Baroness – Red Album

Primo LP della carriera per questo gruppo della Georgia, profondo Sud degli U.S.A. E si sente: la miscela è un hard rock di gran qualità, dall’energia calibratissima. Si sente l’influsso southern rock, l’atmosfera pesante, del tutto orignale la complessità delle trame sonore, raffinate e potenti nello stesso tempo.
Curatissimo questo release, che segue due EP, fin dalla copertina, splendida… ogni nota basta a se stessa, nulla di troppo, nulla di meno. Dominano le chitarre distorte, sostenute da una ritmica discreta e variegata; ogni tanto si respira con un arpeggio ruvido ruvido, ma il filo conduttore è quello elettrico, con trame distese e complesse, rincorse nel deserto. Difficile parlare di canzoni: un fiume in piena che può ricordare lo stoner dei Kyuss come il prog dei King Crimson, un fiume largo, dal ritmo mai frenetico, ma neppure mai troppo stanco: c’è sempre linfa ritmica sotto i riff e i giri robusti di basso. Un lavoro compatto, esteticamnete molto godibile, uno dei migliori release dell’anno, a mio modesto parere, pressochè perfetto. A tratti si fa sentire la latitanza della voce, molto poco presente; quando compare è in perfetta sintonia col resto della strumentazione, graffiante e misurata.
Lo consiglio di cuore e a tanti, sta a cavallo tra molti gusti musicali ed è qualcosa di nuovo, seppur ben radicato.
Baroness – Red Album (2007)
1. Rays On Pinion
2. Birthing
3. Isak
4. Wailing Wintry Wind
5. Cockroach En Fleur
6. Wanderlust
7. Aleph
8. Teeth Of A Cogwheel
9. O’appalachia
10. Grad
profMau
This entry was posted on 28 Dicembre 2007 at 8:01 pm and is filed under Dischi, Estera, Hard Rock, Metal, Progressive, Recensioni, profMau. You can subscribe via RSS 2.0 feed to this post's comments.
Tags: 2007, Baroness, Georgia, King Crimson, Red Album, southern, stoner
You can comment below, or link to this permanent URL from your own site.
3 Gennaio 2008 at 8:20 pm
il fatto che vengano continuamente paragonati ai Mastodon me li aveva fatti andare in disgrazia ancora prima di ascoltarli (a me i mastodon, pur avendo aperto i concerti dei tool, irritano in maniera stratosferica)
in realtà non sono malvagi, ogni tanto un pochettino “esagerati” e inconcludenti, effettivamente mi hanno stancato presto
comunque mauro, se non li hai già sentiti ti consiglierei i Kinski (Down below it’s chaos), un pò più stoner, un pò meno aggressivi, meno sbrodolosi..insomma non c’entra un cacchio coi Baroness però..ecco
e poi la copertina non ha niente da invidiare al red album http://www.subpop.com/assets/images/3403.jpg
3 Gennaio 2008 at 8:50 pm
disco “sul comodino” quello dei Kinski; provvederò ad ascoltare con cura sull’onda del tuo suggerimento; …e rilancio proponendoti gli Hermano (cantante ex Kyuss).
5 Gennaio 2008 at 12:50 am
Questi Baroness sono belli Mauro, non c’è dubbio ma….dove trovi tutta questa originalità? A me ricordano i migliori Queens of the Stone Age (quelli di Songs for the Deaf) uniti ai migliori Foo Fighters col pegno di uno scarso utilizzo della voce.
E’ indubbio che il 2007 appena trascorso sia stato un anno di grandi dischi metal, tuo grande amore, perchè in fondo questo Red Album è un disco di metallozzo: più studiato, più dosato ma sempre metallozzo è
19 Gennaio 2008 at 7:37 pm
sto ascoltando ora per cui mi pronuncerò più tardi…colgo l’intervento di Marco per fare una domanda: i migliori dischi dei foo fighters quali sono secondo voi?
21 Gennaio 2008 at 12:45 pm
Secondo me i migliori dischi dei Foo Fighters sono il primo omonimo (’95) e The Colour and the Shape (’97), poi la loro formula musicale si è sempre ripetuta con buona qualità ma senza notevoli evoluzioni…