Grinderman

Qualche settimana fa mi lamentavo con Marco perché era un pezzo che non usciva un bel disco di hardrock che dicesse qualcosa di nuovo; almeno dai tempi di Songs for the deaf dei Queens of the Stone Age e di Elephant dei White Stripes.
Ora posso dire, forse ci siamo.
Grinderman è un progetto di Nick Cave e di tre dei membri dei Bad Seeds (sua band abituale), Warren Ellis, Martin Casey e Jim Sclavonous.
Il suono dominante è lo stridore, come suggerisce il nome stesso del progetto (seppur riferito a detta dei suoi autori ad una canzone di un bluesman degli anni ’40, grinder in inglese richiama anche per onomatopea allo stridore della macina o di strumenti simili, indica anche l’arrotino…).
Già la prima traccia, Get it on, stritola la melodia in un riff distorto di fondo che si inserisce sull’epico declamare di Cave: è fin da subito evidente la scelta di rifilare un suono del tutto fuori moda, scomodo, nudo e crudo, senza compromessi. E che groove ragazzi, che ritmo secco e trascinante!
Esplode poi No pussy blues: il “singolo”. E che singolo! Brutale, sfacciato, con un video che alterna immagini di accoppiamenti bestiali a riprese del gruppo che suona furioso in atmosfere cupe. Il muro sonoro prosegue con l’avvicendarsi serrato dei tre attori fondamentali di quest’album secondo me: un cantato declamante e poderoso, una distorsione ritmata e sferzate di violino elettrico. Cave sembra agli albori della carriera per cattiveria e freschezza, il gruppo suona all’unisono ed Ellis coi suoi archi inediti è veramente un elemento che aggiunge originalità e grinta. Altre perle sono Electric Alice e l’esplosione finale di Love Bomb. Unica pausa ritmica è Man in the moon, in cui il vocione di cave rimbomba con i suoi sermoni infernali.
Un ascolto che è come una cavalcata (in ogni suo senso e doppio senso possibile!)

profMau

markus14
19 aprile 2007 at 7:59 pm
Anche se preferisco il Nick Cave più intimista (no more shall we part, The boatmans’s call su tutti) questo è davvero un gran disco: sanguigno, sporco, energico, ruvido…Nick Cave riesce sempre a sorprendere. Per me, un autore imprescindibile.
19 aprile 2007 at 8:34 pm
Sai cosa Fabietto, questo disco è bellissimo anche perchè NON E’ Nick Cave…o meglio E’ ANCHE Nick Cave, che è componente dei Grinderman. E la mano dei componenti della band si sente tutta, molto di più che negli episodi a nome Nick Cave & The Bad Seeds…
20 aprile 2007 at 3:09 pm
Anch’io non penso a quest’album come un album di Cave, mi piace pensarlo come opera di un gruppo nuovo: sa di fresco e originale.