Scarsick (Pain Of Salvation)

Genere: Progressive Metal
Pubblicazione:
22 gennaio 2007
Durata totale: 67’48’’
Etichetta: Inside Out / Audioglobe
Sito Ufficiale: www.painofsalvation.com

scarsick.jpg

Tracklist

1. Scarsick (7:08)
2.
Spitfall (7:17)
3.
Cribcaged (5:56)
4.
America (5:05)
5.
Disco Queen (8:22)
6.
Kingdom of Loss (6:41)
7.
Mrs. Modern Mother Mary (4:14)
8.
Idiocracy (7:04)
9.
Flame to the Moth (5:58)
10. Enter Rain (10:03)

Concept e testi di Daniel Gildenlöw.

Lineup

- Daniel Gildenlöw – Voce, chitarra, basso

- Johan Hallgren – Chitarra, cori
- Fredrik Hermansson – Tastiere
- Johan Langell – Batteria, cori

 

Discografia

- One Hour by the Concrete Lake (1999)
- Entropia (1997)
- The Perfect Element Pt. I (2000)
- Remedy Lane (2002)- 12:5 (2004 – live)
- Be (2004)
- Be: Original Stage Production DVD (2005)
- Scarsick (The Perfect Element Pt. II, n.d.F.) (2007)

 

 

Eccovi gli svedesi Pain Of Salvation, a mio avviso un vero gruppo di punta del panorama Progressive Metal mondiale. La loro caratteristica principale? La versatilità nello scegliere soluzioni originali ed inedite.

E’ dal 1997 che la band capitanata da Daniel Gildenlöw presenta una nuova concezione del Progressive Metal.

Mi ricordo come se fosse ieri il primo album dei “Pain” che mi fece ascoltare nel 2000 un mio compagno di classe delle superiori (il mitico Korazza). Si trattava di The Perfect Element Pt. I, album di cui fui colpito, anche se all’epoca il gruppo era agli albori. A questo seguì un paio di anni dopo Remedy Lane, che è diventato, almeno fino a prima dell’uscita di questo Scarsick, in assoluto l’album dei “Pain” che preferivo.

Successivamente feci sentire questo gruppo al mio amico Gio, il quale lo ha fatto diventare un gruppo di culto nella sua vita. Da lì in avanti il massimo promoter della musica dei “Pain”che ho avuto è senz’altro stato lui.

L’album precedente BE, a dire il vero mi aveva lasciato un po’ turbato, vista la presenza delle particolari sonorità acustiche che proponeva. Sicuramente una scelta particolare e in qualche modo “coraggiosa”.
Ed ora, orfani del bassista Kristoffer Gildenlöw (nonché fratello di Daniel), ecco il sesto album in studio dei POS: Scarsick. Oltre ad essere anche il sesto concept ideato da Daniel e soci, bisogna ammettere che questo album è un concentrato di sperimentazione e fusione tra prog e generi musicali differenti.
Che altro dire? Dieci canzoni (per un totale di 67 minuti) che colpiscono, spiazzano ed infine coninvolgono l’ascoltatore.

 

Un Po’ di Storia

I Pain of Salvation sono stati fondati dal leader (voce, chitarra, basso e “chi più ne ha più ne metta”) Daniel Gildenlöw, nel 1991. Ma le origini di questa band risalgono a diversi anni prima: nel 1984 infatti, l’appena undicenne Daniel fonda i Reality una band glam rock ispirata alla musica dei KISS. Tre anni più tardi, nel 1987, entrano in questa formazione il chitarrista Daniel Magdic, il batterista Johan Langell ed il bassista Gustaf Hielm. Dopo il cambio di nome da Reality a Pain Of Salvation, il gruppo inizia a partecipare a diversi concorsi nazionali classificandosi sempre nei primi posti per l’originalità dei pezzi, per la tecnica a livello musica e per la qualità degli arrangiamenti vocali. Nel 1994 il bassista Gustaf Hielm lascia la band per entrare nei Meshuggah e viene sostituito da Kristoffer Gildenlöw, fratello minore di Daniel, ma la formazione vera e propria si forma nel 1996 con l’entrata del tastierista Fredrik Hermansson. In questo stesso anno la band pubblica il suo primo demo e l’anno successivo, nel ‘97, viene pubblicato il loro primo album in studio Entropia. Nell’autunno del ‘97 è già pronto il materiale per One Hour by the Concrete Lake e, appena un mese prima dell’incisione di questo nuovo disco, il chitarrista Daniel Magdic lascia la formazione in seguito ad un lungo periodo di contrasti, venendo sostituito da Johan Hallgren, al quale tra l’altro viene chiesto di imparare tutte le parti di chitarra in un periodo brevissimo di tempo. Il nuovo chitarrista viene presentato come membro ufficiale della band nell’aprile del ‘98. Il loro secondo lavoro viene così pubblicato nel maggio ‘98 in quasi tutto il mondo riscuotendo un successo tale da indurre la casa discografica a ripubblicare in Europa il precedente album Entropia. Dopo un anno di ottimi riscontri, la band inizia a raccogliere materiale per il loro terzo album The Perfect Element Part One che viene pubblicato nel settembre del 2000 mentre i Pain of Salvation sono impegnati in un tour europeo durante il quale Daniel cade rompendosi due dita della mano sinistra. Il tour va comunque avanti con addirittura delle aggiunte di tappe a quelle già pianificate.Nel maggio del 2001 i Pain of Salvation partecipano alla Dream Theater Fanclub Convention, che si tiene a Parigi e durante la quale propongono un’esilarante improvvisazione stile reggae con Mike Portnoy dei Dream Theater. Le registrazioni del loro quarto album iniziano nel settembre del 2001 e finiscono nel novembre dello stesso anno; nel febbraio del 2002 viene pubblicato Remedy Lane e la band parte in tour come gruppo-spalla dei Dream Theater (indimenticabile per chi vi scrive la data a Milano il 14/02/2002). In questa occasione i Pain of Salvation riescono a farsi conoscere da un più vasto numero di persone. In questo stesso anno Daniel partecipa a vari progetti: Unfold the Future dei connazionali The Flower Kings, partecipando anche a diverse date dei loro tour, e la prima parte di Genius, rock opera del chitarrista italiano Daniele Liverani. Nel 2003 i Pain Of Salvation tornano nella loro città natale Eskilstuna per la registrazione del loro unplugged pubblicato l’anno successivo col nome di 12:5. In questo stesso anno la band partecipa al Gods of Metal 2003 tenutosi a Milano. Il loro concept Be, che Daniel aveva già iniziato ad ideare nel ‘96, esce nel settembre 2004. In questa occasione i fans e la critica per la prima volta sono divisi, tra chi lo ritiene un altro dei loro capolavori e chi invece lo considera come il primo passo falso verso il mondo della musica commerciale (forse per la miscela di generi quali Prog Rock, folk, musica classica, metal, new age, musical ed elettronica). Nell’aprile 2006 iniziano le registrazioni del loro nuovo album Scarsick nel Fascination Street Studio di Orebro. Il 23 aprile iniziano le registrazioni delle parti di batteria, portate a termine da Johan in meno di 6 giorni. L’uscita in commercio di Scarsick è fissata nel 22 Gennaio 2007, tuttavia ad inizio Dicembre l’album inizia ad essere scaricato via web (J). Viene annunciato un tour europeo per il nuovo disco marchiato Pain Of Salvation… al basso suonerà Simon Andersson, sostituto nominato esclusivamente per questo tour e che prende il posto del dipartito Krisstoffer Gildenlow che ha abbandonato il gruppo il 21 Febbraio 2006. Dopo il tour, Andersson è stato confermato come bassista ufficiale.Da notare che l’intero album è stato registrato in 5 gg.!!!

Riguardo al nome della band

Il nome “Pain of Salvation” fu proposto da Daniel Gildenlöw, la cui intenzione era di incorporare il concetto di “equilibrio”, il quale pensava avesse un significato similare al senso della vita stesso, per esempio il bene e il male, la luce e l’oscurità, la vita e la morte; per l’appunto, il dolore e la salvezza.“Volevo un nome che significasse qualcosa, un nome che fosse qualcosa di più di una bella parola o un bel suono. Per me, Pain of Salvation possiede il significato dell’equilibrio. Il legame che vi è tra il bene e il male. É anche una buona espressione per l’uso comune, quando qualcosa non va secondo i tuoi piani; “bene, è solo dolore di salvezza,” per indicare che è soltanto un passo indietro rispetto a quanto avevi stabilito per raggiungere il tuo obiettivo.” 7 agosto 1999 “L’idea che racchiude il nome è che tutto ha due lati opposti, tutto è in equilibrio.”“Immagina te stesso esausto nel bel mezzo di un deserto… Sederti a riposare placherebbe le tue sofferenze, ma ti potrebbe uccidere. Il cammino per l’acqua ti stremerebbe, ma potrebbe salvarti la vita.”

L’Album

Be avrà anche spaccato a metà la critica, ma di sicuro Scarsick ricucirà lo strappo tra le due fazioni. Il leader Daniel Gildenlöw ha dichiarato che si tratta della seconda parte di “The Perfect Element”, e bisogna dire che l’atmosfera che si respira ascoltando questo album è sicuramente molto dissimile: melodico, ritmico e dissonante. Per non parlare delle contaminazioni che presenta, che rendono molto difficile catalogare Scarsick solamente come un album prog metal. Possiamo semplicemente dire quindi che questo è un album dei Pain Of Salvation. Altre definizioni trovo difficoltà nel trovarne.Come rivelato dallo stesso Daniel questo album non è stato presentato da subito come il sequel di “The Perfect Element” in quanto Scarsick deve splendere di luce propria e non sarebbe stato giusto attirare i vecchi fan con facili lustrini. Diciamo che per quanto mi riguarda ci riesce benissimo. Analisi La titletrack presenta il frutto di idee a mio avviso molto ricercate e già da subito ci troviamo immersi in una canzone che alterna una sezione più distesa a una in cui la ripetitività del riff portante e il cantato simil-rap incalzante di Daniel ci avvolge in maniera profonda e intima. Di seguito “Spitfall”, una delle song che preferisco dell’album, in cui c’è un crescendo che presenta ancora una volta il rap di “Scarsick”, ma questa volta esplosivo, rabbioso e volento, che però finisce per sfociare in un ritornello melodico degno dell’atmosfera che è riuscito a creare. “Cribcaged” è a dir poco stupenda, con parti alcune parti ipnotiche in cui, non vorrei essere blasfemo, la mente mi rimanda ai Pink Floyd. Questa canzone comincia con dei versi di un neonato e la mia curiosità è andata a ricercarne il motivo, ovvero il fatto che Daniel è diventato padre! La mia mente qui non può tornare che a “The Perfect Element I”, cui effettivamente la parentela con questo nuovo album si manifesta man mano che si va avanti con l’ascolto. Dopo questo inizio imponente, ci troviamo di fronte ad “America” e “Disco Queen”, allegre ed immediate. La prima con influssi funky e un ritmo molto veloce, anche se presenta un testo ricco di satira verso l’ipocrisia del mondo occidentale e la “prostituzione dell’anima” (lo stacchetto a metà canzone è geniale!). Nella seconda troviamo sonorità prettamente disco music anni settanta, che mischia abilmente parti disco (i falsetti stile Bee Gees sono una scelta perfetta!) a crescendo oscuri ed inquietanti. Kingdom Of Loss” è un pezzo soffuso, melodico e oserei dire psichedelico. Per non parlare del clima rilassato che presenta e il finale che colpisce per la sua profondità. “Mr. Modern Mother Mary” (elettronica e dissonante) è invece forse quella che del cd mi ha ispirato meno, anche se non mi è dispiaciuta comunque nel contesto dell’album. Ma ecco che correggiamo prontamente il tiro con “Idiocracy”. Canzone a mio avviso veramente di alto livello per quanto riguarda atmosfera e sensazioni che riesce a trasmettere. “Flame To The Moth” è una canzone dinamica ed aggressiva che si fa senza dubbio apprezzare. Qui si può notare un esperimento “Alternative” ricco di effetti elettronici, in cui Daniel prende una direzione vocale un po’ più estrema e pesante (impressionante per fattura e magnifico per scelta l’intreccio tra cantato espressivo e screaming che è stato scelto!). Non si poteva scegliere canzone migliore per la conclusion se non “Enter Rain”, maledettamente affascinante nella sua apparente semplicità. Inutile dire che la dilatazione nei suoni e l’atmosfera che fa assaggiare all’ascoltatore è vero e proprio nettare.

Conclusione

 

Scusatemi innanzitutto per la lunghezza di questa mia recensione, ma per un album del genere non potevo che buttarmi in un lavoro approfondito e consistente.

Inutile dire che con questo album Daniel Gildenlöw è diventato di diritto uno dei cantanti che apprezzo di più nel panorama della “mia” musica: una voce trascinante (il 6° strumento, n.d.Gio J) (memorabile l’incisività e l’espressivismo che troviamo in “Cribcaged”), delicata, espressiva ma anche violenta!

L’album si fa ascoltare tutto d’un fiato e alla fine ti lascia sicuramente colpito. Scelte stilistiche e compositive sicuramente coraggiose e sperimentali, ma che soppesandone il risultato posso dire ben azzeccate.

Spesso mi è capitato di chiedermi da cosa derivasse la devozione quasi religiosa che il mio amico Gio riponesse in questo gruppo… beh, forse ora l’ho veramente capito!!!

Per finire, l’album è senza dubbio uno dei migliori che io abbia potuto apprezzare in questo inizio 2007 e di sicuro, almeno nella mia graduatoria personale, i Pain Of Salvation sono saliti di numerose posizioni!

 

 

flolex 5

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4 Comments on “Scarsick (Pain Of Salvation)”

  1. profmau Says:

    Qualche settimana fa ho ascoltato Remedy Lane, consigliatomi da un amico. Fin troppo perfettino, un gioiello di tecnica e qualità, che però a tratti mi sa di già sentito (soprattutto Dream Theater). E’ un modello musicale che non amo molto, troppo raizonale per i miei gusti. Degno comunque di ascolto per qualità e intensità. Infatti ora voglio prorio sentire questo Scarsick…

  2. Cix Says:

    Come promesso a Mauro eccomi qua a commentare Scarsick
    Premetto che adoro i PoS e considero Daniel Gildenlow un genio, nonchè uno dei migliori cantanti sulla scena (anche se definirlo solo cantante è riduttivo), quindi i miei giudizi saranno un pò di parte…
    Mi trovo molto d’accordo con quanto scritto nella recensione. Se devo essere sincero il primo ascolto di Scarsick mi aveva un pò deluso, ma con gli ascolti successivi sono riuscito ad apprezzare a pieno questo album. Sicuramente le canzoni non hanno la complessità strutturale dei brani dei primi album, ma alcune sono veramente dei colpi di genio, Disco Queen e America su tutte. Come sempre Gildenlow riesce a mostrarci tutte le sue potenzialità canore, spaziando come solo lui sa fare dalla dolcezza di Cribcaged alle urla (quasi growl) di Flame To The Moth, e compositive con seconde e terze voci, anche dissonanti, che caratterizzano lo stile dei PoS. Si, senza dubbio un ottimo lavoro questo Scarsick!
    Io inoltre ho avuto la fortuna di vederli dal vivo il 25 febbraio al New Age di Treviso e vi posso dire che è stato uno show memorabile! Avevo già assistito a concerti di gruppi molto validi (Deep Purple, Dream Theater, Pfm solo per citarne alcuni), ma i PoS li battono tutti.
    La band ha aperto le danze con Scarsick (che dal vivo tira in maniera paurosa!!!) subito seguita da America. Poi ha proposto in sequenza quasi cronologica brani dei vecchi album: !(Foreword) e Nightmist dall’album Entropia, New Year’s Eve e Handful Of Nothing da One Hour By The Concrete Lake, Ashes da The Perfect Element Pt1, This Heart Of Mine e Chain Sling (che live rende il triplo rispetto al cd) da Remedy Lane, Diffidentia da Be, per poi continuare con Flame To The Moth e finire lo show con Disco Queen (vi assicuro che era esilarante vedere Daniel Gildenlow ancheggiare durante questa canzone). Poi a gran richiesta sono tornati sul palco proponendo Hallelujah di Leonard Cohen, eseguita magistralmente (strofa con chitarra arpeggiata dolcissima e ritornello a tre voci con distorsione), Cribcaged e Used.
    Vi assicuro che dal vivo sono davvero mostruosi. Hanno una presenza scenica fuori dal comune, sia durante le canzoni che negli intervalli, in cui si mettono a scherzare tra di loro e con il pubblico. L’esecuzione dei brani è stata tecnicamente impeccabile, anche, e soprattutto, per quanto riguarda le armonizzazioni vocali a cui partecipano anche tutti i componenti della band (ebbene si, ad un certo punto stavano cantando tutti e 5). Gildenlow ha una voce stratosferica anche live e riesce a sottolineare fraseggi canori che a volte risultano poco evidenti nei cd (uno su tutti gli acuti nel ritornello di Scarsick, che nel cd sono in secondo piano). Hallgren (il chitarrista) oltre ad avere una voce di tutto rispetto è un animale da palcoscenico e anche il nuovo bassista non se la cava male.
    Potrei continuare, ma credo di aver scritto già troppo…sorry
    Per Mauro: senza dubbio Remedy Lane è il più perfettino e melodico tra i loro album, ma secondo me non li puoi paragonare ai Dream Theater, anche se un pò di influenza può esserci indubbiamente… I PoS sono, a mio avviso, molto più espressivi e molto meno razionali dei Dream. E poi certe armonizzazioni vocali che troviamo in brani come Waking Every God (per citare un brano che puoi ascoltare in Remedy Lane) i Dream se le sognano. E poi secondo me i PoS sono molto meno influenzati dal pop commerciale rispetto ai Dream e hanno elementi più “europei” (penso derivanti dal folk scandinavo,anche se non vorrei dire una cavolata). E poi ti assicuro, live non ci sono paragoni, i Dream live sono automi privi di espressioni in confronto.
    Forse da queste righe traspare il fatto che ho fatto un’indigestione di Dream Theater da cui non mi sono ancora ripreso e i PoS hanno preso il loro posto nella mia vita musicale.
    Comunque ti consiglio di ascoltare anche gli altri album (se vuoi te li passo) e comunque penso che il panorama metal scandinavo sia un mondo tutto da scoprire, anche se io devo ancora trovare qualcuno che possa competere coi PoS.
    Scusate ancora per la lungaggine del mio commento.
    Ps.Io sapevo che le voci sul fatto che Scarsick fosse il seguito di The Perfect Element Pt1 erano state smentite, ma forse mi sbaglio…boh…

  3. profmau Says:

    Grande contributo Cis! Grazie, mi accingerò a conoscere meglio questo gruppo che desta tanto entusiasmo!


  4. [...] The Wall of Sound L’album è senza dubbio uno dei migliori che io abbia potuto apprezzare in questo inizio 2007. Voto:  [...]


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