sicuro su cui puntare” canta De Gregori. La vita per quanto bella o brutta possa essere è sempre imprevedibile…ed è questa sua imprevedibilità che te la fa amare anche nei momenti che possono sembrare meno belli. E i momenti meno belli mi sembra ce ne possano essere tanti in questo periodo, perchè di quelli più belli ci si scorda in fretta (carpe diem…). Sei sempre lì che guardi il bicchiere mezzo vuoto e ti scordi di ringraziare Dio per ogni giorno di pioggia che manda in terra. Perchè quella pioggia, inconsciamente, il bicchiere lo riempie anche se tu non te ne rendi conto. Gli amici veri, i volti, le persone e gli incontri restano, e non sarà un acquazzone a portarseli via…
Buona vita ragazzi!

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2 Comments on “Ogni giorno di pioggia che Dio manda in terra”

  1. fabiog Says:

    Leggendo il tuo post Marco mi sono ricordato di quella sera da “spettatori della vita” che ci passò addosso qualche anno fa dopo un non memorabile concerto di Lou Reed…Do You remember? Ora siamo decisamente più protagonisti ;-)

  2. markus14 Says:

    Quella frase “una vita (la mia), fortunatamente intensa e non osservata da spettatore” era un “omaggio” a quella tua citazione, di quella sera, che mi fece così ridere ed allo stesso tempo riflettere…


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