La quinta stagione – Cristina Donà

La Quinta stagione (Emi, 2007)

Settembre
Universo
L’eclisse
I Duellanti
Migrazioni
Come Le Lacrime
Niente Di Particolare (A Parte Il Fatto Che Mi Manchi)
Laure (Il Profumo)
Non Sempre Rispondo
Conosci

Un’armoniosa convivenza tra luce e tenebre

All’inizio solo la voce, che sembra fluttuare nel vento, senza però disperdersi. Una voce calda, raffinata e avvolgente. Le parole parlano di una dolorosa rinascita, di una serenità raggiunta attraversando squarci di dolore: “il sole a settembre mi lascia vestire ancora leggera, il fiume riposa negli argini aperti di questa distesa.Tu mi dicevi che la verità e la bellezza non fanno rumore.Basta solo lasciarle salire, basta solo lasciarle entrare. E’ tempo di imparare a guardare.E’ tempo di ripulire il pensiero.E’ tempo di dominare il fuoco.E’ tempo di ascoltare davvero” (Settembre).

Si apre così l’ultimo incantevole album di Cristina Donà, intitolato La quinta stagione. In questo disco tutto appare essenziale, indispensabile, necessario. Musica e parole mostrano una pulizia e una misura davvero rari. Non a caso il titolo rimanda alla tradizione medica cinese, che chiama “quinta stagione” il periodo intermedio tra estate ed autunno, durante il quale si deve preparare il corpo e lo spirito al freddo. Per affrontare il freddo, in senso reale e in senso metaforico, è necessario appunto un processo di essenzializzazione, di scarnificazione, di pulizia. Tutto ciò che è inutile, pesante, soverchiante, deve essere attraversato e superato. Non allontanato, si badi bene. Luce e oscurità devono convivere in armonia. Le dieci canzoni che compongono il disco inseguono trasparenza e limpidezza sia nei testi sia nelle musiche, senza per questo rinunciare a fare i conti con gli inquieti abissi dell’animo umano. La serenità del La quinta stagione, insomma, non è posticcia e banalmente ottimista, ma tenecemente inseguita. I fans della prima ora, che rimpiangono le atmosfore malate, ruvide, ispide, spigolose dei primi album della Donà, Tregua e Nido, non si sono accorti che ne La quinta stagione e, in misura un po’ minore nel precedente disco Dove sei tu?, non è che inquietudine e spigolosità manchino, ma ora, le dissonanti lacerazioni che da sempre accompagnano la Donà, cercano una sorta di sublimazione e di attraversamento terapeutico. Basta ascoltare l’ultima splendida canzone, Conosci, per capirlo. Il violocello elettrifficato trasmette nello stesso tempo serenità e inquietudine. Anche le parole sono tuttaltro che banalmente consolatorie. Merita di essere trascritta tutta, perchè ha lo spessore di una poesia: “Conosci i miei occhi se guardano lontano da te, le mani che non so curare, conosci le stanze poco illuminate dov’èpossibile arrivare bendati. Pronunciare una ferita quando è appena ricucita non è semplice. Arginare la tensione contenere un’emozione è più nobile.Ecco un’ombra che mi legala certezza di qualcosa che poi cambia. Scavare o tralasciare il senso voltarsi e non guardare dentro Ammettere o tacere, avvicinarsi e rimanere. Conosci i miei occhi quando guardano verso di te, i giorni normali senza un gesto da ricordare.Conosci i colori e la parte più scura di me difficile da raccontare.Conosci i miei occhi quando guardano lontano da te, i particolari delle mani che non so curare, conosci i ricordi e la parte più scura di me difficile da raccontare”. Tra queste due canzoni dominate da una trascendenza orientale, si susseguono gemme perfette e limpidissime, tra cui si innalza, sorprendente e tagliente, I duellanti. La semplicità è tra le più alte virtù, e conquistarla è assai difficile. Cristina Donà ci è riuscita senza cadere nella banalità.

Explore posts in the same categories: Dischi, Italiana, fabiog

3 Comments on “La quinta stagione – Cristina Donà”

  1. Valeria Says:

    Complimenti! Davvero una bella recensione. Sono d’accordo con tutto quello che hai scritto. La poetica più profonda di Cristina in questo disco c’è tutta, solo che è espressa in modo differente più semplice e diretto, ma anche più maturo. D’altra parte lo dice lei stessa nel disco: “perchè niente è cambiato, anche se tutto è diverso…”.
    Quello che colpisce di questo disco poi è l’equilibrio: equilibrio tra testo, melodia, arrangiamenti ed interpretazione. Un lavoro eccezionale e per nulla facile né scontato.
    Se può farti piacere ho scritto anche io qualcosa su questo album, ma è più che altro una segnalazione: http://scaloni.it/popinga/la-quinta-stagione/
    Qui invece un lungo racconto-resoconto del concerto di Cristina a Ravenna, nell’aprile 2006, durante lo “stratosferico” tour “Il Suono della Luce”: http://scaloni.it/popinga/cristina_dona_e_l_incanto_di_suoni_e_luci/

    Ciao!

  2. fabiog Says:

    Grazie! Sono d’accordo con te, questo album, pur essendo comunque pieno di chiaroscuri, è un vero inno alla vita. Molto entusiasmante e dettagliata la tua recensione-racconto del concerto. Io, la Donà, l’ho vista alcuni anni fa, poco dopo l’uscita di Dove sei tu. Nonostante l’acustica della fiera di Vicenza non fosse delle migliori, è stato un concerto molto intenso. Poi l’ho vista anche in uno spettacolo con il marito. La Donà, con la sua eleganza e la sua irresistibile ironia, gli ha però praticamente rubato la scena. Il pubblico non aspettava che lei e le letture del marito sono diventate quasi dei siparietti pubblicitari… Spero venga presto da queste parti per sentire dal vivo il nuovo album…
    Ciao!

  3. Germano Says:

    Questo lavoro di Cristina e’ arte e come tale colpisce allo stomaco in tutta la sua apparente semplicita’. L’arte, quella vera e’ rarissima. Per fare arte, in qualunque espressione, bisogna avere gli strumenti nelle mani ( che Cristina ha ) e soprattutto avere il profondo e incoscente coraggio di buttarsi con tutta la forza possibile nella profondita’ di se stessi senza aver paura di colpire il bersaglio su cui inizialmente ci si e’ focalizzati …ecco, questo lavoro per me e’ la storia di questo folle volo, la cronologia del tuffo coraggioso che l’artista, quello vero, fa. Il suo, bellissimo, attraversa il disco fino al profondissimo apparentemente delicato impatto di ‘conosci’… Sono felice di poterla ascoltare e felice che lei abbia raccolto tanta poesia per noi.


Comment: